Alex Polita race 2 Thruxton BSB British Superbike

Secondo appuntamento telefonico con Alex Polita che dopo le prime due gare del British Superbike BSB alla guida della Ducati 1199 Panigale, è ritornato in Italia. Ancora un pizzico di sfortuna e tanta voglia di riscatto queste sono le parole del pilota di Jesi che ci racconta dello spettacolo del campionato britannico

19 aprile 2012 - 12:04

A –“In Inghilterra fa freddo ed è tanto difficile, ma difficile davvero non farsi scappare la pazienza!”

In che senso?

A – “Diciamo che quindici giorni, forse di più, in Inghilterra… Roby quanto siamo rimasti là? Non risponde, è appena uscita. Comunque più di due settimane là ti ammazzano il corpo e la mente. Dato che avevamo un po’ di tempo a disposizione abbiamo fatto i turisti: hai presente l’italiano medio che va in villeggiatura con zainetto e cappellino in testa? Uguali anche noi. Il problema è che in zona c’è poco da vedere, anzi niente e soprattutto gli inglesi sono brutti, mangiano male… e mi fermo qui. Far colazione è un’impresa, io tento di fare le cose giuste, stando attento alle porcherie e invece Roberta si è sbizzarrita con la tipica colazione inglese: fagioli, pancetta, pane bianco terrificante e poi uova strapazzate. Ma nulla sembra fatto nel modo giusto: che impressione. Ti dico che fanno una colazione brutta, saltano il pranzo e francamente mi sembra una follia perché anziché mangiare bevono thè, ettolitri di thè, mentre io preso dalla disperazione cerco un piatto di pasta. Infatti il risultato si vede; qui le ragazze o sono disegnate con il compasso – hai presente delle damigiane con le gambe – o sono super gnocche, te lo posso dire perché la Roby è di là e non sente. Devo dire che l’italiano fa interesse (tipica espressione che indica quanto l’italico motociclista raccolga consensi).  Sono certo che queste si vestono giusto per coprirsi dal freddo, secondo me fa festa anche a loro!”

… e che vuole dire?

A – “Che le ragazze si mettono in mostra e ti guardano aspettando una reazione. Certo non sono Richard Gere, però insomma ti tengono d’occhio ma io non ce la faccio e mi comporto come i cani da pagliaio… Non ti è chiaro vero?! Mio padre dice che i cani da pagliaio sono quelli che ti guardano da lontano e abbaiano e se ti avvicini corrono a nascondersi perché  hanno paura della loro ombra. !Eheh.”

Alex sei fuori! Ricordati che se non gira bene con le moto hai un futuro da comico!

A –“ In effetti ci vuole spirito per reggere 15 giorni senza mollare mai e il clima, credimi, è una legnata sul collo. Aggiungiamo poi che le gare non sono state facili e non è venuto il risultato; insomma, tenere botta non è facile, però siamo all’inizio e quindi lo avevamo messo in conto.”

Il week-end?

A – “Innanzi tutto complimenti a Luca Scassa, dopo la sfiga della scorsa settimana ha fatto un week-end super.  Se mi metto a pestare forte anch’ io questi inglesi si dovranno rimboccare le maniche. Comunque pista favolosa, è una vera figata. E’ allucinante perché è velocissima con l’asfalto con un grip pazzesco, c’è qualche buca ma il tracciato ha curve lunghe da raccordare, una pista da innamorarsi. Se ci vieni ti consiglio di stare nei box il meno possibile, i tetti sono ancora in amianto, probabilmente risalgono a prima della guerra. Sono convinto che se scavi nelle vie di fuga trovi qualche pezzo di artiglieria. Anche qui a Thruxton 35mila persone a fare il pit-walk, una cosa impossibile: per darti un’idea, la gente si toglie la maglia o prende il casco e te lo lancia per un autografo. Ti invito ufficialmente a venire in circuito… è tutto troppo avanti.”

Qualifica e gare.

A – “Ho cannato la Super pole, un risultato da beccamorti. Fai conto che l’ultimo giro, che ero messo bene a livello di tempi parziali, ho pensato bene di uscire e tornare ai box, almeno non partivo dal casello dell’autostrada: 21esimo o 22esimo non ricordo. Fortunatamente in griglia siamo in quattro per fila, già partiamo in novecento, altrimenti mi sarebbe toccato schierarmi all’aeroporto di Stansted fuori Londra. Per  farla breve prima gara asciutta, qui anche se “sgocciola” forte per gli inglesi è asciutto e quindi nessuno ci fa caso e nemmeno ipotizza di montare le gomme rain. Avevo un discreto passo di gara, se avessi girato mezzo secondo più veloce avrei potuto giocarmela con Luca Scassa, ma girando mezzo secondo più lento me la sono giocata con il gruppone e la safety-car che chiude, tipo auto scopa.  Gara due ho avuto qualche noia meccanica e quindi ci vediamo la prossima volta.”

Facciamo il punto e tiriamo la riga sul parziale di questo inizio campionato.

A – “Non è il momento di lamentarsi, sapevamo che sarebbe stato un inizio in salita. Ducati UK è contenta di ciò che stiamo facendo, io no, ma in realtà con il motore stock andiamo meglio dei nostri fratelli con il motore bombardato superbike e questo mi fa piacere. E’ terribile prendere 30 km/h di velocità massima, sai come si ammucchiano i secondi? Però confido nel fatto che dalla prossima gara avremo la moto più performante e un po’ più in ordine e magari riusciremo a dare solo dei click per regolare le sospensioni della moto e non alza/abbassa/tira/molla come abbiamo fatto per tutto il week-end: ogni turno mi sembrava di guidare una moto diversa. Ci sono arrivati anche due cerchi ruota in più e soprattutto abbiamo il filo diretto con Marinelli che ci sta dando una grossa mano e sarà ancora più on site le prossime gare. Oggettivamente la Panigale è una moto nuova a 360° e sta crescendo un poco per volta; te lo può confermare anche Ivan Goi che la scorsa settimana a Imola in occasione del CIV ha vinto la Stock. Insomma c’è tanto da fare… ma forse l’ho già detto. Sono convinto che a Oulton Park  – 5/7 maggio – potrebbe arrivare la svolta.”

Non parliamo della doccia gelata in gara due, dimmi della gente.

A – “Tra tutti i piloti emerge sempre Byrne che mi ha fatto i complimenti per il sesto tempo provvisorio sul bagnato; lui e Walker mi hanno dato una mano tirandomi un po’, facendomi vedere le linee. Ho visto Luca Scassa girare e sta guidando come Dio comanda ed è bello sintonizzato con la moto.  Comunque per tornare al discorso di prima – le ragazze locali – sappi che ho fatto colpo, ti mando la foto della tipa che fa da segnalatrice a un team supersport, sembra la sorella pazza di Sid Vicious, capelli dritti arancioni, unghie arancioni, roba da buttarsi a terra dal ridere.“

Ok, basta parlare di moto, quando ci vediamo?

A – “Settimana prossima ci vediamo a Misano, mi hai detto che siete a girare no? Allora vengo anch’io a fare due traversi. Ora vado in palestra, mi aiuta a mandare giù il rospo: del resto con il tempo che c’era lassù uno grosso me  lo sono trovato in una tasca. Eheheh!”

 

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