Questa volta partiamo dal fondo: se cercate la naked più semplice e facile da utilizzare, la BMW G 310 R (5.150 euro) è la vostra scelta. Ha un peso al limite dell’anoressia (158,5 kg in ordine di marcia) e tra l’altro molto ben distribuito (merito di soluzioni come il cilindro ruotato di 180°). La sella è ad altezza ridotta (785 mm) e il motore è brillante ma pacifico, soprattutto se utilizzato nella prima metà del contagiri. Per avere il logo BMW sul serbatoio è anche economica. Anzi, è la più economica del gruppo, il che per un ragazzo tra i 18 e i 24 anni può essere il fattore discriminante.

COSÌ COSÌ

È la più economica del gruppo, vero, ma questo è anche la logica conseguenza di finiture non particolarmente curate. Alcuni dettagli appaiono economici, come le plastiche un po’ grezze o le leve al manubrio, dall’aspetto economico e non regolabili. La strumentazione LCD ha tutto quel che serve, ma sotto il sole non si legge benissimo. In compenso, la posizione in sella è molto indovinata: in questo caso emerge prepotente la filosofia BMW per questo genere di moto sportive sì, ma con un comfort superiore alla media. Come sulla sorellona S 1000 R sulla BMW G 310 R si è inseriti nella moto, con le braccia che rimangono larghe e correttamente distese. Il comfort non manca anche per i più alti grazie a una sella spaziosa e che permette ampia libertà di movimento.

COME UN’ANGUILLA

Nel traffico congestionato dell’ora di punta, la BMW G 310 R sguscia come un’anguilla tra le mani di un pescatore. Ha il baricentro basso, ben centrato; caratteristica che la rende estremamente svelta e intuitiva. Ha sospensioni morbide che sorvolano su qualunque ostacolo, offre un feeling grandioso su quel che succede sotto la ruota anteriore, ed è dotata di un motore con un’erogazione indovinata ai medi e capace di dire la sua anche agli alti, nonostante sia il meno dotato del gruppo (34 cv a 9.500 giri). Quello che manca, semmai, è un buon impianto frenante: per ottenere decelerazioni importanti occorre strizzare la leva come un panno fradicio.

È piacevole anche scoprire che, in un toboga di curve, la BMW G 310 R diverte senza impegnare e dimostrandosi anche efficace. Le sospensioni sono tarate morbide ma sono molto equilibrate, permettendo alla piccola naked di Monaco di non sottosterzare. E quel feeling di cui abbiamo già parlato regala grande sicurezza e precisione. Ciclistica e assetto sono dunque i suoi punti di forza. Non è necessario calcolare la traiettoria perché basta mezzo secondo a gas chiuso per riportare la G 310 R nei ranghi, anche se si è entrati in curva troppo baldanzosi.

BMW G 310 R - piega

SPREMILA TUTTA

Per tenere il passo della Duke, però, al motore della BMW G 310 R tocca fare gli straordinari. Lo spunto iniziale in uscita di curva non è male, ma a metà scala del contagiri manca un po’ di forza. Non bisogna scoraggiarsi, anzi: serve insistere con il gas. Allora il piccolo mono riprende fiato fino agli alti regimi, oltre i 7.000, prodigandosi in un allungo consistente accompagnato da un ululo di aspirazione che riempie gli orecchi da sotto il serbatoio.

Piccola e sbarazzina, la nuova entry level di Monaco offre un pacchetto di guida completo, valido e fruibile da chiunque. All’appello manca giusto un po’ di forza al motore, un impianto frenante come si deve e finiture più curate. Ma sono dettagli, piccole mancanze in un quadro altrimenti difficile da intaccare. Per BMW è buona la prima.

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Alessandro ha 14 anni quando il sui migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose:
Le moto non facevano per lui.
Le moto sarebbero state il suo futuro.
Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED.
Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg.
Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.