Dakar 2012, stage 14

La capitale peruviana Lima ha accolto i vincitori della 33esima edizione della Dakar. Trionfo di Cyril Despres nelle moto, alla guida della KTM; successo annunciato di Stephane Peterhansel al volante della Mini. Erano 443 i veicoli al via di questa edizione: al traguardo ne sono arrivati 249. Questa è la dura legge delle grandi maratone fuoristradistiche

Dopo aver percorso 8.300 km in meno di quindici giorni, soltanto 8 minuti e venti secondi separano Marc Coma dal vincitore Cyril Despres. La classifica parla di ben 53’20” ma se ieri non si fosse rotto il cambio alla moto del pilota spagnolo, forse la vittoria del francese non sarebbe stata così scontata. E’ la nuova regola imposta alla Dakar: la sostituzione del motore equivale a 45 minuti di penalità. Così Cyril Despres ha vinto “facile” la sua quarta Dakar. Successo meritato? Pensiamo di sì, perché se le moto delle due teste di serie erano le stesse KTM ufficiali, a fare la differenza sono stati proprio i centauri: il loro senso dell’orientamento, l’abilità nel navigare in condizioni difficili e soprattutto il non perdersi d’animo nemmeno nei momenti di massimo sforzo fisico.Dietro i due protagonisti, ma lontani anni luce, una schiera di piloti che si è contesa la terza piazza sul podio. Rodrigues riesce a scrivere il suo nome nell’albo d’oro, pur arrivando al traguardo con più di un’ora di ritardo rispetto al vincitore e piazzando una delle due Yamaha nei primi dieci posti in una classifica colorata di arancione KTM. Rivelazione è sicuramente Joan Barreda – 11esimo nella generale –  ma vincitore di una tappa e per ben otto volte nella top 5 di giornata.Non va dimenticato il nostro portacolori Alessandro Botturi – Rookie della Dakar 2012 – che chiude questa Dakar con un ottavo posto nella generale, che vale, secondo noi, quanto un podio nel mondiale enduro.Tanto nelle moto quanto nelle auto abbiamo assistito a una lotta in famiglia: KTM per le due ruote, Mini per le quattro. La squadra delle vetture tedesche era indubbiamente ben organizzata. Otto vittorie di tappa su tredici, con ben quattro piloti diversi a spartirsi le giornate di gara, fanno chiaramente intendere che soltanto una Mini avrebbe potuto vincere questa edizione della Dakar. Peterhansel e Nani Roma erano i due piloti più accreditati per il successo finale: così è andata. Il francese ha preso fin dalle prime battute il comando della classifica e poi di minuto in minuto è andato spedito verso il traguardo finale, portando a casa il decimo successo assoluto.Analizzando l’andamento delle tredici tappe, al pilota americano Robby Gordon rimane l’amaro in bocca: alla guida del suo Hummer ha provato in tutti modi a sbarrare la strada alle Mini, ma l’eccesso di foga purtroppo si paga salato e a Gordon la sfortuna non ha fatto sconti. Peccato che i guasti tecnici e una cappottata nella penultima tappa lo abbiano definitivamente messo in panchina.Chiude il podio delle auto il pilota sudafricano Giniel de Villiers, che porta per la prima volta nelle posizioni che contano la nuova Toyota.Nella categoria dei quad, podio tutto argentino: vince Alejandro Patronelli seguito dal fratello Marcos e terzo Tomàs Maffei. Il nostro Tonetti è sesto e la Liparoti nona.Nella categoria camion segnaliamo la sesta posizione finale di Miki Biasion alla guida del suo Iveco separato di poco più di 6 ore dal primo. http://youtu.be/EwZ_hshXMswCrédit photo cover: Cezaro De Luca/Agencia EFE