Lapierre, la MTB ha le sospensioni attive

La Casa francese migliora ulteriormente l'evoluto sistema e:i Shock presentato lo scorso anno, il primo al mondo che consente la regolazione elettronica automatica delle sospensioni della bici

2 agosto 2014 - 12:08

Per chi non è proprio giovanissimo sentir parlare di sospensioni attive probabilmente evoca i primissimi anni ’90 e il mondo della Formula 1: vi ricordate il “collaudatore” Damon Hill, imbattibile alla guida della Williams motorizzata Renault ed equipaggiata appunto con questa tecnologia?
Pochissimo tempo dopo, nel 1994, le sospensioni attive furono bandite dal regolamento della F1: troppo perfetti gli assetti e il comportamento delle auto, a discapito ovviamente della spettacolarità.
Ma cosa si intende per sospensioni attive? In pratica molle ed ammortizzatori sono regolati di continuo ed in tempo reale nel posizionamento e nella rigidità da una centralina elettronica che interpreta i dati provenienti da appositi sensori (accelerometri, giroscopi, misuratori di pressione) e quindi comanda la regolazione delle sospensioni. Fantascienza? In realtà, mondo della F1 a parte, abbiamo imparato a conoscere questa tecnologia – anche se nel caso della grande serie è più corretto parlare di sospensioni semi attive, perché è solo l’idraulica ad essere regolata – oggi piuttosto diffusa sulle auto e sulle moto di un certo livello: basti pensare, giusto perché le abbiamo provate di recente, a BMW S1000R  Audi S6 Aprilia Caponord. Ma grazie a Lapierre, in collaborazione con Sram e Trelock, le sospensioni attive oggi sono una realtà che riguarda anche il mondo della mountain bike.

Il sistema “e:i shock”, presentato lo scorso anno funziona così: due accelerometri misurano il lavoro della forcella in termini di velocità e intensità degli impatti, mentre un sensore posizionato in corrispondenza del movimento centrale registra la frequenza della pedalata. I dati raccolti vengono quindi trasmessi al computer che li elabora e regola in modo automatico l’idraulica delle sospensioni. La novità per il 2015? Sono scomparsi il vecchio display, in favore di un computerino compatto, e il comando remoto sul manubrio: al suo posto un unico pulsante da cui si comanda l’idraulica. Un led lampeggiante si colora di verde e indica che l’ammortizzatore è completamente aperto, rosso bloccato e giallo a significare che è in posizione intermedia. La luce continua indica, invece, che il sistema è in modalità automatica. Il nuovo e:i Shock si attiva con una cadenza di 35 pedalate al minuto. Anche la batteria è stata modificata per consentire il montaggio del portaborraccia e ora garantisce un’autonomia di 25 ore.

Volendo fare un paragone con altri sistemi avanzati presenti oggi sul mercato, e:i Shock di Lapierre è talmente evoluto che unisce il concetto insito nel “Brain” di Specialized Epic (che regola di continuo l’idraulica ma attraverso un procedimento meccanico) e gli automatismi e la regolazione elettronica di Magura TS8 che abbiamo provato sulla Bianchi Methanol 29”.

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