“Quelle foto lì le facevo alla Bellucci”. Così, spuntando dal nulla, si è rivolto a noi uno strano personaggio sulla settantina, capello mosso bianco e lungo, stile Maurizio Vandelli, nell’incantevole borgo di San Leo, mentre lo staff di RED riprendeva le nostre imponenti americane nel bel mezzo della piazza principale. Non siamo nemmeno riusciti a rispondergli. Però è rimasta quella frase ad accompagnarci per tutto il viaggio Est-Ovest in Harley-Davidson da Rimini a Lido di Camaiore, lungo la Linea Gotica.

Di cosa si tratta? Del confine simbolico che al termine della Seconda Guerra mondiale si estendeva dalla provincia di Apuania (che coincide con l’attuale provincia di Massa e Carrara) fino alla costa adriatica di Pesaro, seguendo un fronte di oltre 300 chilometri sui rilievi delle Alpi Apuane, proseguendo verso Est lungo le colline della Garfagnana, sui monti dell’Appennino modenese, quello bolognese, pistoiese, l’Alta Valle dell’Arno, quella del Tevere e l’Appennino forlivese, per poi terminare sul versante adriatico negli approntamenti difensivi tra Rimini e Pesaro. Noi, in realtà, l’abbiamo ripercorsa in senso opposto, non solo per fare memoria di quei mesi tragici ed eroici ma alla ricerca di belle strade.

A nostra disposizione ci sono due gioielli americani targati Milwaukee. Una è la Street Glide Special (prezzo a partire da 27.000 euro), bella da perderci la testa e arrogante come non mai in questa edizione con livrea “infiammata” su base rossa intensissima. L’altra è la Road Glide Ultra da 29.000 euro, comoda come poche altre, sobria nella grafica e un po’ meno nell’aspetto, che è a dir poco imponente. Insomma, nessuna delle due passa inosservata. E va bene così. Ma torniamo a monte, anzi, a mare, perché proprio di fronte all’Adriatico ci siamo mossi con il Tirreno nel mirino. Partenza all’alba dal lungomare di Rimini, molo di Viserba. Alla guida delle americane il sottoscritto e Daniel D’Amico, collaboratore di RED ed ex pilota di velocità, che da anni usa la moto solo in pista come istruttore di guida sportiva veloce alla Riding School Pedersoli di Brescia Franciacorta. A lui è stata destinata l’Harley-Davidson Street Glide, che rispetto alla Road Glide Ultra (ben 425 chili pronta all’uso) è più leggera e compatta, nonostante pesi 376 chili in ordine di marcia. Su due ruote non sono uno scherzo ma con qualche malizia e un po’ di pratica diventano gestibili. Non è questione di forza o di corporatura, perché i piani sella sono posti rispettivamente a 685 e 735 mm, perciò alla portata di tutti.
La prima tappa è dopo soli 30 chilometri, ed è la più suggestiva dell’intero itinerario: San Leo, nella Valmarecchia, ancora in provincia di Rimini, meno di tremila persone che vivono in un borgo che lascia senza fiato per la sua bellezza. Facciamo una sosta alla Taverna delle Guardie che ci accoglie con un sorriso e un buon caffè. C’è anche un piccolo parcheggio gratuito per le moto. La destinazione successiva è Bagno di Romagna. Nel frattempo abbiamo percorso decine di chilometri in collina, zeppi di curve e con strade quasi sempre belle anche se dal fondo talvolta dissestato. Per arrivarci imbocchiamo un tratto della E45, nota per le condizioni dell’asfalto non certo impeccabili: la percorriamo volentieri perché dopo la “sbronza” di curve è rilassante andare in rettilineo, attività perfetta per queste Harley-Davidson, di cui sfruttiamo il cruise control e apprezziamo il comfort.Le due Harley-Davidson in prova dispongono di navigatore satellitare e impianto di intrattenimento in grado di “conversare” con lo smartphone, che nel frattempo si ricarica e fornisce, volendo, tutto il meglio della personale hit musicale, oltre a permettere conversazioni telefoniche in vivavoce o con auricolare Bluetooth. Fare moto turismo con il sottofondo musicale ha tutto un altro sapore, quello di un viaggio parallelo con una storia da raccontare.

Bagno di Romagna è una bella cittadina nota anche per le sue terme. Occhio a selezionare bene il ristorante e non farsi abbagliare da menù troppo ricercati: puntate al concreto con i piatti tipici, non si sbaglia mai. Da qui l’obiettivo successivo è la diga di Ridracoli: per raggiungerla le strade sono in alcuni tratti al limite dell’off road e piuttosto strette, facciamo quasi un motorally e impolveriamo a malincuore le due Harley-Davidson. Peccato scoprire che la diga non sia visitabile: è aperta solo in alcuni periodi dell’anno, conviene perciò informarsi prima. Merita comunque una visita, insieme al Rifugio Ca’ di Sopra e all’Idromuseo delle Acque di Ridracoli, in località Santa Sofia (FC). Valichiamo il Passo della Calla attraverso il comune di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo, con tanti paesaggi degni di nota. Nel mirino ora c’è il Mugello, ma questa volta l’autodromo più bello d’Italia non lo vedremo neppure da fuori: passiamo da Borgo San Lorenzo e via, senza però dimenticare il Passo del Giogo (882 metri slm), meta irrinunciabile lungo una strada unica. Consigliamo una visita al Museo della Seconda Guerra Mondiale: si chiama Centro Documentazione e Ricerche Storiche di Gotica Toscana e si trova in Località Ponzalla 47, nel comune di Scarperia. Qui sono conservati reperti difficili persino da immaginare, tra cui alimenti tipo barrette di cioccolato confezionate settant’anni fa. Pazzesco. Lucca è la meta successiva: siamo un po’ in ritardo con la tabella di marcia, raggiungiamo la città e le sue famose mura tramite autostrada. Ripartiamo e ci dirigiamo, sempre in provincia di Lucca, verso un’altra opera muraria storica: il ponte della Maddalena, detto anche Ponte del Diavolo, che attraversa il fiume Serchio e si trova in località Borgo a Mozzano. Risale al XI secolo, con una prima ricostruzione del XIV secolo. Il sole ha preso la via del crepuscolo e temiamo di non riuscire ad arrivare alla nostra meta finale, affacciata sul Mar Tirreno. Lido di Camaiore è “nostra” in pieno tramonto. Le Harley sono compagne di viaggio da perderci la testa: la Street ha una indole relativamente più sportiva ed è un po’ meno comoda rispetto alla Road Glide Ultra. Quest’ultima protegge come un’auto cabrio: meno maneggevole della Street, può comunque contare sul favorevole braccio di leva del manubrio largo e conformato. Nonostante la mole, gli impianti frenanti sono adeguati e non vanno mai in crisi, anche al termine della discesa dopo un passo di montagna. Il motore 1.745 cc siglato “107” di ultima generazione, chiamato Milwaukee-Eight, è fedele allo schema V-Twin a 45 gradi, ma è cresciuto di cilindrata, da 1.690 (103 pollici cubi) a 1.745 (107), e ha la testa con quattro valvole e due candele per cilindro. La coppia dichiarata è superiore del 30% rispetto alla precedente unità, ma di nuovo c’è soprattutto il raffreddamento, il cui circuito lambisce le valvole di scarico ed è a olio sui modelli senza paragambe, quindi ad esempio la Harley-Davidson Street Glide Special in prova; a liquido sulle altre top di gamma, come la Road Glide Ultra.

Se si spalanca il gas, l’Harley-Davidson 107 Milwaukee-Eight spinge davvero forte, trasmettendo la sensazione di un motore inesauribile. Ai rifornimenti si procede a botte da 30 euro a serbatoio, con i quali i due portentosi H-D percorrono circa 300 chilometri, attestandosi quindi su consumi tra i 12 e i 15 km/l. Durante il viaggio, confrontandomi con Daniel, ho notato che chilometro dopo chilometro il suo sguardo si è sempre più rilassato. Alla fine gli occhi parlavano per lui, mostrando cuoricini luccicanti ogni volta che risaliva sulla rossa Street Glide Special. Innamorarsi in un giorno si può, almeno se parliamo di moto, e nonostante al mattino l’approccio fosse stato talmente traumatico da fargli mettere in discussione il suo futuro come biker. Questo dimostra che il mondo Harley è da provare, a prescindere dalle proprie origini motociclistiche. Difficile non esserne coinvolti, impossibile restare indifferenti.