Granfondo Kask Soave Mtb. Fatta…

31 maggio 2018 - 19:05

Se, nel mondo, Soave è un paese conosciuto per il castello Scaligero e per il tipico
vino che porta il suo nome, tra i biker la cittadina veneta è ben nota in quanto teatro della GF Kask Soave Mtb, gara storica giunta ormai alla 18° edizione.
PERCORSO SPETTACOLARE E DIVERTENTE
Quest’anno, fra i 1.200 biker provenienti da tutto il Nord Italia con il numero sulla schiena c’eravamo anche noi di REDCiclismo, allettati dalla bellezza del percorso, che pur essendo alla portata dei più è tecnicamente interessante e paesaggisticamente appagante. Un tracciato molto panoramico, che arriva a toccare le pendici dei monti Lessini attraversando suggestive contrade, antichi castelli e le distese dei vigneti del Soave Classico, dove la componente agonistica passa in secondo piano rispetto al contesto.
Un’unica opzione di percorso: 50 chilometri per 1.600 metri di dislivello con un fondo molto vario. A boschi e prati si alternano infatti sentieri di volta in volta acciottolati, con gradoni, rocce e radici. Alle 9:15 puntuale il via dall’arco del title sponsor Kask; la solita foga iniziale dura poche decine di metri e poi tutti fermi nell’imbuto per uscire dalle mura del castello di Soave… I primi 4 chilometri si affrontano a tutta (si pedala tra i 38 e i 41 all’ora, senza apparente difficoltà) tra rettilinei e svolte per raggiungere la prima salita. Bisogna tenersi un po’ di margine perché la salita è lunghina – 5,2 chilometri – e, se la pendenza media è del 5%, sono parecchi i picchi che arrivano al 18%; considerato il caldo afoso di questa insolita giornata estiva, non è da sottovalutare il rischio di “saltare”.
Finita l’ascesa, ci aspettano un migliaio di metri di mangia e bevi per prepararsi tornare a salire: questa volta sono poco meno di 4 chilometri con una pendenza media dell’8% e quella massima che tocca di nuovo il 18%.

1X12… LA SCELTA È GIUSTA
Approfittiamo dei ristori per bere un po’ di acqua e sali, arsi dall’afa, pronti a percorrere la terza salita che ci porterà al GPM, 5.300 metri con pendenza media del 6% e punta del 17%. Ringrazio l’Eagle e la sua cassetta 34×50, ma mi trovo a pensare che oggi il tempo sembra non passare mai…
La parte iniziale del percorso, quella più dura, è però ormai alle spalle. Le strade tornano ad essere scorrevoli e pedalo immerso nei vigneti. I single track nel sottobosco sono molto divertenti e scorrevoli, quel che ci serve per sgranchire le gambe e divertirsi a guidare. L’ultimo sforzo è richiesto al 44 chilometro, dove ci attende l’ultima fatica: una salita da 1.200 metri con pendenza media del 9% e massima del 17%.
Da qui in poi solo discesa e, passando per le viuzze di Soave, i cartelli ci conducono fino alla striscione d’arrivo.
Per la cronaca, a dominare nella categoria maschile, con un tempo di pochi secondi sotto le due ore, è stato Stefano Dal Grande del Bottecchia Factory Team, che ha condotto le danze per gran parte della gara, mentre al femminile il primo posto se l’è preso Mara Fumagalli, del Focus XC Italy Team, a una ventina di secondi di distacco.

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