Il dialogo che era iniziato negli anni 90 con il primo Monster 900 disegnato da Miguel Galluzzi, e continuato poi con il fratello minore il 600 nel 1994, presto ribattezzato “Monsterino”. Ducati prima di allora, era un brand legato esclusivamente al mondo delle supersportive prestazionali, con il Monster si avvicina invece a chi non cercava performances da superbike. E’ stato un successo immediato per una moto che è divenuta immediatamente un Instant Classic dando vita a un segmento che fino ad allora non esisteva; quello delle naked sportive. Una motocicletta essenziale, bella, tecnologica accessibile ma sofisticata nel design e nelle dotazioni. E soprattutto divertente e facile; “undemanding fun” era l’obiettivo, e in effetti il Monster consente di divertirsi senza troppi pensieri.

315.000 MONSTER

Sono stati, negli anni, 315.000 i motociclisti che si sono fatti sedurre da questa affascinante nuda. E nel 2008 il 20% circa dei clienti che scelsero il 696 erano donne. Un rapporto importante quindi quello con le motocicliste che Ducati ha celebrato lo scorso week end con un evento a loro dedicato: Nice to Meet. Donne e motori, il binomio più scontato forse, ma anche tra i più affascinanti di sempre. Sono state un centinaio le motocicliste che hanno avuto la fortuna di provare il 797 sui colli bolognesi; alcune provette biker, altre alle prime armi.

Una moto, la nuova Monster, che torna alle origini riscoprendosi nuova ma sempre coerente. Riconoscibile nelle forme, grazie ai numerosi richiami al passato partendo dal serbatoio per arrivare al fanale rotondo e basso passando per il telaio a traliccio che torna ad essere integrale come nel primo modello e il motore bicilindrico a L nuovamente raffreddato ad aria, con le alette ben in vista.

Anche il forcellone triangolare richiama la forma del 696, mentre il gancio nella parte anteriore del serbatoio è invece un omaggio al primo Monster. Ed è proprio la parte emozionale del rider quella che è immediatamente conquistata (parlo da donna) da questa moto. Bella curata nei dettagli, ma semplice senza fronzoli inutili.

SU STRADA

Anche la posizione di guida è perfetta; la sella, comoda, è a soli 805 mm da terra (esiste anche una sella ribassata che consente di guadagnare un paio di centimetri), le pedane avanzate e il manubrio largo. Ci si mette poco a prendere confidenza con lei, è maneggevole e agile nei cambi di direzione, il motore poi è sempre pronto e non serve cambiare spesso marcia cosa che consente di godersi senza pensieri la guida. La frizione APTC alleggerisce il carico sulla leva che si aziona senza sforzo, e ha l’effetto antisaltellamento in scalata che evita fastidiose perdite di aderenza della ruota posteriore in scalata.

Compatta, leggera e maneggevole com’è il Monster 797 torna ad essere la porta di ingresso al mondo Ducati, quindi, un mondo di eccellenza e prestazioni, questa volta per tutti, donne neofiti ma anche motociclisti più esperti che scelgono un modo divertente e senza pensieri, di andare in moto.

di Monica Martini