Aruba.it Racing Ducati e WD-40, insieme al vertice

24 luglio 2018 - 16:07

Il week-end di Misano per Ducati è un appuntamento importante: la Casa di Borgo Panigale qui è salita sul podio 77 volte, 29 sul gradino più alto. Lo scorso anno con Marco Melandri ha vinto Gara 2 e ha sfiorato la vittoria in Gara 1 con Chaz Davies, caduto all’ultimo giro quando era in testa. Quest’anno le due giornate di corsa hanno riservato a Davies un ottimo secondo posto in Gara 1 e a Melandri il terzo posto in Gara 2. Abbiamo incontrato Melandri e il capo meccanico del team Aruba.it Racing – Ducati il giovedì precedente l’appuntamento sul circuito Marco Simoncelli.

“È una gara a cui teniamo tutti molto” ci dice Marco Melandri, “su un circuito italiano. La nostra moto si adattava bene l’anno scorso e così è accaduto anche quest’anno, anche se non sono mancate le sorprese dovute al cambio regolamentare.”

Hai accennato al regolamento: quanto vi limita? “Restringe molto la finestra di set up ottimale. La nostra è l’unica bicilindrica e quindi soffriamo molto di più: abbiamo i cavalli delle quattro cilindri ma non la coppia che aveva il due cilindri in passato. Quando abbiamo modificato i rapporti utilizzati lo scorso anno, ci siamo trovati in difficoltà”.

Cosa vi aspettate dall’arrivo della Panigale V4? “L’aspettativa è alta ma ora dobbiamo pensare al 2018, gara per gara: c’è chi fa il lavoro di sviluppo, noi dobbiamo concentrarci sul presente”.

Qual è il tuo tracciato preferito? “Sono tante le piste che mi piacciono, in particolare quelle dove la mia moto va meglio. In generale la pista più bella è quella in cui si vince…”

Chi è l’avversario più temibile? “Ovviamente Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK), che in questi anni ha dimostrato di essere competitivo su tutte le piste. Il nostro passo di gara non sembra male ma Jonny è un po’ lontano al momento. Lui e la moto sono in totale sintonia: il suo stile di guida è perfetto per quella moto e la moto è perfetta per il suo stile”.

Parliamo di giovani piloti: credi che la SSP300 sia il campionato giusto per farli crescere? “No, la trovo una categoria pericolosa, anche perché più le moto sono lente,  più la competizione è serrata. Sono tanti i piloti allo stesso livello, la scia fa una gran differenza e per di più, sul piano tecnico, la moto non ha nulla da insegnare ai ragazzini. Non impari neppure una strategia di gara perché ogni curva sembra l’ultima per tutti. Le cadute, poi, avvengono spesso per contatti in mezzo al gruppo. Sono belle moto per divertirsi ma non rappresentano la scelta giusta per far crescere i più giovani. Penso che il due tempi sia la moto più difficile da guidare e quindi la più formativa, e dati alla mano anche la più economica. Ci vorrebbe un trofeo con moto due tempi facili da gestire, un contesto in cui i ragazzini possano imparare a lavorare sui rapporti del cambio e le sospensioni, costruendo una base per il futuro”.

Quanto segui la preparazione della tua moto? “Non ho particolari conoscenze tecniche, non so montare un motore ma so sempre quello che fa la moto, quale strategia elettronica lavora in un determinato momento. Con i ragazzi del team seguo e analizzo tutto, perché credo che a parità di velocità tra due piloti la differenza la faccia chi riesce a trasferire le sue sensazioni in precise indicazioni per la squadra”.

Sei un appassionato di volo. Cosa accomuna le due esperienze di pilota?
“Mi sono appassionato per caso al volo: per certi punti di vista si tratta di esperienze simili. Il solo problema è quando voli con la moto…”

Fabrizio Longhini, capo meccanico del team di Marco, entra nella discussione: “La gara di casa fa sempre effetto. Questo circuito è molto impegnativo anche a livello di resistenza fisica, soprattutto con le temperature estive, ma Marco è molto allenato e quindi confidiamo in lui.”

Come si svolge la preparazione della moto per la gara? “Il lavoro di preparazione della moto parte dalla risoluzione degli eventuali problemi meccanici. Marco è molto bravo a trasmettere le sue sensazioni e a richiedere modifiche per risolvere quello che non va. È davvero preciso. La moto viene innanzitutto smontata. Vengono preparati i motori per il venerdì e il week-end di gara. Tutti i componenti vengono controllati con cura e ciascuno di essi viene pulito con prodotti specifici: noi usiamo WD-40, che riteniamo sia il meglio sul mercato. Mi riferisco in particolare al prodotto multifunzionale, ma non dimentico la soluzione per i contatti elettrici e quella per lucidare la moto. La scelta di uno sponsor è molto importante, basti pensare al casco per un pilota. Questo vale anche per i prodotti che utilizziamo: devono essere funzionali e rispondere alle aspettative, che sono molto alte a questo livello delle competizioni in moto. Ad esempio un prodotto che usiamo tanto è il pulitore freni WD-40: va bene per tutto, non solo per i freni ma anche per sgrassare bene quando smontiamo il motore. Non è aggressivo e asciuga in fretta. Altri prodotti che abbiamo provato non andavano bene, facevano grumi e restavano oleosi. Il multifunzione lo usiamo per lubrificare e per proteggere, è davvero utile in tante situazioni”.

Continua Marco Melandri “Anch’io dopo un volo (in aereo) quando scendo uso sempre il WD- 40 multifunzione: visto che abito vicino al mare mi è utile per combattere la salsedine”.

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