Specialized Tarmac Disc, ok ai dischi in gara?

Il vero motivo per cui i dischi sono ancora vietati nelle gare su strada? Ce lo spiega Specialized, che sembra aver trovato il modo di farli convivere con il carro posteriore corto, tipico delle biciclette da corsa più “spinte”

Che la ragione per cui l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) non abbia ancora ammesso i freni a disco nelle competizioni su strada non sia solo la sicurezza dei corridori si mormora ormai da tempo. È senz’altro vero che in caso di caduta di gruppo i ciclisti su strada sarebbero più esposti ai dischi taglienti e magari roventi più che in una gara di mountain bike – dove, infatti, sono ammessi, così come nel ciclocross – ma a quanto pare c’è dell’altro.Il motivo più importante sembra dipendere proprio dai costruttori, che sul piano tecnico non sono ancora pronti al 100% a compiere il grande passo.In casa Campagnolo, ad esempio, a parte qualche test non si è ancora visto un prodotto definitivo e probabilmente non lo si vedrà prima del 2016; non va meglio a Sram, costretta pochi mesi fa a ritirare dal mercato tutti gli impianti idraulici in circolazione (circa 19.000!), a causa di cedimenti verificatesi negli USA durante una gara di ciclocross, per la verità svolta con temperature da congelamento.E Shimano? Al momento sembra essere l’azienda più avanti nello sviluppo dei sistemi a disco idraulici, oltre che il marchio al momento più utilizzato dai costruttori, ma nemmeno in Giappone sono riusciti a risolvere quello che al momento sembra essere il vero ostacolo all’adozione dei freni a disco sulle bici da corsa da competizione: Di cosa si tratta? Se sul mozzo posteriore viene montato il disco, che occupa un certo spessore, anche la linea della catena risente di questo spostamento. Il problema sorge nel caso di incroci molto spinti della catena – quando ad esempio è posizionata su corona e pignone più piccoli contemporaneamente -, situazione in cui potrebbe funzionare male o addirittura cadere. Questo problema si avverte meno nelle biciclette con il carro posteriore lungo – in quanto l’angolo che si forma con la catena è ovviamente minore – ed è questa la ragione per cui i sistemi a disco sono fino ad oggi stati montati sulle biciclette da endurance (Bianchi Infinito cv, Specialized Roubaix, Orbea Avant, Cannondale Synapse).Specialized, invece, è riuscita a far convivere il sistema sulla sua bici da gara più performante, la Tarmac. Come? L’azienda californiana ha realizzato un nuovo mozzo con battuta da 135 mm (misura tradizionale dei mozzi delle mountain bike) anziché 130 (misura classica dei mozzi delle bici da corsa), inventandosi un sistema (nello schema accanto) che ha reso possibile il mantenimento in asse del tiro della catena, garantendo quindi il funzionamento con ogni rapporto. In pratica il “corpetto” ruota libera è stato spostato più a sinistra (in posizione “130”), e di conseguenza anche la cassetta pignoni.Il “gioco” per ora funziona con queste nuove ruote Roval (marchio Specialized): se è la soluzione che segnerà definitivamente l’ingresso dei freni a disco nel mondo delle biciclette da corsa lo vedremo nei prossimi mesi, ma sicuramente sembra essere un passo importante in quella direzione.Sono due i modelli di Tarmac in catalogo con i freni a disco idraulici, oltre alla versione con il Di2 elettronico:S-Works Tarmac DiscTelaio S-Works FACT 11rRuote Roval Rapide CLX 40 in fibra di carbonio con cuscinetti Ceramic SpeedPneumatici S-Works Turbo 700x24c realizzati con mescola GriptonGuarnitura S-Works FACT OSBB in fibra di carbonio.Freni a disco idraulici Shimano 785Cambio Shimano Dura-Ace Di2 a 11 velocità.Tarmac Pro Disc RaceTelaio in fibra di carbonio FACT 10rRuote Roval Rapide CL 40 SCS DiscPneumatici Specialized Turbo ProGuarnitura Specialized Pro OSBB in fibra di carbonioFreni a disco idraulici Shimano 785Cambio Shimano Ultegra a 11 velocità