Comparativa 1000 SBK 2018 due giorni da tester

Che ci fa un motociclista "normale" all'interno dello staff di RED. Semplice diventa tester per un giorno. Fabio Banfi è stato protagonista del nostro primo Ride Experience Day. Una giornata (in questo caso due) con i tester di RED per vivere l'esperienza di un test ride e apprendere qualche segreto del nostro lavoro. Ecco come ci racconta la sua due giorni di Alcarras

10 maggio 2018 - 16:05

Il ricordo di quel martedì in Red è ancora nitido nella mia memoria. Entro al volo per lasciare le ruote della bici che avevo avuto in prova e trovo Edoardo impegnato con Stefano a parlare di un evento moto molto atteso, “la comparativa delle mille”.

Incuriosito cerco di cogliere qualche dettaglio, si parla di sette moto, sei riders e una pista molto impegnativa in Spagna. Nemmeno il tempo di razionalizzare i concetti e in men che non si dica mi trovo arruolato nella lista dei piloti. Il termine pilota mi è suonato fin da subito eccessivo, la mia esperienza in pista si limita infatti alle giornate di prove libere, nelle quali mi cimento con competitività ma senza troppe ambizioni sui tempi. Di professione faccio tutt’altro e lo sport che mi riesce meglio è il ciclismo. La moto tuttavia è la passione di sempre, quella che coltivo da quando ero poco più che bambino e salutavo i bikers dal finestrino posteriore dell’auto dei miei genitori.

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Nelle due settimane che precedono la partenza, passo dall’eccitazione e l’entusiasmo per l’occasione tanto invidiata e unica, al timore di fare errori e non essere all’altezza. Dopo aver tirato a lucido tuta, guanti, stivali e casco, inizio a studiarmi a memoria tutti gli on-board della pista disponibili in rete, cercando di carpire i segreti di un circuito tutt’altro che banale.

I giorni volano e l’evento si avvicina, finalmente il 17 aprile, si parte! Giornata di trasferimento e cena di team per condividere gli ultimi dettagli della prova. A tavola, neanche a dirlo, i motori e le gare sono gli argomenti che uniscono e accomunano tutti quanti. Non mi sembra vero di essere lì, accanto a piloti e tecnici professionisti, ad ascoltare aneddoti e raccogliere dritte sulla guida. Il tempo scorre rapidamente, è subito ora di andare in camera, domani ci aspetta una giornata di test dai ritmi incalzanti.

All’alba siamo già al circuito, l’accesso in pista è ancora chiuso, ci sono molte cose da preparare. Marco e Stefano coordinano il team, tutti ci attiviamo per preparare le postazioni di lavoro, gli strumenti e le attrezzature. Entro nel box accanto al nostro dove ci sono i tecnici che si adoperano per fare gli ultimi controlli alle moto, rimango immobile qualche secondo ad ammirare lo spettacolo dei bolidi allineati sui cavalletti. L’emozione è fortissima, non mi era mai capitato di vedere tutte insieme le supersportive più belle e potenti al mondo, un sogno. Attraverso la corsia box e mi affaccio sul rettilineo di arrivo, tutto è pronto, i semafori sono ancora rossi ma da lì a poco si spegneranno decretando ufficialmente l’inizio delle prove.

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Ultimo briefing prima di scendere in pista, Stefano ci mostra la tabella dei turni e ci spiega gli ultimi dettagli operativi mentre i meccanici scaldano i motori e portano le moto in corsia box. Pronti, via! I primi giri di pista li utilizzo per prendere confidenza con l’asfalto e le traiettorie. Provo a inseguire i compagni ma sono troppo veloci, così decido di non prendere rischi e andare con il mio passo.

Primo cambio moto, le pause sono brevissime, giusto il tempo di dare un primo feedback ai meccanici, scambiare qualche battuta con i compagni, ed è subito ora di rientrare. Alla fine del primo turno di prove esco molto stanco. L’allenamento in bici è stato di grande aiuto ma l’adrenalina e la tensione mi hanno fatto spendere molte energie.

Al termine del turno, condividiamo le prime impressioni sulla pista e sulle moto. L’inserimento in curva, la maneggevolezza, l’elettronica e tutto il resto; rimango positivamente colpito dal fatto che alcuni aspetti rilevati dai piloti sono identici a quelli che ho notato anch’io. Proprio come accade in TV quando seguo le prove del gran premio, i meccanici e i tecnici raccolgono tutti i feedback dei piloti e si mettono all’opera sulle moto per apportare le modifiche.

Per deformazione professionale noto Marco e Stefano che, oltre a seguire tutte le attività, non perdono mai di vista la regia dell’evento dettando i tempi e presidiando il buon andamento della prova. Solo vivendo l’esperienza dall’interno ci si rende conto dell’impegno organizzativo richiesto. La macchina è complessa, gli ingranaggi sono molteplici e tutti devono essere perfettamente allineati e oliati per rendere al massimo.

Entro per il secondo e il terzo turno di prove, sono più sciolto e meno emozionato, giro con un ritmo decisamente migliore. Resto impressionato da come sono variati i comportamenti di alcune moto, ora sono più maneggevoli e precise rispetto a prima. Piloti e tecnici hanno lavorato in perfetta sinergia e i risultati sono molto evidenti, anche per un amatore come me. La giornata si conclude dopo aver provato tutte le moto e aver fatto più di settanta giri di pista.

Il secondo giorno di test salgono in cattedra i piloti esperti, a loro il compito di decretare la moto più veloce sul giro. La mattina, riders e tecnici si adoperano con grande impegno per settare al meglio le moto con le gomme slick, in vista dei giri cronometrati del pomeriggio. Impressionante la sensibilità dei piloti nel cogliere dopo poche curve i possibili miglioramenti da apportare alla moto e sorprendente la capacità dei tecnici di tradurre sensazioni e comportamenti in giri di vite su forcella e mono.

Nel pomeriggio il momento più atteso della comparativa, due giri lanciati per strappare la prestazione migliore di ciascun mezzo. La tensione al muretto è palpabile, io mi dirigo sulla pista con i fotografi per ammirare da vicino i passaggi dei piloti nei punti più impegnativi e spettacolari. Vedendoli da vicino mi rendo conto del loro controllo assoluto del mezzo, vanno fortissimo e lo fanno con una naturalezza disarmante. Le prove cronometrate si concludono con differenze sul giro ridottissime tra le moto, sintomo del fatto che i piloti sono riusciti a portarle al loro limite tecnico.

Si chiude con le foto di rito di ciascun rider sotto il semaforo di partenza, proprio come i protagonisti del motomondiale e con il pericolosissimo camera car. Nemmeno nelle gare di ciclismo più agguerrite si rischia tanto stando in gruppo; due giri di pista dietro macchina a velocità bassissima, al limite dell’equilibrio, alternandosi a favore di camera e cercando di stare il più compatti possibile. Un’esperienza memorabile.

Nel tardo pomeriggio chiude ufficialmente il sipario sulla comparativa, si condividono con i tecnici i risultati dei due giorni e si inizia a radunare l’attrezzatura per prepararsi al rientro. Cala la tensione, la stanchezza si legge sui volti di tutto il team ma c’è grande positività suscitata dalla consapevolezza di aver portato a termine un buon lavoro.

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