A RED siamo amici veri, di quelli che il successo di uno è il successo di tutti, che piuttosto che lasciarti in difficoltà sacrifico la mia prestazione, che il divertimento viene prima del risultato… Insomma, la competizione a Red non è di casa e il fatto che si esca di nascosto, che ci si alleni sui rulli nel buio del proprio ufficio e che qualcuno millanti asme da Ventolin è solo una quisquilia.
Comunque, per non saper né leggere né scrivere, ma soprattutto per arrivare all’inizio di stagione pronto allo scatto (possibilmente più di qualcun altro…), mi sono assicurato una preparazione invernale hors categorie, quella che a detta dei suoi guru è, ad oggi, il metodo più avanzato per entrare in forma: MagneticDays Jarvis.

Le straordinarie premesse e il miraggio di tenere dietro gli “amici” valgono bene una impegnativa trasferta ad Arezzo (il prodotto è al 100%, orgogliosamente, toscano), conditio sine qua non con cui Marco Sbragi di MD ha accettato di farci provare il sistema. Voleva infatti che prima di attaccare la bici ai dischi rossi del MD Jarvis, il coach dei coach Simone Buracchi mi prendesse da parte e mi raccontasse tutto sulla macchina ma, prima di tutto, sul metodo che questa permette di applicare.
Se la macchina è sofisticata (anche esteticamente ha poco a vedere con gli altri oggetti di questo tipo) è infatti il sistema di allenamento che rappresenta un’evoluzione.
Dopo un paio d’ore di full immersion fra unità di misura, formule che le legano, parametri di intervento, esempi illuminanti e fenomenologia del training, sono stato ben nutrito in preparazione al test che nel pomeriggio avrebbe scattato la fotografia del mio stato di allenamento e salute. Test che sarebbe servito a Simone per confezionare le sessioni di allenamento personalizzate che rappresentano i compiti a casa di ciascun utilizzatore e che permettono ai coach di valutare le reazioni e orientare ogni passo evolutivo.

Dopo essermi avvilito per gli esiti del test, mi sono risollevato grazie alla simpatia di Enos Polvanesi, socio di Marco e responsabile della progettazione meccanica e della produzione di MD Jarvis, che nel tempo libero motorizza carri di carnevale che sono persino finiti a Rio… Mi ha portato a visitare l’officina (la lavorazione meccanica di precisione è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda di cui MD è un ramo) e mi ha mostrato alcune fasi della progettazione CAD e della lavorazione dal pieno dei componenti.
Degna conclusione la meritata consegna dello scatolone con il prezioso contenuto, anch’esso assolutamente originale (in legno con logo e grafiche laserate) e del numero di telefono di Simone, con il permesso di chiamarlo anche di notte per i prossimi due mesi (tanto durerà l’allenamento), in caso di dubbi esistenziali sotto forma di RPM o Nm…

La metamorfosi “da ciucciamanubrio a campione” è ufficialmente iniziata e fra poco sapremo se le promesse di Marco, Enos e Simone saranno mantenute. State sintonizzati…