Aprilia Caponord 1200 vs Ducati Multistrada 1200

Italiane, e primatiste per quello che riguarda la tecnologia, Ducati Multistrada e Aprilia Caponord sono simili per destinazione ma diverse per indole: una, a sorpresa, è votata al turismo; l’altra si conferma sportiva vera. Anche i prezzi sono lontani

13 marzo 2014 - 10:03

Di confronti tra Aprilia e Ducati ne abbiamo visti tanti: tra i cordoli del Mondiale Superbike e su strada, nella sfida di tutti i giorni per conquistare il cuore dei motociclisti e vendere moto. Non sono soltanto le supersportive ad animare le discussioni tra appassionati: con l’arrivo della Caponord e della rinnovata Multistrada, infatti, la competizione si è arricchita di un nuovo capitolo, sul terreno del granturismo, costellato di passi alpini, migliaia di curve, lunghi trasferimenti autostradali. Vita vera su due ruote, insomma, auspicabilmente in coppia. Con la stessa cilindrata, il medesimo frazionamento bicilindrico e lo schema a V di 90°, Aprilia e Ducati interpretano in modo piuttosto diverso il tema assegnato. La gamma Multistrada è composta da quattro modelli: la base e tre versioni S, cioè Touring, Pikes Peak e Granturismo. Sono le ultime due a incarnare il vertice del piacere sportivo e turistico secondo i progettisti di Bologna: la prima ha un aspetto molto sportivo e accattivante; la seconda, invece, propone di serie le valigie e il bauletto, oltre al parabrezza esteso e a robusti elementi tubolari per proteggere il veicolo in caso di caduta. Costa 21.790 euro chiavi in mano. A quota 16.500 euro franco concessionario, invece, l’Aprilia Caponord 1200 Travel Pack, con valigie di serie e bauletto opzionale, racchiude tutta l’esperienza del Gruppo Piaggio nella gestione elettronica, che include il controllo di trazione e le sospensioni semi-attive.
RIDE
Le similitudini tra i due modelli, almeno sulla carta, sono numerose: eppure fin dalla prima analisi emergono profonde differenze, che concorrono a caratterizzare ciascun modello. Il divario di potenza – 125 cv per l’Aprilia, 150 per la Ducati – è appariscente, ma non bisogna farsi ingannare. A distinguere queste due proposte al 100% Made in Italy è l’essenza, che si concretizza nella caratterizzazione dinamica, stradale. A sorpresa, considerato il background marcatamente sportivo della Casa, la Caponord è una turistica vera, non un modello nato per fare altro e poi adattato al viaggio. Ed è ugualmente una sorpresa verificare come la Multistrada, per quanto forte di una dotazione completa che include valigie, bauletto, plexiglas alto e cavalletto centrale, non riesca in alcun modo a mitigare la sua natura di sportiva vera. La potenza, l’abbiamo detto, non dice tutto. A fare la differenza è l’atteggiamento, il carattere che si svela in ogni situazione di guida: che si tratti di trotterellare in sesta marcia, come di affrontare la classica “tirata” autostradale, Caponord e Multistrada non potrebbero essere più diverse. Emblematico l’approccio in ingresso di curva, lungo la tipica strada di montagna: con la Multistrada si entra decisi, staccando all’ultimo istante e potendo accelerare molto presto, forti di un assetto e di una reattività indiscutibili, ed efficaci; con la Caponord, invece, paga la guida dolce e raccordata, tipica appunto delle moto turistiche: inutile frenare già dentro la curva, o pretendere di aprire subito il gas. L’Aprilia concede al pilota il rassicurante, piacevole relax tanto amato da chi vive le due ruote come il mezzo giusto per esplorare il mondo.

La Ducati, invece, è sempre all’erta, pronta a combattere, instancabile predatrice che attende sorniona la sua prossima preda. La funzionalità dell’elettronica è garantita su entrambi i modelli, come anche la regolarità d’erogazione del motore, che almeno per la Multistrada è il frutto dell’ottimo lavoro sul Testastretta 11° DS. L’impatto delle sospensioni semi-attive è significativo soprattutto per quanto riguarda il comfort di marcia, ma si avverte anche in staccata, offrendo al pilota un affondamento della forcella molto più controllato, che si traduce in un più efficace sostegno. La protezione dall’aria, infine, è buona fino alla velocità autostradale imposta dal Codice, peraltro molto inferiore a quanto possibile – senza fatica – in sella alle due protagoniste della sfida. E il prezzo? La Caponord può contare su una quotazione molto concorrenziale, che a parità di allestimento, fatta eccezione per il bauletto opzionale, ne fa una temibile concorrente della Multistrada: quest’ultima, al vertice della gamma – la Pikes Peak, infatti, ha una destinazione più sportiva – può comunque sfoggiare l’indiscutibile appeal del marchio Ducati, che si concretizza anche in una superiore tenuta del valore dell’usato. La filosofia alla base di questi due modelli, comunque, è ben diversa: per questo saranno pochi i motociclisti che si troveranno nel dubbio. Tutti gli altri sapranno scegliere con sicurezza la preferita: agli sportivi la Ducati, ai granturisti l’Aprilia.

 

LIVE

Aprilia Caponord 1200 Travel Pack

Strumentazione
Caratterizzata dal display indiscutibilmente ampio, la strumentazione della Caponord 1200 permette di tenere sotto controllo tutti i parametri di guida, gestendo al contempo – grazie ai comandi sui blocchetti elettrci – la ridondante dotazione elettronica: ABS (inserito o disinserito), livello del controllo di trazione ATC, mappa motore (Sport, Touring, Rain), Cruise Control e sospensioni ADD (Aprilia Dynamic Control). L’ADD permette di regolare il precarico della molla posteriore: con solo pilota, pilota e passeggero, pilota e bagagli, a pieno carico. La novità consiste nella opzione che affida al sistema la gestione automatica di tale regolazione: in particolari condizioni, cioè a moto ferma, si può quindi parlare di sospensione attiva, autonoma nel determinare la soluzione ottimale. Per i più motociclisti più tecnologici, infine, l’app Aprilia Multimedia Platform permette di visualizzare sullo smartphone dati come l’inclinazione del veicolo, la coppia, la velocità effettiva e altri parametri.

Sospensioni
Le unità ammortizzanti possono contare sulla regolazione continua dell’idraulica, attraverso lamelle comandate da corrente continua a 1,8 Ampere, in grado di intervenire in 10 millisecondi, variando la velocità del fluido. I sensori che descrivono la dinamica delle sospensioni possono essere di tre tipi: accelerometri, sensori di posizione e di velocità. I primi sono utilizzati sulla Multistrada e determinano la velocità di affondamento della forcella. In Aprilia, però, si sono affidati a una tecnologia che garantisce maggior precisione, scegliendo per il monoammortizzatore un potenziometro e per la forcella un sensore di pressione dell’aria, brevettato. I dati forniti dai due sensori sono elaborati dalla centralina dedicata, che attraverso appositi algoritmi determina l’entità e le modalità d’intervento sulle lamelle. L’Aprilia ha brevettato per l’occasione il Mix Algorithm, combinazione di due noti algoritmi: Skyhook del 1974 (efficace alle basse frequenze) e Acceleration Driven Damping del 2004 (alte frequenze).

Motore
Il bicilindrico a L di 1.197 cc è il risultato delle modifiche apportate all’unità montata sulla Dorsoduro di pari cilindrata: cambia il diametro dei corpi farfallati (ora di 52 mm) e arriva un secondo iniettore per cilindro, ad affiancare le coppia di candele dell’accensione Twin Spark; due anche le sonde Lambda, per consumi dichiarati del 20% inferiori. Potenza e coppia si attestano a 125 cv e 11,7 kgm (114.7 Nm). La dotazione elettronica include la tecnologia Ride-By-Wire, introdotta proprio dall’Aprilia sulla naked Shiver nel lontano -motociclisticamente parlando – 2007. Tre le mappature: due a potenza piena (Sport e Touring) ma differente profilo d’erogazione; una da 100 cv (Rain).

 

Ducati Multistrada 1200 S Granturismo

Strumentazione
Aria di casa per il pannello che caratterizza il cruscotto della Multistrada: non c’è nulla di nuovo rispetto al modello precedente, che poteva contare sull’aspetto curato e sulla buona leggibilità, anche in condizioni di luce diretta. Amichevole la gestione delle opzioni tramite i blocchetti elettrici, che in poche mosse, una volta memorizzate la procedura e la struttura dei menu, permettono di regolare i parametri di gestione motore, ABS e sospensioni. L’associazione con i Riding Mode può essere modificata dall’utente, per ottenere la massima personalizzazione.

Sospensioni
Basato sul medesimo hardware dell’Aprilia (forcella e ammortizzatore Sachs), il sistema Ducati si avvale di valvole a solenoide poste nele unità ammortizzanti: le valvole si aprono o si chiudono, modificando la risposta delle sospensioni. I segnali in ingresso nella centralina provengono da 4 accelerometri – due collocati rispettivamente sul piede della forcella e lungo il monobraccio (masse non sospese); altrettanti nei pressi della strumentazione e all’interno della centralina – oltre che dalle ruote foniche dell’ABS. L’elaborazione dei dati avviene ogni 5 msec controlla, ma ne servono il doppio per attivare le valvole a solenoide. L’integrazione con i Riding Mode (Sport, Touring, Urban, Enduro) permette il rapido apprendistato del pilota. Una curiosità riguarda la scelta Ducati, peraltro comune ad Aprilia, di sviluppare al proprio interno gli algoritmi – vero cuore del sistema, a maggior ragione quando l’hardware è comune – che determinano la risposta delle sospensioni.

Motore
Introdotto proprio sulla Multistrada, il 1200 Testastretta 11° DS ha convinto i progettisti Ducati al punto da estenderne la presenza in gamma: è il nuovo motore, ad esempio, del Diavel 2015 da 162 cv. Rivisto rispetto al passato in molti dettagli, mantiene la potenza di 150 cv, mentre la coppia cresce del 5% a 124,5 Nm. La principale novità è il montaggio di una seconda candela (Dual Spark) su ogni cilindro, ma non sono irrilevanti lo spostamente dell’iniettore e del getto di carburante, nonché il sistema che immette aria a valle delle valvole di scarico, ossidando gli idrocarburi incombusti e permettendo, di fatto, l’impiego di una miscela più ricca ai bassi regimi, a garanzia di un’erogazione regolare tra 2000 e 3500 giri. Proprio la regolarità d’erogazione ai bassi costituisce il più interessante passo avanti permesso dal Testastretta 11° DS.

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