Honda Dream Yuga

Seicentocinquanta euro di listino: non è il prezzo di un ricambio, ma di una moto intera. La produce Honda per il mercato indiano: una torta da più di 12 milioni di pezzi annui

Una Honda a seicentocinquanta euro di listino? Non è né un refuso di stampa, né tantomeno una folgorazione sulla via di Damasco del management giapponese. Semplicemente, il prezzo della Dream Yuga: il basso di gamma dell’Ala Dorata per il mercato indiano.Per chi sta per abbozzare un sorriso ironico, bastano alcuni numeri: le due ruote in India valgono il 76% dell’intero automotive. Nel 2010/11, ragionando in termini assoluti, più di 12 milioni di pezzi. Il valore unitario è ridotto (e commensurato a un PIL che supera a stento i 2.000 euro pro capite, ma che su base mondiale è il quarto dopo Stati Uniti, Cina e Giappone), ma l’incremento costante: l’anno prima, il venduto ammontava a 10 milioni di pezzi, che quasi avevano raddoppiato i 6 del 2004/05. Allora, chi vuole continuare a fare l’indiano?Honda è stato – e formalmente è ancora – partner storico della locale Hero Moto (il nome dice niente? Già, proprio quella che voleva comprare Ducati prima che vi provvedesse Audi…): sarà fornitore di tecnologia a tutto il 2014 ma la separazione è già stata sancita. Gli indiani vanno per la loro strada (e con le Splendor sono i primi nelle vendite in patria), i giapponesi anche: nel 2013 verrà inaugurato il terzo stabilimento in India, per raggiungere quota 4 milioni di veicoli prodotti.La Dream Yuga è in vendita a 44.642 rupie: calcolatrice alla mano, appunto 650 euro. Il motore è un 109 cc raffreddato ad aria, ovviamente monocilindrico, a quattro tempi, monoalbero in testa e due valvole per cilindro. La potenza dichiarata è di 8,5 CV a 7.500 giri/min. Soluzioni come l’alimentazione a carburatore e l’avviamento a pedivella, o i freni a tamburo davanti e dietro, sono certamente desueti per le nostre latitudini, ma adeguati per le specifiche necessità. Anche perché i consumi dichiarati fanno impallidire le moto di concezione (ma anche cilindrata, peso e potenza) ben più moderna: 70 e più km con un litro!Le intenzioni di Honda per i mercati emergenti sono riassunte da Keita Muramatsu, Presidente e AD di Honda India: “Non si tratta della motocicletta più economica che Honda è in grado di costruire: ne stiamo sviluppando una per il mercato africano. Ma il prodotto non è adatto per mercati quali quello indiano”. All’orizzonte, quindi, c’è un rimpiazzo – o una sorella minore – della Ace CB125, che in Nigeria costa 100.000 naira, poco meno di 500 euro.La partita si gioca in tutti gli angoli del mondo, meglio se con margini di sviluppo elevati. Per rimanere nella sola India, il brutto anatroccolo (per noi…) Dream Yuga si inserisce in un comparto, quello delle commuter, che – secondo Muramatsu – varrà il 70% dell’intero mercato nel 2012. Qualcosa in meno di nove milioni di pezzi, per intenderci. Sapendo che i piani di Honda prevedono di crescere in pochi anni (entro il 2015) al 30% di quota mercato a fronte del 13% di oggi (e del 45% di Hero), c’è ancora da sottovalutare la zanzarina indiana dall’ala dorata?