Un evento come questo non sarebbe stato mai possibile senza la collaborazione di Pirelli che ha fornito le “scarpe” per questo confronto. Uno sforzo importante per cui ci sentiamo di ringraziare l’azienda lombarda che ha fornito non solo gli pneumatici per le due giornate di test, ma anche tecnici che hanno “vegliato” su di noi tenendo d’occhio pressioni e temperature di utilizzo.

DAY 1 – Pirelli Supercorsa SP
Protagonisti in questo caso sono stati i Pirelli Diablo Supercorsa SP, ovvero la versione omologata del pneumatico che corre nella categoria stock. Dagli pneumatici racing, il Supercorsa SP (che rientra nella categoria degli pneumatici Racing Street  eredita la filosofia costruttiva, le carcasse con cintura zero gradi e il disegno degli intagli (rapporto vuoti peni 4%). Il posteriore adotta però la soluzione bimescola per migliorare il comportamento stradale, assicurando grip in curva e stabilità sul dritto alla massima velocità. Utilizzati come primo equipaggiamento sulle moto italiane (la Ducati adotta il 200/60 V3 soluzione presto disponibile anche per altre misure) i Pirelli Diablo Supercorsa SP sono degli eccellenti compagni per i Track Day.

Sono gomme “semplici” da utilizzare, possiamo considerarle “plug&play” perché sono in grado di adattarsi senza troppi problemi a molte ciclistiche. Gradiscono le termocoperte, ma non le richiedono obbligatoriamente. Ad Alcarras ad esempio le abbiamo utilizzate senza e sono bastati un paio di giri per portarle alla corretta pressione e temperatura.

A proposito di pressioni, cosa consiglia Pirelli? Sulla pagina ufficiale dedicata, c’è una tabella molto chiara ed esplicativa. Tabella a cui i tecnici Pirelli si sono attenuti scrupolosamente. Per cui siamo partiti con pressioni di 2.3 bar all’anteriore e 1.6 bar al posteriore. Pressioni, come detto, misurate a freddo. Dopo un paio di giri le Supercorsa SP raggiungono pressione e temperatura ottimali di utilizzo e si può spingere a fondo. Quanto a fondo? Tanto, visto che la differenza di tempi ad Alcarras era inferiore ai tre secondi rispetto alle collose Diablo Superbike SC1. Sorprendente la longevità, soprattutto considerando quanto abrasivo è Alcarras. Abbiamo cambiato solo il pneumatico posteriore a metà giornata, mentre l’anteriore ha retto una intera giornata di pista, quasi 100 giri.

DAY 2 – Pirelli Diablo Superbike SC1
È il giorno del Time Attack, si fa sul serio e Pirelli ci ha offerto la possibilità di scendere in pista con le gomme del mondiale. Non “come le gomme del mondiale” ma proprio le stesse. Le Diablo Superbike SC1 sono le stesse gomme che in certe condizioni climatiche i piloti del mondiale Superbike scelgono per correre. Le novità introdotte con l’ultima release sono una circonferenza aumentata, un’impronta a terra ulteriormente migliorata e una migliore stabilità termica che consente di mantenere le performance inalterate per un tempo più lungo.

Nessuna concessione a comfort o chilometraggio, con prodotti di questo tipo si cercano solo performance e grip. Per questo motivo per il nostro time attack ci siamo affidati a un posteriore misura 200/60-17 su tutte le moto, mentre l’anteriore è il classico 120/70-17 ma con una sezione e un’impronta maggiorate. Con gomme di questo tipo si entra nel tecnico, la SC1 è un prodotto estremo e come tale va trattato. Il preriscaldamento prevede almeno un’ora in termocoperta a 90°. Dopo di che vanno verificate le pressioni a caldo che Pirelli ha fissato in 1.7 bar per il posteriore e 2.3 bar per l’anteriore. In queste condizioni si è in grado di spingere dalla prima curva.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?