Torna il Velo Solex, e viaggia a corrente

Quasi sessant’ani di storia racchiusi in un piccolo motore ausiliario di soli 49 centimetri cubi. Era già economico, il Solex, ma oggi è a impatto zero, perché al posto della miscela "brucia" corrente

4 maggio 2012 - 7:05

In momenti di crisi come quello che stiamo passando è logico che ci sia una certa nostalgia di mezzi a motore che ci permettano di spostarci spendendo poco o niente.

Il Solex è così, un ciclomotore, con una spiccata vocazione per la guida “pedalata”, che negli anni è passato da semplice mezzo per rapidi ed economici spostamenti cittadini a  fenomeno di costume. Dal 1952 a oggi il Solex è cambiato, ha ridotto le dimensioni dei suoi cerchi e si è fatto un po’ più robusto e solido, ma il fascino del mezzo ultra leggero, ulta economico e, diciamolo, anche molto snob, non è mai tramontato.

A cavallo degli anni Settanta si sono susseguite diverse versioni, che hanno fatto letteralmente impennare le vendite fino allo straordinario numero di 7 milioni di esemplari distribuiti. Nacque l’ennesimo dualismo Italia/Francia, Solex contro Ciao, una sfida giocata a colpi di grandi pedalate e cerchi a raggi, ma l’arrivo della versione 3800 del ciclomotore transalpino e l’acquisizione del marchio da parte di Renault coincise con l’inizio di un inatteso tramonto. Del 1988 è lo stop ufficiale della catena di montaggio del Solex, che nella sua carriera è stato venduto in più di 9 milioni di unità in tutta Europa.

Gli anni passano, gli estimatori e collezionisti si fanno sempre più attivi, dando vita a vere e proprie congregazioni e club con affiliati in tutto il mondo. Il Solex ha un suo perché? Sì, ce l’ha, al punto che nel 2005 Pininfarina, in collaborazione con il Gruppo francese Cible, ha deciso di ridare vita al marchio presentando una versione moderna del Solex, che per restare in tema con il suo concetto di economia assoluta abbandona il motore a scoppio a favore della trazione elettrica. Viene ribattezzato e-Solex. Sono passati ben 7 anni dal momento in cui il prototipo è stato presentato al salone di Parigi, qualche anno dopo è iniziata la vendita in Francia. Pare però che ora, trovato l’importatore per l’Italia, finalmente l’e-Solex possa arrivare da noi.

La filosofia è sempre la stessa: essenzialità e leggerezza sono i cardini del progetto, oltre all’immancabile motore “aggrappato” alla forcella, quindi sopra la ruota anteriore, e in grado di far raggiungere all’e-Solex la velocità di  35 km/h, vicina a quella di una bici a pedalata assistita; il peso non dovrebbe superare i 40 kg, batteria compresa: quest’ultima secondo le stime dovrebbe garantire una autonomia superiore ai 40 km e la ricarica completa in un tempo massimo di 8 ore. Al momento non ci sono indicazioni su prezzo e data di commercializzazione. Ma oggi che essere eco-chic è molto cool , il Solex potrebbe trovare molti estimatori.

 

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