Multistrada, Monster, Scrambler, Supersport: la gamma Ducati è sempre più ricca ma c’è un modello che rappresenta l’azienda. Si chiama Panigale, naturalmente. Adesso ce n’è un’altra, Panigale V4, stella dell’EICMA 2017. Sembra di vedere la faccia dell’amministratore delegato Claudio Domenicali, che sorride soddisfatto della nuova supersportiva da oltre 200 cavalli, la prima quattro cilindri prodotta dalla Casa italiana. Che a Bologna amino potenza e prestazioni non è un segreto, anche se poi alle vendite contribuiscono massicciamente modelli come le Scrambler, le “piccole”, che puntano su ben altre qualità. L’arrivo della Panigale V4 segna l’avvento di una nuova generazione di supersportive Ducati, che avranno il nuovo motore come indiscusso protagonista.

MOTORE

La Panigale V4, disegnata nel solco degli stilemi che hanno decretato il successo del modello da cui eredita il nome e che sostituisce – l’addio alla 1299 Panigale è ufficiale -, è costruita intorno al nuovo motore Desmosedici Stradale. Alesaggio di 81 mm e albero controrotante sono caratteristiche di chiara derivazione MotoGP. La cilindrata è di 1.103 cc (corsa 53,4 mm): niente competizioni, quindi, ma secondo Ducati una fruibilità superiore al bicilindrico Superquadro (1.285 cc) della Panigale V2, rispetto al quale il nuovo motore V4 pesa soltanto 2,2 kg in più (64,9 kg). La potenza tocca 214 cv a 13000 giri/min, con il limitatore fissato a 14000; la coppia massima di 123 Nm è ottenuta a 10000 giri/min. Il montaggio dello scarico Akrapovic in titanio su specifiche Ducati Corse permette al V4 Desmosedici Stradale di raggiungere 226 cv di potenza massima.

Ovviamente la distribuzione è desmodromica, con valvole di aspirazione (34 mm) e di scarico (27,5 mm) in acciaio, pilotate da alberi a camme dai profili estremi. La disposizione sfalsata di 70° dei perni di manovella e l’architettura a V di 90° portano all’ordine di scoppi tipico del bicilindrico (Twin Pulse), una caratteristica che sarà apprezzata dai clienti Ducati più tradizionalisti. La sequenza prevede l’accensione dei due cilindri sul lato sinistro e poi di quelli sul lato destro (0°, 90°, 290°, 380°). Le due catene di distribuzione sono disposte una per lato: quella dei cilindri anteriori a destra, quella dei cilindri posteriori a sinistra.

I cornetti di aspirazione ad altezza variabile, posti sopra corpi farfallati ovali (diametro equivalente di 52 mm), debuttano su un modello Ducati di serie e sono gestiti direttamente dalla centralina elettronica. Due gli iniettori per cilindro, uno sotto farfalla per le situazioni di basso carico, il secondo sopra per ottenere le massime prestazioni. Molto capiente l’airbox, con i suoi 12,8 litri: è collocato al centro della V insieme alla pompa dell’acqua.

CICLISTICA

Il V4 di 90° è ruotato indietro di ben 42°, proprio come sulla Ducati MotoGP. E il telaio? Si chiama “Front-Frame” e come tradizione Ducati ha il motore V4 come elemento portante: la sezione principale (4 kg di peso) unisce il cannotto di sterzo (inclinazione 24,5°, avancorsa 100 mm) al semi carter della bancata anteriore e alla testa della bancata posteriore. Il basamento del motore ospita il punto di fissaggio del monobraccio, rimarcando la funzione portante del motore. Il telaio reggisella in alluminio fuso in conchiglia è fissato al Front-Frame e alla testa della bancata posteriore, mentre un altro piccolo telaio in lega di magnesio – ampiamente utilizzata anche per i coperchi motore – sostiene la strumentazione e il cupolino. Rispetto al monoscocca della Panigale, Ducati sottolinea la possibilità di definire in autonomia una rispetto all’altra la rigidezza torsionale e quella laterale.

Tra le novità della ciclistica figura la nuova misura dello pneumatico posteriore Pirelli Diablo Supercorsa SP (200/60 ZR17), di diretta derivazione Superbike. La ragione di questa scelta risiede nell’impronta a terra più estesa e nel miglior sfruttamento della doppia mescola. Davanti il pneumatico 120/70 ZR17 ha il profilo ridisegnato.

Le sospensioni sono diverse sulle tre versioni: la standard monta forcella Showa Big Piston Fork e ammortizzatore Sachs, entrambi regolabili nella sezione idraulica e nel precarico della molla; anche l’ammortizzatore di sterzo è fornito da Sachs. Ohlins, invece, equipaggia le versione Panigale V4 S e Speciale con la forcella NIX-30, l’ammortizzatore TTX36 e il sistema di gestione Ohlins Smart EC 2.0 con la nuova interfaccia di regolazione. Si tratta di un sistema semi attivo, che permette di scegliere tra la modalità Fixed a impostazione manuale (32 clic per forcella e mono, 10 per l’ammortizzatore di sterzo), e la modalità Dynamic, che regola le sospensioni in funzione dei dati raccolti dalla piattaforma inerziale a 6 assi.

ELETTRONICA 

L’elettronica di controllo della Panigale V4 utilizza i dati della piattaforma inerziale a 6 assi (6D IMU), che permette di acquisire e registrare informazioni complete sul comportamento dinamico della moto. Il pacchetto elettronico è composto da:

– ABS Cornering Bosch EVO
– Ducati Traction Control EVO (DTC EVO)
– Ducati Slide Control (DSC)
– Ducati Wheelie Control (DWC)
– Ducati Power Launch (DPL)
– Ducati Quick Shift up/down EVO (DQS EVO)
– Engine Brake Control EVO (EBC EVO)
– Ducati Electronic Suspension EVO (DES EVO)

I parametri di funzionamento dei controlli sono associati ai Riding Mode ma possono essere personalizzati. I Riding Mode sono tre: Race, Sport e Street, tutti a potenza piena di 214 cv ma caratterizzati da profili di erogazione e di intervento dei controlli elettronici diversi. Sulle versioni Panigale V4 S e Speciale i Riding Mode agiscono anche sulla taratura delle sospensioni DES EVO.

L’ABS Cornering Bosch EVO, che estende l’intervento dell’ABS alle condizioni di guida con moto inclinata, è stato evoluto con nuove logiche di intervento. Il livello 3 è pensato per la strada e per le situazioni di bassa aderenza. Il livello 2 apre le porte al “Drift Control”, un’esclusiva della Panigale V4 ideata per aumentare la sicurezza e l’efficacia della derapata in ingresso di curva. Il livello 1 dedicato all’uso in pista vede l’ABS Cornering Bosch EVO intervenire sui soli freni anteriori, pur mantenendo attivo il Cornering, utile per staccare fino al limite dell’ingresso in curva. Il Ducati Traction Control EVO agisce sulle valvole dei corpi farfallati, oltre che sull’anticipo dell’accensione e sull’iniezione. Rispetto ai tradizionali sistemi di controllo della trazione, il DTC EVO permette al livello 1 e 2 di accedere alla funzionalità “spin on demand”, che aiuta l’inserimento in curva tramite lo slittamento della ruota posteriore.

Il Ducati Slide Control (2 livelli) è una novità che permette di controllare l’erogazione di coppia in funzione dell’angolo di inclinazione, con l’obiettivo di migliorare l’uscita di curva e di evitare potenziali situazioni critiche. Il Ducati Wheelie Control (DWC) è stato aggiornato per ottenere un miglior controllo delle impennate. Il Ducati Power Launch (DPL) su tre livelli aiuta nelle partenze più decise, mantenendo il motore V4 al regime di giri ottimale per ottenere la massima accelerazione da fermo.

Il Ducati Quick Shift up/down EVO sviluppato specificamente per la Panigale V4 introduce la possibilità di scalata a gas aperto e si interfaccia con gli altri sistemi per mantenere l’assetto il più possibile stabile se la cambiata avviene a moto inclinata. L’Engine Brake Control EVO equilibra la coppia applicata allo pneumatico posteriore, sulla base della posizione farfalla, della marcia selezionata e della decelerazione.

FRENI

La nuova Panigale V4 conferma i suoi contenuti tecnici esclusivi nell’impianto frenante, che porta al debutto le pinze monoblocco Brembo Stylema. Sono lavorate da un singolo blocco di lega d’alluminio e alleggerite di 70 grammi ciascuna, a parità di rigidezza rispetto alle M50 della Panigale 1299. Quattro i pistoncini (diametro 30 mm) delle pinze anteriori, 330 i millimetri di diametro dei dischi. 

STRUMENTAZIONE

La Panigale V4 dispone di un pannello TFT ad alta risoluzione a colori (5″) e di un inedito contagiri circolare virtuale, che sfrutta i colori per indicare il momento più indicato per cambiare marcia. Due le modalità di visualizzazione: Track con in primo piano il tempo sul giro e il contagiri; Road con in vista le indicazioni del Ducati Multimedia System (DMS) e il contagiri con la scala che privilegia i regimi intermedi, i più utilizzati su strada. Tra gli accessori figurano il Ducati Lap Timer GPS e il Ducati Data Analyzer + GPS, entrambi di serie sulla Speciale. 

Panigale V4 Speciale
1.500 pezzi: la più alta espressione della nuova Panigale V4 è stata presentata da Casey Stoner e sarà prodotta in serie limitata. Rispetto alla già eclatante V4 S, la Speciale include lo scarico completo Ducati Performance by Akrapovic in titanio, che permette di raggiungere la potenza massima di 226 cv, a fronte della riduzione del peso pari a 10 kg (164 kg a secco). Non mancano numerosi particolari racing, come il parabrezza, per trasformare la Panigale V4 nell’arma definitiva da track days. Tra gli optional figurano i cerchi Marchesini forgiati in lega di magnesio, ancora più leggeri rispetto ai forgiati in lega di alluminio. Riconoscibile anche dalla livrea dedicata, costerà 39.900 euro.