Le 10 biciclette che lasceranno il segno

Ci sono due motivi per cui una bicicletta può essere ricordata: o ha inaugurato (o consolidato) una nuova tendenza, oppure non ci è riuscita e quindi passerà ai posteri come un esercizio di stile fine a sé stesso (per non dire un clamoroso flop...)

28 novembre 2016 - 17:11

A noi piace ricordare le biciclette accomunate da un destino del primo tipo, ossia quelle che lasceranno un segno concreto e meritorio della loro presenza terrena. In questa carrellata abbiamo voluto premiare diversi risultati: quelli sportivi come i due ori olimpici conquistati nella Mtb dalla Scott Spark, chi ha investito su un’idea (non nuova, magari, ma perfezionata e affinata) come Trek con il suo sistema Isospeed, Bianchi con il Countervail e Pinarello con la K8-S, chi ha scelto di ridare dignità a materiali nobili ma snobbati e premiare il made in Italy come T-RED, chi ha deciso di reinventarsi e lo ha fatto con un telaio oltre le convenzioni (leggi 3T), chi ha deciso di offrire biciclette a prezzi umani senza scendere a compromessi con la qualità, come Canyon, chi come Look continua sulla sua strada fatta di prestazioni estreme, chi crede che il futuro sarà a pedalata assistita al punto di progettare una piattaforma ad-hoc (Cannondale e Specialized).

 

3T Exploro

Il primo telaio della storia di 3T non un telaio qualunque, ma un prodotto espressamente dedicato al mondo gravel che racchiude soluzioni raffinate e tanta tecnologia. Come il concetto Sqaero (acronimo di square e aero), che abbina le qualità di entrambi i disegni, ossia rigidità, robustezza e leggerezza con aerodinamicità e velocità. Il telaio Sqaero 50/25 è un monoscocca in fibra di carbonio, caratterizzato da profilo e dimensioni inusuali: sulla Exploro il down tube è da 50 mm, dimensione commisurata alle maggiori sezioni delle gomme, in grado di deviare i flussi di aria sul profilo delle borracce per chiudersi oltre il tubo sella, da 25 mm, sulla ruota posteriore. Anche il tubo sterzo, il cannotto sella e i foderi obliqui condividono il profilo Sqaero mentre i foderi bassi hanno una sezione tradizionale ma un disegno asimmetrico, che permette di contenere la lunghezza del carro in soli 415 mm ed è compatibile con gomme da 700c con sezione fino a 40 mm e gomme mountain/road da 650b con sezione fino a 2,1″, mantenendo il medesimo ingombro.
Il passaggio cavi è interno, il freno a disco posteriore ha attacco post-mount, il forcellino del cambio è amovibile, entrambi i perni sono passanti, da 12 mm dietro e 15 mm all’anteriore ed è possibile scegliere fra due configurazioni di montaggio dei portaborraccia.
Compatibile con trasmissioni 1x o 2x, la Exploro è disponibile solo come kit, comprendente telaio, forcella e reggisella, declinato in due versioni, LTD e Team, che differiscono per la forcella, il peso (950 g la prima e 1.150 g la seconda).

 

Bianchi Oltre XR4

La prima peculiarità della road bike di Treviglio si chiama Countervail, materiale brevettato da MSC, azienda aerospaziale americana: si tratta di carbonio viscoelastico con una speciale architettura della fibra che cancella, dicono in Bianchi, fino all’80% delle vibrazioni prodotte dalle asperità del fondo stradale, senza compromettere la rigidità strutturale e quindi l’efficacia della pedalata. Un’altra caratteristica della nuova Oltre è l’estrema attenzione rivolta dai progettisti all’aerodinamica, con i tubi del telaio di dimensioni generose e lo spazio tra questi e le ruote ridotto al minimo per ridurre le turbolenze. Anche i componenti della Oltre XR4 sono tutti orientati a fendere l’aria: manubrio integrato e reggisella hanno forme appiattite e il sistema di serraggio di quest’ultimo è completamente integrato nel tubo orizzontale.
I freni sono di tipo Direct Mount, fissati su due assi anziché uno solo come i sistemi tradizionali, e ciò consente di posizionare il corpo freno più vicino al telaio e ridurre le turbolenze, oltre a conferire una maggior rigidità alla struttura.
Il telaio monoscocca pesa 980 grammi in taglia 55 e la forcella, anch’essa in Countervail, pesa 370 grammi. Sulla nuova Oltre XR4 è possibile montare tutti i gruppi, anche elettronici e ognuno di questi si può associare alla guarnitura con misuratore di potenza Rotor 3D+ InPower.

 

Pinarello Dogma K8-S

L’hanno chiesta i corridori del Team Sky per affrontare le classiche del Nord. Ecco come è nata la Dogma K8-S, progettata dai tecnici Pinarello in collaborazione con gli ingegneri Jaguar Land Rover per offrire il massimo in termini di prestazioni e comfort. Il risultato è una bicicletta dotata di un sistema di sospensione posteriore che frutta l’elasticità longitudinale dei foderi e un elastomero, che agisce da elemento ammortizzante capace di gestire fino a 10 mm di escursione. La K8-S è figlia di un progetto che mirava a cinque obiettivi: aumentare il comfort senza perdere in rigidezza torsionale per incrementare le prestazioni del corridore; aumentare la guidabilità e stabilità attraverso una geometria specifica caratterizzata da un angolo di sterzo più aperto e un rake maggiore; aumentare l’aerodinamicità per risparmiare l’energia necessaria per affrontare i terreni sconnessi; ottimizzare il peso totale per permettere accelerazioni più secche e minor dispendio di energia in salita; assicurare lo stesso feeling di guida in ogni taglia. La Pinarello Dogma K8-S, disponibile anche in versione equipaggiata con freni a disco idraulici, è una bicicletta dedicata a tutti gli appassionati esigenti che amano la tecnologia e non hanno paura delle soluzioni che rompono con la tradizione, a patto di non scendere a compromessi con la performance: Comfort e Velocità, il sogno che da sempre accompagna il sonno di tutti i ciclisti.

 

Trek Domane

Il più confortevole fra i modelli race di Trek ha fatto un ulteriore passo avanti. Su questa nuova versione Trek ha fatto un grosso lavoro di affinamento, che ha portato non solo ad applicare al telaio una versione dell’IsoSpeed studiata per l’avantreno, ma a rendere regolabile l’IsoSpeed posteriore e ad aggiungere un nuovo manubrio realizzato con tecnologia IsoCore. Il tutto con lo scopo di conferire alla Domane una qualità di guida ancora migliore rispetto al modello che l’ha preceduta: le tre tecnologie incrementano la capacità di dissipare l’energia delle vibrazioni trasmesse dal terreno. Per fare un esempio concreto il disaccoppiatore posteriore, che ora permette una fine regolazione del flex (più rigido o più accentuato) in base al peso e alle caratteristiche di ciascuno, consente un incremento del 14% in quanto a risposta alle sollecitazioni; quello anteriore, che permette al cannotto di ruotare in modo svincolato dal tubo sterzo, garantisce il 10% in più di assorbimento rispetto all’avantreno di una bicicletta tradizionale. Ma non è tutto perché bisogna anche tenere conto dei vantaggi offerti dalla tecnologia IsoCore con cui è realizzato il manubrio: prevede l’inserimento, in aree ben definite, di una mescola di gomma anti-vibrazione fra gli strati di fibra di carbonio OCLV, con il risultato di ottenere il 24% in più di assorbimento verticale rispetto a un manubrio in alluminio e il 20% rispetto al carbonio. Altre caratteristiche della nuova Domane sono la possibilità di scegliere fra il telaio in configurazione SLR standard o SLR Disc e fra le geometrie Endurance o Pro Endurance (tubo sterzo più corto, interasse maggiore e scatola movimento più vicina a terra).

 

Canyon Endurace CF

Fa tutto ciò che promette, e sono promesse impegnative, a meno di 4.000 euro. Ed è pure bella… Appartiene a quella categoria di biciclette “all-round” alle quali chiedere di tutto: essere veloci, confortevoli, pesare poco e non tirarsi indietro se si vuole continuare a pedalare anche quando l’asfalto lascia il posto alla terra. Non sono però in molte a riuscire ad evitare compromessi e garantire soddisfazioni in ogni situazione. In Canyon ci sono riusciti, a riprova del fatto che oltre al prezzo favorevole i motivi delle recenti fortune del marchio tedesco sono da ricercare anche altrove. Il telaio della Endurace ha un rapporto stack to reach minore di 1,55 ed è caratterizzato da foderi bassi più lunghi e foderi obliqui sottili che abbracciano il tubo verticale e si congiungono poi al tubo orizzontale, dalla distanza movimento centrale/perno ruota anteriore maggiorata, dal tubo orizzontale lievemente più corto, dal tubo sterzo sensibilmente più lungo e da un angolo di sterzo più aperto. Il tubo verticale, asimmetrico e schiacciato, si stringe e diventa cilindrico in prossimità del nodo sella. Questi accorgimenti permettono di disperdere maggiormente le vibrazioni e di assorbire le asperità del terreno.
Il reggisella VCLS, un progetto di Canyon, è in fibra di carbonio ed è formato da due gambi indipendenti che si congiungono tramite una morsa flottante in modo da ottenere leggerezza, flessibilità e rigidità torsionale. Altro elemento distintivo della Endurace è l’Ergocockpit Carbon, con attacco e manubrio integrati, disponibile in sette differenti misure. Le ruote sono le affidabili DT Swiss RR21 DB DICUT in alluminio, con perni passanti da 12 mm, ormai irrinunciabili quando si usano i freni a disco, e possono montare copertoncini fino a 33 mm.

 

Look 987

La 987 è la più race fra le biciclette Look (insieme alla 989, gemella in taglia M e L, con ruote da 29”), disegnata e progettata in ogni minimo dettaglio per le competizioni XC e Marathon. Anche se non ci fosse il marchio a grandi lettere sul tubo obliquo è sufficiente uno sguardo per capire che si tratta di una Look. Il telaio è monoscocca in fibra di carbonio HM, con carro realizzato DCSC (Dual Comfort and Stiffness Concept), che grazie alla forma dei tubi e alla loro composizione permette di aumentare la rigidità laterale e, nel contempo, la flessibilità verticale, parametro fondamentale in termini di comfort e prestazioni sulle lunghe distanze e i terreni più ostici. Il tubo obliquo è stata riservata una cura di rinforzo con una sorta di piastra in metallo che ne aumenta la resistenza agli urti a scapito solo di un impercettibile incremento di peso. Il tubo verticale è monoblocco e integra il reggisella Reverse 5. Si tratta di una scelta anche estetica, ma soprattutto volta a migliorare le prestazioni poiché, grazie a 3 elastomeri, permette di isolare il biker dalle piccole sollecitazioni trasmesse dal terreno. Gli elastomeri assorbono le vibrazioni e permettono una leggera flessione all’indietro, che migliora il comfort in sella. La 987 adotta l’attacco manubrio A-Stem (uno dei marchi di fabbrica Look) con l’integrazione del concetto Direct Drive nella sua versione Mtb, che consente di ottimizzare tutti i parametri del “ponte di comando” per avere la massima rigidità, affidabilità e sicurezza. La geometria della 987 è espressamente studiata per l’accoppiamento con le forcelle da XC di ultima generazione, con escursione di 100 mm. L’angolo di sterzo è 70°, risultato di un compromesso fra stabilità e maneggevolezza.

 

Scott Spark

Con due ori su due a Rio, la nuova Spark si candida per diventare la superstar del 2017. Tre dimensioni di ruote, tre possibilità di escursione, quattro combinazioni di materiali e, soprattutto, un telaio tutto nuovo, dalla sospensione alle geometrie: la nuova Spark è per Scott un importante punto di svolta per quanto riguarda le full dedicate a Cross Country e Marathon.
Sono tre le famiglie pensate per soddisfare tutti gli stili di guida e affrontare tutti i terreni. Spark RC: 100% race oriented, che vede per la prima volta l’impiego di fibre di carbonio HMX-SL e un nuovo lay-up (che nell’allestimento SL permette di contenere il peso in 9,8 kg), trasmissione 1x, escursione di 100 mm e possibilità di scegliere fra la versione da 27,5″ o 29″. Spark: pensata per un utilizzo 50% XC e 50% Trail, con escursione di 120 mm e possibilità di montare anche una trasmissione 2x, e doppia configurazione 27,5″ e 29″. Spark 700 Plus, dedicata prevalentemente al Trail, una tuttofare con 130 mm di escursione all’avantreno e 120 mm dietro, ruote 27,5″ Plus con gomme da 2.8″.Comuni a tutte sono la nuova geometria del telaio, i mozzi con standard Boost ottimizzato a seconda della trasmissione 1x o 2x, la sospensione single-pivot con ammortizzatore parallelo al tubo verticale e infulcrato sopra la scatola del movimento, il Twinloc a tre posizioni con comando remoto. A proposito di geometria e misure, se prendiamo come esempio la Spark RC 900 in taglia M noteremo un carro accorciato di 13 mm (435 mm), un angolo sterzo aperto di 1,3° (68,5°) e un angolo sella chiuso di 1° (73,8°), modifiche apportate per migliorare la trazione, la stabilità e il controllo in generale.

 

Cannondale Moterra

L’ispirazione per il progetto Moterra proviene dal design essenziale di Habit, Jekyll e Scalpel-Si, di cui sono state riprese le caratteristiche chiave e integrate con le più recenti tecnologie in fatto di pedalata assistita. Alla base delle prestazioni dinamiche della Moterra e Moterra LT ci sono il supporto motore Si e la guarnitura Ai (Asimmetric Integration), caratteristiche che hanno permesso di spostare il motore e la linea catena nella posizione ottimale per garantire fluidità ed efficienza al funzionamento della sospensione posteriore.
Questa geometria ha permesso di contenere la lunghezza dei foderi orizzontali (i più corti nella loro categoria, assicurano oltreoceano), per ottenere quelle doti di agilità e reattività che si cercano quando si pedala off-road. Alla maneggevolezza e alla rigidità strutturale delle Moterra concorre anche la “torsion box” ricavata sul tubo obliquo, che sposta il peso della batteria e quindi il baricentro in posizione più bassa e centrale possibile. Una robusta piastra protettiva e la protezione in gomma “BatStrap” salvaguardano motore e batteria dagli urti.
Comune a tutti i modelli, il telaio in alluminio SmartForm C1, con link dell’ammortizzatore in fibra di carbonio, che garantisce la possibilità di montare un portaborraccia (unico caso nel panorama delle full-suspended equipaggiate con motore Bosch).
La nuova Moterra è proposta in due versioni: Moterra LT, pensata per un impiego All-mountain/Enduro, con sospensioni da 160 mm, ruote da 27,5″ e gomme da 2,35″, reggisella telescopico con comando remoto, disponibile in due allestimenti. Chi invece si sente più vicino a una filosofia Trail, potrà guardare alla Moterra con escursione di 130 mm e ruote 27+, scegliendo fra tre allestimenti.

 

Specialized Turbo Levo

Nella fase di design della Turbo Levo FSR i progettisti hanno cominciato con lo sviluppare una bici trail che comprendesse tutte le caratteristiche tipiche delle Mtb Specialized e integrasse al contempo e completamente la tecnologia Turbo. Il telaio è in alluminio M5, robusto e leggero; il design include la geometria Trail con movimento centrale basso, generoso tubo orizzontale e foderi bassi corti per migliorare la maneggevolezza. Il passaggio dei cavi, compresi quello del reggisella telescopico è interno. La tecnologia Turbo by Specialized si traduce in una eccellente integrazione della batteria e del motore nel telaio. Quest’ultimo, con taratura dedicata, fornisce 530 watt di potenza con livello di assistenza regolabile su tre potenze per poter gestire l’autonomia. La batteria è integrata nel tubo obliquo, è facilmente removibile e la sua posizione, così come quella del motore, è pensata per una distribuzione del peso ottimale. Esistono due versioni: 6Fattie, con ruote da 27,5” Plus ed escursione di 140mm, oppure Short travel 29, con ruote da 29” ed escursione di 120 mm. In aggiunta, è disponibile la App Mission Control per il controllo della tecnologia Turbo e il Trail Display con tutti i dati necessari per monitorare il funzionamento del sistema.

 

T-RED Aracnide A01RR Titanio

Pezzo forte è ovviamente il telaio. Realizzato con tre leghe di titanio differenti in modo da esaltare la rigidità torsionale, per garantire performance, e consentire una flessione controllata, per offrire comfort dinamico: Grado 5 (6Al/4V) per sterzo e scatola movimento; Grado 9 (3Al/2,5V) per triangolo e foderi orizzontali; Grado 2 (quello più “morbido”, con maggior deformazione in compressione) per i foderi obliqui.
Gli spessori sono costanti ma sono differenti i trattamenti termici di indurimento ai quali vengono sottoposte le estremità dei tubi. Questo accorgimento, oltre al fatto che la progettazione si avvale di un software 3D parametrico che integra un modulo di analisi delle sollecitazioni, fa sì che ogni telaio sia effettivamente su misura. Inoltre ogni taglia è realmente proporzionata: per rispettare la geometria alla base del progetto la lunghezza del carro viene variata.
Ciò che si nota subito è l’attacco dei foderi obliqui, motivata in questo caso dalla ricerca di tre vantaggi: il più ovvio è compattare le dimensioni del carro e irrigidirne la struttura; un secondo è l’esaltazione della risposta elastica dei foderi obliqui; l’ultimo è l’ottimizzazione delle caratteristiche meccaniche del materiale con cui sono costruiti.
I possibili allestimenti variano in considerazione dei gusti e del budget del cliente e contemplano anche una versione dotata di freni a disco. Il kit telaio costa 4.400 euro e il peso della bici completa (nella nostra configurazione) è 7 chili…

 

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