BMW G 310 R

Piccole ma capaci di grandi cose, le nuove moto dedicate ai patentati A2 possono piacere anche al motociclista navigato. Qui la prova della BMW G 310 R.

22 novembre 2017 - 17:11

Questa volta partiamo dal fondo: se cercate la naked più semplice e facile da utilizzare, la BMW G 310 R (5.150 euro) è la vostra scelta. Ha un peso al limite dell’anoressia (158,5 kg in ordine di marcia) e tra l’altro molto ben distribuito (merito di soluzioni come il cilindro ruotato di 180°). La sella è ad altezza ridotta (785 mm) e il motore è brillante ma pacifico, soprattutto se utilizzato nella prima metà del contagiri. Per avere il logo BMW sul serbatoio è anche economica. Anzi, è la più economica del gruppo, il che per un ragazzo tra i 18 e i 24 anni può essere il fattore discriminante.


COSÌ COSÌ
È la più economica del gruppo, vero, ma questo è anche la logica conseguenza di finiture non particolarmente curate. Alcuni dettagli appaiono economici, come le plastiche un po’ grezze o le leve al manubrio, dall’aspetto economico e non regolabili. La strumentazione LCD ha tutto quel che serve, ma sotto il sole non si legge benissimo. In compenso, la posizione in sella è molto indovinata: in questo caso emerge prepotente la filosofia BMW per questo genere di moto sportive sì, ma con un comfort superiore alla media. Come sulla sorellona S 1000 R sulla BMW G 310 R si è inseriti nella moto, con le braccia che rimangono larghe e correttamente distese. Il comfort non manca anche per i più alti grazie a una sella spaziosa e che permette ampia libertà di movimento.
COME UN’ANGUILLA
Nel traffico congestionato dell’ora di punta, la BMW G 310 R sguscia come un’anguilla tra le mani di un pescatore. Ha il baricentro basso, ben centrato; caratteristica che la rende estremamente svelta e intuitiva. Ha sospensioni morbide che sorvolano su qualunque ostacolo, offre un feeling grandioso su quel che succede sotto la ruota anteriore, ed è dotata di un motore con un’erogazione indovinata ai medi e capace di dire la sua anche agli alti, nonostante sia il meno dotato del gruppo (34 cv a 9.500 giri). Quello che manca, semmai, è un buon impianto frenante: per ottenere decelerazioni importanti occorre strizzare la leva come un panno fradicio.

È piacevole anche scoprire che, in un toboga di curve, la BMW G 310 R diverte senza impegnare e dimostrandosi anche efficace. Le sospensioni sono tarate morbide ma sono molto equilibrate, permettendo alla piccola naked di Monaco di non sottosterzare. E quel feeling di cui abbiamo già parlato regala grande sicurezza e precisione. Ciclistica e assetto sono dunque i suoi punti di forza. Non è necessario calcolare la traiettoria perché basta mezzo secondo a gas chiuso per riportare la G 310 R nei ranghi, anche se si è entrati in curva troppo baldanzosi.


SPREMILA TUTTA
Per tenere il passo della Duke, però, al motore della BMW G 310 R tocca fare gli straordinari. Lo spunto iniziale in uscita di curva non è male, ma a metà scala del contagiri manca un po’ di forza. Non bisogna scoraggiarsi, anzi: serve insistere con il gas. Allora il piccolo mono riprende fiato fino agli alti regimi, oltre i 7.000, prodigandosi in un allungo consistente accompagnato da un ululo di aspirazione che riempie gli orecchi da sotto il serbatoio.

Piccola e sbarazzina, la nuova entry level di Monaco offre un pacchetto di guida completo, valido e fruibile da chiunque. All’appello manca giusto un po’ di forza al motore, un impianto frenante come si deve e finiture più curate. Ma sono dettagli, piccole mancanze in un quadro altrimenti difficile da intaccare. Per BMW è buona la prima.

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