GF Tre Valli Varesine 2018, la conferma

La GF Tre Valli Varesine è una delle meglio organizzate in Italia: noi abbiamo partecipato per la seconda volta. E ci siamo divertiti

20 ottobre 2018 - 19:10

Dopo la prima, intensa esperienza del 2017, quest’anno l’obiettivo era confermare le prestazioni e se possibile fare meglio. Non facile, considerato il gran numero di iscritti e il livello medio di preparazione, che sembra crescere costantemente. Basta aggirarsi intorno alla partenza, in pieno centro a Varese, per cogliere tra i volti dei passanti assonnati qualche faccia nota: sono i protagonisti delle gare amatoriali in Lombardia, tutti presenti a Varese per una gara che attira grazie al percorso e all’organizzazione. Noi di RED Ciclismo Lightweight siamo in tre, affiancati da un amico ex Under 23, che contiamo di avere in squadra il prossimo anno. Il pre gara è semplice: qualcosa di caldo al bar, chiacchiere durante il breve riscaldamento, arrivo in griglia, suddivisa per fasce di età.

La gara è a fine stagione, il 7 ottobre, ma, complice la temperatura mite delle ultime settimane e il bel tempo, l’atmosfera è estiva. La scelta dell’abbigliamento è lo specchio dei vari approcci alla corsa: c’è chi parte in divisa estiva e chi preferisce l’invernale, con tutte le varianti possibili ad arricchire una griglia molto colorata. Ogni fascia d’età parte da sola, a 7 minuti dalla precedente, tempo che secondo gli organizzatori evita ingorghi lungo le prime salite. I primi scattano alle 9, quando la temperatura inizia a essere gradevole: un orario che permette a tutti di non doversi svegliare nel cuore della notte, come invece è successo in molte altre blasonate GF.
Organizzazione impeccabile e tanta salita
La partenza è concitata ma priva di veri rischi, fatto salvo l’attraversamento di una galleria completamente buia, all’inizio della Valganna. Il mio gruppo, quello dei Master 4 (45-49 anni), scivola veloce fino alla prima salita, che porta all’Alpe Tedesco: poco più di quattro chilometri con pendenza massima del 10%, in un bellissimo scenario che la velocità del gruppo non permette di apprezzare. La prima parte sembra pianura, a giudicare dal ritmo infernale, e così il gruppo si disintegra. Le posizioni di testa si delineano rapidamente, con un manipolo che prende il largo. Veloce e tecnica la prima parte della discesa, più facile quella che porta al lago di Lugano, da costeggiare per un veloce tratto in falsopiano e pianura. Le medie nei gruppi più competitivi sono alte, come il ritmo sull’Ardena, salita facile che diventa impegnativa proprio a causa della velocità.

Dopo alcuni brevi strappi si arriva al bivio tra i due percorsi, medio (103 km) e lungo (130 km): scelgo il primo ma nel frattempo sono rimasto da solo, senza altri concorrenti della mia fascia d’età, e quindi nella condizione peggiore per affrontare i chilometri che mancano. I gruppi che incontro sono molti, ma si tratta di concorrenti partiti rispettivamente 7 e 14 minuti prima, perciò inevitabilmente più lenti. La gara diventa così una specie di cronometro individuale, con il duplice obiettivo di non essere raggiunto dagli inseguitori di categoria e di non superare il tempo fatto segnare nel 2017.
Percorso emozionante
Il percorso è molto divertente, grazie alla sostanziale assenza di tratti pianeggianti: si sale o si scende, tra boschi, valli e laghi. Eccellente l’organizzazione, con centinaia di incroci presidiati, veicoli di servizio attenti a non creare rischi, ristori frequenti. D’altronde la S.C. Binda organizza la Tre Valli dei professionisti, un appuntamento attesissimo, e ha già dimostrato nelle scorse edizioni della GF di contare su professionalità e passione. Anche per questo l’appuntamento della GF Tre Valli Varesine, complice la durezza del percorso, vale per la qualificazione alle finali di specialità UCI per gli amatori.

Arrivo al traguardo nella stessa posizione del 2017, sesto, anche se è cambiata la categoria. Il tempo è di qualche minuto superiore, a causa della cavalcata solitaria che si è fatta sentire sul cronometro e nelle gambe, distrutte dallo sforzo. Fabio chiude al sesto posto come me ma nella categoria 35-39 anni, con un tempo di qualche secondo migliore. Anche Marco è soddisfatto dalla sua prestazione, si è divertito e ha combattuto gomito a gomito in salita.

La stagione è finita nel migliore dei modi, con la gara più bella dell’anno. Ora è il momento di qualche giorno di pausa, in attesa della preparazione invernale e di tante nuove avventure. Arrivederci al 2019.

 

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