Non esistono donne brutte, esistono solo donne poco curate” questa frase, attribuibile a un famoso truccatore amato dalle dive si può, con gli opportuni adattamenti, applicare anche alle moto. Ne ho guidate tante nella mia vita con tante ci ho corso per questo posso affermare che, al giorno d’oggi, non ci sono moto che vanno male, ci sono solo moto poco curate. Per poco curate, ovviamente, intendo moto poco a punto. Ogni moto ha un suo lato vincente, ogni moto tra queste che abbiamo nelle mani è una vera Superbike. Ogni moto può, nelle mani di un team giusto e del pilota giusto, diventare imbattibile. Ma ogni moto ha un suo carattere ben preciso, e il bello delle comparative è riuscire a sviscerarlo per raccontarvelo.

4.314 pezzi. In tutto. Questi numeri raccontano le immatricolazioni delle moto sportive nell’anno solare 2017. Numeri piccoli, che però non frenano l’incredibile evoluzione tecnologica che caratterizza queste moto. Perché? Perché a numeri piccoli di vendita fanno eco numeri “social” da paura. Le comprano in 10, ne parlano in 10.000; queste moto fanno sognare, innescano discussioni, fanno “immagine”. Il loro stretto legame con il mondo delle competizioni (Superbike ma anche MotoGP) fa sì che chi riesce a guidarne una si senta molto pilota ufficiale. Per capire quanto siano importanti queste moto anche per le aziende, basta organizzare una comparativa…

Decine di mail per mettere d’accordo tutti, manco fossimo in parlamento, presenza dei tecnici ufficiali in pista, tensione palpabile nel momento in cui scatta il time attack. Quando il teatro della sfida è la pista, c’è di mezzo un cronometro (ma nel nostro caso non solo) e prendere un decimo di distacco assume toni apocalittici, capisci che è meglio fare le cose sul serio.

Lo staff al completo della nostra comparativa

Provare una moderna superbike oggi è una cosa molto complicata, occorre entrare nei meandri della sua elettronica, comprenderla, farla rendere al meglio per andare quanto più veloce possibile. Anche quando le moto erano solo “meccaniche” era lo stesso, ma avevi meno variabili: qualche click alle sospensioni un controllo alla pressione degli pneumatici e entravi in pista a dare gas. Oggi tra gestione del traction control, anti wheeling, freno motore, slide control, ABS multimappa trovare la combinazione più performante richiede veramente un sacco di tempo. Figuriamoci se di moto ne hai a disposizione sette in contemporanea. Per cui se mi vedete nelle foto con qualche capello bianco in più saprete perché.

Due giorni intensi quelli di Alcarras. Due giorni in cui abbiamo consumato tante gomme e bruciato ettolitri di benzina con lo scopo di conoscere al meglio le moto del confronto. Non è semplice, perché il tempo non è mai abbastanza, per questo non lo abbiamo sprecato girando dalla mattina alla sera, privilegiando la guida a tutto il resto. Per questo motivo in questo servizio troverete poche foto “posate” e tante foto di vita vissuta. Per noi girare era la priorità. Girare e imparare, girare e migliorare. E abbiamo girato, tantissimo.

Ogni tester ha compiuto oltre 100 giri di pista suddivisi equamente tra ogni moto presente, ogni moto ne ha fatti ameno altrettanti, suddivisi in turni con orari precisi come quelli dei treni giapponesi. Un tour de force, necessario per conoscere bene le nostre “ragazze”. Ma non solo. La presenza fondamentale in pista dei tecnici delle Case e di Pirelli ci ha permesso di lavorare sulle moto, adattarle alla pista ottimizzando assetti ed elettronica in vista del time attack.

Il primo giorno con pneumatici stradali hi-performance Supercorsa SP per “sgrezzare” e per capire meglio anima e caratteristiche delle moto che stavamo provando. La mattina del secondo giorno con le superperformanti Diablo Superbike in mescola SC1 per rifinire e cucirci addosso le moto per quanto possibile. Insomma, nei 45 minuti che abbiamo dedicato a ogni moto la mattina del secondo giorno abbiamo lavorato come lavora un team prima del turno di qualifica, girando e “aggiustando”. Il tempo non è mai abbastanza, Vero. Volendo non si finirebbe mai di rifinire gli assetti, si può sempre migliorare. Tuttavia questa metodologia di lavoro ci ha permesso di fare grandi passi avanti e anche di capire con quanta facilità una moto può arrivare ad essere competitiva.

Per aiutarci in questo duro lavoro abbiamo chiesto aiuto anche a una guest star: Massimo Roccoli, 5 volte campione italiano supersport, vincitore anche al mondiale, pilota super partes con una esperienza mostruosa e, come abbiamo scoperto, estremamente analitico e preciso, oltre che velocissimo. A lui abbiamo affidato il time attack con il sottoscritto a fare da indegno “secondo”. Ma nella compagine di tester che abbiamo raggruppato ad Alcarras abbiamo cercato di allargare quanto più possibile lo spettro dei presenti, coinvolgendo tutti i gradi di esperienza in pista che vanno dal professionista pentacampione al semplice amatore; dal pilota secco e alto (molto alto) al tarchiatello. Ed è stato interessante notare come il carattere di ogni moto sia emerso con piloti di qualsiasi capacità. Dopo la lezione, la verifica. Ai tester è chiesto di compilare una “pagella”. Dopo averle analizzate, guidate, spremute, le abbiamo quindi votate. E i risultati li trovate in basso sotto la descrizione di ogni moto.

Ma qual è il compito di un giornalista in un confronto come questo? Personalmente non credo sia quello di stilare una fredda classifica. Il nostro compito è cercare di raccontarvi con la massima precisione possibile come vanno le moto per farvi capire se QUELLA moto è proprio quella che fa per voi. I tempi servono, certo, ma come in MotoGP esistono le piste Honda, le piste Yamaha e le piste Ducati, l’ordine dei valori può cambiare da pista a pista, soprattutto se come in questo caso, le differenze sono infinitesimali a sottolineare l’enorme livellamento tecnico. Perché come mi è capitato di scrivere già altre volte. La tecnologia è così sofisticata che arrivare con un prodotto nuovo e fare la differenza come accadeva in passato è molto difficile.

Volete sapere come è andata? Il risultato del nostro lavoro lo trovate in queste pagine. Buona lettura.

La comparativa di RED in cifre
250 litri di benzina
51 pneumatici utilizzati
7 tester
15 tecnici
121 giri a moto
3.133 km di pista in totale