Aprilia Shiver 900

Cresce la cilindrata, aumenta la coppia e migliorano ciclistica ed elettronica per una naked ancora più versatile

Shiver, un nome che fa parte della storia del motociclismo: non tanto per i numeri di vendita, pur discreti, quanto per il contenuto tecnico della prima versione, lanciata nel 2007 come primo esempio di produzione in serie del Ride By Wire, il dispositivo impropriamente definito “acceleratore elettronico”. A sua volta derivato da quello dell’Aprilia Cube, la splendida tre cilindri GP con motore dotato di valvole pneumatiche, il Ride By Wire negli anni è entrato a far parte della dotazione standard di moltissimi modelli. Oggi lo troviamo sulla nuova Shiver in una configurazione evoluta e più leggera di oltre mezzo chilo.Ma è tutta la moto che cambia in modo sostanziale rispetto alla 750 finora nelle concessionarie: il motore bicilindrico a V di 90° diventa Euro 4 e cresce di cilindrata fino a 900 cc, grazie alla corsa maggiorata. La potenza resta sostanzialmente immutata a 95 cv, a fronte del robusto incremento di coppia (da 80,9 a 90 Nm a 6500 giri/min). Disponibile anche con potenza limitata a 35 kW (patente A2), mantiene la distribuzione a 4 valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido; modificato, invece, il circuito di lubrificazione e tutta nuova la centralina Marelli 7SM. L’evoluzione ha toccato il controllo di trazione, con doppio intervento su accensione e farfalle motorizzate. L’impianto di scarico è stato progettato ex novo pur mantenendo la collocazione dei terminali, più corti, sotto la sella: il flusso dei gas secondo le intenzioni sarà ora indirizzato lateralmente e verso il basso.L’esteso ricorso al rosso fiammante contribuisce a caratterizzare in senso sportivo le nuove linee della Shiver. Tra le novità figura la strumentazione con display TFT, presumibilmente ben leggibile anche in condizioni di luce critiche: si tratta dello stesso pannello scelto per le nuove versioni di RSV4 e Tuono 1100. Con il kit opzionale AMP (Aprilia Multimedia Platform) sarà possibile sfruttare la strumentazione anche come interfaccia per lo smartphone.

Piccole novità per la ciclistica, che mantiene la nota configurazione con telaio composto da una parte a traliccio in tubi d’acciaio completata da piastre inferiori in lega leggera di alluminio. Inedita la forcella Kayaba con steli di 41 mm ed escursione di 120, alleggerita di mezzo chilo; l’ammortizzatore con fissaggio asimmetrico è regolabile nel precarico della molla e nel ritorno idraulico, con escursione della ruota pari a 130 mm. Nuovi i cerchi a tre razze di derivazione Tuono V4, con pesi ridotti di 0,9 kg davanti e 1,3 kg dietro. L’ABS a due canali fa parte dell’impianto frenante, che prevede due dischi di 320 mm di diametro e pinze radiali all’avantreno, disco posteriore da 240 mm e pinza a singolo pistoncino dietro.

Ricca la gamma di accessori originali, che include componenti in fibra di carbonio e in alluminio ricavati dal pieno, nonché accessori a vocazione turistica come la sella comfort e le borse laterali.