In Islanda con Honda X-ADV
Diario di viaggio

21 settembre 2019 - 11:44

Questa è la prima tappa in cui si era pianificato di pernottare due notti. Piove ancora..ci si veste e fatta la colazione si parte.

L’obiettivo è quello di percorrere la prima vera Mountain Road (contrassegnata dalla lettera F che precede il numero) e quindi ci dirigiamo ad ovest sulla 54 per poi imboccare la F575+F570 che porta sullo Snæfelljoküll vulcano su cui si narra che Jules Vernes ha ambientato la partenza della spedizione nel romanzo “viaggio al centro della terra”.

La strada non è delle migliori perché effettivamente le F roads non sono proprio tenute bene…si alternano tratti con rocce espose e sabbia o terra molle su cui le Pirelli dimostrano la pasta di cui sono fatte!! Nulla da dire.. trazione sempre efficace e comportamento sincero il tutto enfatizzato dal cambio DCT Honda che facilita notevolmente le cose! X-Adv si dimostra subito all’altezza.

La giornata passa girovagando sulla penisola del parco nazionale dello Snæfelljoküll appunto. A fine giornata torna il sole e ne approfitto per un secondo bagnetto nella piscina termale. Totale km 160 di cui una quarantina di sterrato.

Giorno 14: Nono in Islanda

Oggi sole, consueto check catena eh ingrassaggio! Si parte, obiettivo è di raggiungere Reykjavik in serata dove pernotteremo per tre giorni in hotel. Partiamo lungo la road 54 verso est poi a Sud sulla Ring Road n1. Per oggi niente sterrato sarà una tappa tranquilla. Arrivati in prossimità di Akranes la strada sembra buttarsi direttamente in mare…invece è un tunnel di 6 km sotto il mare! Avevo già visto strutture simili in Norvegia ma è la prima che incontriamo qui. All’uscita si inizia a vedere Reykjavik che si trova dall’altra parte del golfo.

Noi però abbiamo in programma delle visite a località del cosiddetto “Circolo d’oro” tra cui ci sono il parco naturale di Pingvellir unico posto al mondo dove la dorsale medio oceanica è emersa! Geysir e Gullfoss e qui purtroppo inizia il traffico di bus e auto così percorriamo la 36 poi 365 seguita da 37 che porta appunto a Geysir.

Per tornare verso Reykjavik decidiamo di puntare a Sud sulla 30 sino a Selfoss per poi riprendere la Ring Road in direzione Ovest. arriviamo a Reykjavik alle 18:30 dopo aver percorso 400km. Serata a Reykjavik dove per il soggiorno abbiamo prenotato un hotel in pieno centro che ci ha offerto parcheggio gratuito  così da essere comodi e non usare la moto la sera.

Giorno 15: Decimo in Islanda

La sveglia al mattino è alle 8, colazione con una miriade di gente..non siamo più abituati dopo giornate in cui si stava bene in solitudine. Mattino al passeggio per scoprire la città.

A Reykjavik non ci sono molti monumenti da vedere la parte caratteristica è la zona vicino al porto da dove partono molto escursioni per vedere le balene, la parte lungo il golfo. La zona centrale è piena di negozi per turisti da cui star alla larga! Prezzi proibitivi per tutto! Non l’ho ancora detto o forse sì comunque l’Islanda non è molto economica. Prezzo benzina 2€al litro superato solo dal prezzo della birra che in media per 0.4l si paga 9€ con punte anche di 12€per una media. Quindi mettere in conto che una cena con una birra, una zuppa ed un secondo di pesce (fish of the day quindi halibut) costa dalle 6500 alle 7500 ISK se mangiate carne si passano le 8000 senza batter ciglio! In sostanza dai 45-60 euro a testa!

Nel pomeriggio lasciamo tutto in hotel e partiamo in direzione sud sulla 41 per deviare dopo pochi km sulla 42 verso il parco naturale a Sud di Reykjavik dove c’è un lago. Su consiglio di un italiano incontrato nei giorni scorsi dalla 42 deviazione sulla 428 strada sterrata parallela alla 42 ma che attraversa una valle dal paesaggio lunare! 22km di sterrato che finisce sulla 42 a Sud sulla costa poi vs Nord si torna! 100km.

Giorno 16: undicesimo in Islanda

Sveglia all’alba colazione e si parte “leggeri” senza bagagli.. destinazione Landmannalaugar, vulcano situato ad est di Reykjavik in una zona disabitata nella riserva naturale Fjallabak meta classica per chi vuole fare trekking in Islanda.

Le strade che portano li sono solo Mountain roads quindi abbastanza impegnative con guadi inevitabili. Su consiglio di Piero Spina incontrato per caso e guida di “Islanda in Moto”, veterano di quest’isola sin dagli anni 90, decidiamo di percorrere in andata parte della F26 Sprengisandur (mitica strada che taglia in due l’isola e che un giorno farò con moto adatta) per poi deviare sulla F208 Fjallabaksleið nyrðri, verso sud sino a Landmannalaugar e poi tornare percorrendo la F225 Landmannaleið sino ad incontrare di nuovo la 26. In totale un centinaio di km in sterrato con due guadi.

Da Reykjavik ci dirigiamo quindi verso Est sulla 1 (il cosiddetto Ring) sino a dopo Selfoss e poi a sx verso Nord sulla 26 Sprengisandur che all’inizio è asfaltata per un centinaio di km ma che poi, per chi prosegue, diventa F a tutti gli effetti per circa 260km sino a Myvatn.

Lasciata la 26 deviamo a dx vs sud inizia la F208 e subito si scopre la vera natura di queste strade..tratti di sabbia alternati a roccia con saliscendi che ogni volta ti aprono a paesaggi spettacolari con ghiacciai sullo sfondo e distese senza nessuno tranne talvolta una nuvola di polvere davanti all’orizzonte che precede l’arrivo di un’auto o più raramente di una moto!

In tutta la giornata ne abbiamo incrociate 4! Si procede a fatica facendo attenzione a non incappare in una roccia acuminata perché forare qui diventerebbe un bel problema. Subito mi rendo conto dell’ottimo lavoro svolto da Honda sul cambio dell’X-ADV che essendo prima serie non ha controllo trazione ma che in questi frangenti non serve affatto. Dopo 35 anni in moto passati ad usare la frizione per cambiare devo ammettere che non rimpiango proprio la cosa anzi penso che non tornerò (forse) mai più indietro, è troppo comodo il DCT! Le gomme beh uno spettacolo, sempre in presa specialmente quando incappi nella sabbia soffice vulcanica basta non mollare il gas ed affrontare a velocità sostenuta arretrando sulle pedane!

Dopo circa due ore di “pianeta luna” arriviamo a Landmannalaugar!!! Mai vista una cosa simile.. ti lascia senza parole! Qui c’è anche un campeggio molto “minimal” però con docce calde e vasche termali naturali dove chi fa trekking passa le notti prima di affrontare le varie escursioni.

Passiamo un paio d’ore salendo per un po’ sulla colata lavica che porta al cratere. Alle 4 decidiamo di partire perché anche se la luce non manca (in estate) servono almeno tre ore per tornare a Reykjavik di cui almeno un’ora e mezza di sterrato e guadi, e si perché adesso i guadi li devi fare!

Il primo lo si incontra dopo una mezz’ora e la cosa che mi fa subito pensare e che l’unico motociclista con un Africa twin anni 90 che era partito una quindicina di minuti prima di noi lo incrocio mentre torna e mi fa dei segni con le mani… Guardo nello specchietto il mio compagno di viaggio Guido e spero che non si faccia intimorire e continuo. Arrivati al primo guado non capisco il perché di tanto timore in quanto come detto da Piero Spina il primo guado è una pozza o poco più. Non avendo mai fatto un guado forse lo affronto con incoscienza e senza pensare di avere un cosiddetto Maxi scooter! Comunque sia entro apro ed esco senza batter ciglio! Perfetto penso, se anche l’altro è così è una passeggiata! Ripartiamo più motivati che mai ma ora il secondo guado è molto avanti e non passare da lì vorrebbe dire altre due ore per tornare e poi tutta la strada del mattino! Arriviamo nei pressi del secondo guado dove troviamo due moto ferme che guardano la cartina, brutto segno penso..sono asciutti e quindi non arrivano ma cercano alternativa. Arriviamo al guado ed effettivamente non è piccolo come il precedente sarà una ventina di metri ed il torrente corre. Guardandolo si vede subito che è fondo almeno lo è dove passano auto, pullman sei ruote motrici e fuoristrada. Qui capisco quanto conta l’esperienza di chi li ha fatti prima di te testando a piedi il percorso con stivali, e si perché Piero Spina mi ha raccontato che così facevano, prima a piedi con stivali da pescatore e poi in moto! Su suo suggerimento guardo il guado e ricordo le sue parole punta a dx un isolotto che affiora quando arrivi li passi alla sua sx e tagli il guado.

Detto così sembra facile, mi faccio coraggio e vado! Seguo la riva punto l’isolotto e poi taglio..solo che taglio forse troppo presto e si, Era presto! Stando in piedi sulle pedane vedo il livello salire mentre l’avantreno si inabissa quasi tutto e la ruota è da 17″ che scompare sottacqua, ormai sono dentro non mi resta che aprire il gas e sperare… Fortunatamente arrivato con il livello dell’acqua alle caviglie la ruota anteriore inizia a riaffiorare e le gomme fanno il resto..do una manata al gas e le gomme mi tirano fuori dal fondo a ciottoli e sabbioso..!! Grande !!!!! È andata!!! Emozionato e umido mi avvio a percorrere gli ultimi 20 km di sterrato per poi tornare in Hotel. Giornata indimenticabile, tempo ottimo con sole e poco vento in tutto percorriamo 380 km.

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