
Alfa Romeo in Formula 1: una storia che parte da lontano
Dai primi Grand Prix al successo del 1935 con Tazio Nuvolari, con cui la Casa lombarda a farsi beffe al Nurbürgring del nazismo: il Portello è sul tetto del mondo nonostante mille traversie

Dai primi Grand Prix al successo del 1935 con Tazio Nuvolari, con cui la Casa lombarda a farsi beffe al Nurbürgring del nazismo: il Portello è sul tetto del mondo nonostante mille traversie

Nel 1985 cala il sipario sulla seconda avventura dell’Alfa Romeo nel Circus: zero vittorie e poche soddisfazioni per il Biscione. I perché (e i volti) di un percorso tribolato e di una fine annunciata

Due vittorie da motorista con la Brabham di Niki Lauda e mille difficoltà da costruttore, con qualche acuto degno di miglior fortuna e il rimpianto di un 1980 che avrebbe potuto regalare almeno una vittoria iridata

Tra il 1950 e il 1951 l’Alfetta vince i primi due titoli piloti della storia, con Nino Farina e Juan Manuel Fangio. Il primo anno il dominio è incontrastato; nel secondo l’avversaria si chiama Ferrari, piegata dopo un entusiasmante testa a testa

Di quanti cavalli si ha davvero bisogno per muoversi in città, per viaggiare a pieno carico con la famiglia oppure per vivere le emozioni che solo una sportiva di razza è in grado di trasmettere? Ecco le potenze “giuste” per ogni categoria d’auto.

È la 911 più estrema mai realizzata. Derivata dalla 993 Turbo, era dotata della trazione posteriore e di un boxer 3.6 biturbo da 430 cv. Brutale e totalmente priva di controlli elettronici, venne prodotta dal 1995 al 1998 in solo 202 esemplari.

Al secondo giro del Gran Premio di Germania la Ferrari del pilota-computer prende fuoco. Sarà l’inizio di una vera e propria resurrezione, non solo agonistica

Dalla metà degli Anni ’60 ad oggi ha visto la luce un manipolo di vetture estreme, cattive, brutali e tremendamente performanti. Sogni, o incubi, a quattro ruote, ecco le auto più difficili da guidare al mondo

Spesso caratterizzate dalla propulsione ibrida, sono le vetture meno assetate del Pianeta. Con potenze da 68 a 442 cv e prezzi compresi tra 12.000 e 140.000 euro, percorrono sino a 167 km/litro.

Nate nel Dopoguerra, le auto da spiaggia caratterizzarono la bella vita degli Anni ’70 e ’80 ed ebbero in Mini Moke e Citroën Mehari le proprie portabandiera. Dopo trent’anni, lo stesso spirito ludico anima alcuni modelli moderni.