Ghezzi & Brian Motard V Twin

Parte da una Griso e diventa una motard. Così l’atelier di Missaglia dà la sua interpretazione della maxi motard su base Guzzi. La novità? una sospensione attiva che “legge” la strada e adatta automaticamente l’assetto

Non è la prima volta che sentiamo parlare di una motardona su base moto Guzzi, già qualche anno fa all’Eicma allo stand dell’Aquila una delle tre concept pensate da Pierre Terblanche  (concept di cui non si è saputo più nulla) apparteneva proprio a questo segmento.Le concept di Terbalanche sono sparite ma nel frattempo qualcun altro affronta l’argomento. Ghezzi e Brian, questi nomi ai più forse non diranno molto. In compenso, per gli appassionati di Moto Guzzi questi due personaggi (che rispondono al nome di Bruno Saturno e Giuseppe Ghezzi) sono come due “santoni”. Due guru che, nei momenti in cui la Guzzi si barcamenava, riuscivano a realizzare partendo dal V2 di Mandello autentiche moto da corsa capaci di dominare in pista le categorie riservate ai bicilindrici. Da lì a produrre moto in piccolissima serie il passo è stato molto breve. Partendo dal V2 di Mandello le Ghezzi e Brian erano moto assolutamente speciali, ancora oggi molto apprezzate da appassionati e collezionisti.Dopo che le strade dei due si sono separate, Bruno Saturno ha tenuto il marchio e ha proseguito l’attività realizzando Kit, telai e parti speciali per Moto Guzzi. La Motard V-Twin è l’ennesimo capitolo della Ghezzi e Brian, questa volta realizzata non a partire da un motore ma da una moto. Nello specifico la base di partenza è una Griso di cui la Motard eredita motore (rivisto a livello di mappature, scarico e filtro aria) e ciclistica, almeno in quella che possiamo considerare la versione “base”, che si differenzia dalla Griso anche per l’utilizzo di ruote a raggi marchiate Kineo.Sì perché la moto è (come spesso accade nel caso di realizzazioni quasi artigianali) completamente personalizzabile, il cliente può quindi scegliere che tipo di sospensioni montare o che tipo di cerchi. Per questo motivo è del tutto inutile parlare di prezzo di listino. Ditemi come volete la moto, vi dirò quanto costa.. La Motard V-Twin si può comprare come moto intera, oppure sotto forma di Kit montato in fabbrica su una Griso già esistente oppure ancora come Kit spedito grezzo a casa da venrniciare.Tuttavia, la vera novità della Motard V-Twin alloggia sotto le sovrastrutture, si tratta della prima sospensione autoadattiva montata su una moto battezzata Dynamic Damping Action. Questo tipo di sospensione rappresenta un passo avanti rispetto alle attuali sospensioni a regolazione elettronica (come l’ESA di BMW o il DES di Ducati) perché riesce a “leggere” la strada adattando l’assetto automaticamente per mezzo di sensori, dell’immancabile centralina e di attuatori elettrici che praticamente in tempo reale modificano i registri idraulici della sospensione. Al pilota non resterà quindi che scegliere il “riding mode” desiderato da un comando al manubrio perché la sospensione faccia tutto il resto, adattandosi automaticamente alle condizioni della strada.In pratica la sospensione (realizzata da Saturno in collaborazione con la Tractive Suspension, azienda olandese di alto livello nata da alcuni tecnici ex WP che ha già lavorato con marchi di grosso calibro) è qualcosa di molto vicino al DDC quel Dynamic Damping Control presentato recentemente da BMW e in procinto di arrivare per la fine dell’anno. Bruno Saturno non ha quindi fatto altro che anticipare i tempi il che viste le forze in campo non è poco…