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Ducati Scrambler e BMW R 80 GS, due moto nate negli anni 70, la prima dieci anni dopo la seconda. Moto diverse e coraggiose, ambiziose. La Scrambler italiana, monocilindrica ma costruita in quattro cilindrate, 250, 350 e 450 e la piccola 125, puntava con forza al mercato americano, sconfinato come i suoi panorami, ed era adatta al fuoristrada leggero, pronta a combattere contro il colosso di casa Harley-Davidson e le forze anglosassoni come Triumph.

Pochi anni più tardi è la volta di BMW che scardina le regole dell’enduro stradale: dove infatti i giapponesi credono ancora nei motori monocilindrici arriva il boxer bicilindrico da 797 cc e 50 cv. Agli occhi dei più la GS è una moto impacciata, con il cardano e il monobraccio che si alzano e abbassano da terra ogni volta che si accelera o si toglie il gas. Caratteristiche uniche, che tuttavia la porteranno al successo nella rinomata maratona africana, la Parigi-Dakar.

Dopo più di quarant’anni siamo ancora qui. C’è un po’ di passato nei loro nomi: Ducati Scrambler Desert Sled – slitta del deserto – e BMW Urban GS. Nomi che hanno peso e che ricordano storie fatte di successi sportivi e commerciali. Oggi le loro eredi ne richiamano il blasone, ma sono moto moderne in tutto e per tutto.

Le abbiamo messe a confronto perché cavalcano un’onda forte: quella delle enduro stradali, moto (teoricamente) capaci di tutto, con le gomme stradali danno gusto su asfalto e con un po’ di tassello ci si sente capaci sullo sterrato.

La Desert Sled è l’ultimo importante capitolo della Ducati Scrambler. Alta di sospensioni (200 mm di corsa), di sella (860 mm) e di manubrio, ha i cerchi a raggi in misura 19-17”, le gomme artigliate e il parafango alto, appena sotto il faro. È una moto che sulla carta può fare un po’ di tutto, anche lo sterrato di un certo livello. Sotto al motore infatti ha una paratia per riparare durante i salti, proprio come le vere moto da fuoristrada. Il suo cuore è tipicamente bicilindrico a L, raffreddato ad aria (quindi il radiatore non si rompe) da 803 cc e 73 cv ed è racchiuso in un traliccio in acciaio dalle quote aperte: 1.505 mm d’interasse per 24° d’inclinazione del cannotto. Il peso si attesta sui 207 kg in ordine di marcia, il prezzo a 11.340 euro.

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