KTM RC8R Track Trofeo Bridgestone Vallelunga

In gara con la moto “pronto gara”. Non è un gioco di parole ma quanto abbiamo fatto a Vallelunga in sella a una RC8R Track, correndo la prima tappa del Bridgestone Champions Challenge 2012. Inizio bagnato, inizio fortunato

Quel momento, prima o poi, arriva. Ci sei tu, la tua moto, la mano sinistra sulla frizione. Motore al minimo, semaforo rosso. Ecco, se vi chiedete cosa spinge un uomo di mezza età a trascorrere un week end sotto la pioggia, a dormire nel cassone di un camion, a farsi la doccia (fredda) nei bagni del paddock, a sopportare estenuanti code per le verifiche tecniche vi rispondo che l’adrenalina che ti inonda le vene in quei pochi istanti che precedono la partenza vale tutto questo e molto di più. Difficile rinunciarci. Anche se ogni inverno sono vicino a smettere appena arriva la primavera la voglia torna, prepotente. E poi devo dar da fare quacosa a Max, il mio meccanico storico che, puntuale, a gennaio mi chiama chiedendomi: “Mi sto annoiando un po’, cosa facciamo? Con cosa corriamo quest’anno?”.Eccoti accontentato, Max. La scelta cade sul Bridgestone Champions Challenge, campionato che si corre con moto di ogni marca ma con pneumatici Bridgestone R10. Una scelta, la mia, dettata da più fattori, tra cui le piste su cui si corre – è in concomitanza con la Coppa Italia per cui si gira sui circuiti migliori, tra cui Imola -, l’atmosfera molto rilassata e amichevole e, non ultimi, i servizi “accessori” che si possono trovare.Il vulcanico Luca Raggi, responsabile di Ideal Gomme e organizzatore del Trofeo, ha  infatti pensato bene di creare una hospitality in grado di accogliere i piloti a pranzo e cena. Con 12 euro si mangia al coperto e al caldo. Credetemi, non è un benefit da poco, soprattutto per chi va a correre con la classica accoppiata furgone-tendina e che così trova nella hospitality Bridgestone un punto fermo su cui contare. Risultato: alla hospitality stazionano costantemente molti piloti anche di altri trofei.Max ormai da me si aspetta di tutto: del resto posso dire di averlo coinvolto in gare con moto di ogni tipo. Ad esempio Triumph Street Triple, KTM Super Duke, Suzuki Gladius, Harley-Davidson… Senza contare le moto “normali”. Quest’anno stiamo sul normale: la mia nuova compagna ha due manubri bassi, una carena, un motore bicilindrico da 179 cv. Tutte le cose al posto giusto, quindi. Mi è sempre piaciuto correre con moto quanto più vicine alla produzione: al mondiale Endurance correvamo nella stock, con gomme Bridgestone intagliate (allora erano le BT002) contro le slick; qualche anno fa corsi più di una gara con una BMW standard, e andando avanti nel corso degli anni mi sono convinto che sulle moto moderne meno si cambia meglio si va, almeno a livello di trofei.Quindi quale moto migliore della KTM RC8R Track? Questa moto è una specie di “iMac a due ruote”. La compri, l’accendi e vai a correre, senza doverti preoccupare di montare sospensioni “buone”, carena, scarico, mappatura o cambio elettronico. C’è già tutto, di serie.Considerato il numero di motociclisti che comprano moto sportive e le trasformano per un utilizzo esclusivamente pistaiolo trovo l’idea di KTM geniale e onestamente mi stupisco di come nessun’altro abbia fatto ancora lo stesso: mi risulta, infatti, che in Giappone esistano alcuni modelli già pronto gara ma anche che in Europa non siano importati. Abbiamo già parlato su RED della RC8R Track per cui non mi dilungo: vi basti sapere che una cosa alla nostra Track l’abbiamo cambiata: lo scarico. Abbiamo tolto il classico (per KTM) barilotto Akrapovic sotto al motore per montare uno scarico lungo con doppio silenziatore, sempre Akrapovic. Il motivo è presto detto: con lo scarico ”lungo” la moto è più silenziosa e ha una erogazione leggermente differente. Perde un po’ di “sotto” – ma sulla RC8 ce n’è talmente tanto che è quasi meglio – e guadagna un po’ di allungo. Svantaggi? Uno: se scivoli ciao ciao Akrapovic. Ma come ho risposto a un ragazzo che gentilmente durante le verifiche mi ha fatto notare il problema, io di solito non vado in moto per cadere. Per cui…PROVEPer cui ci si mette il meteo a rovinare i miei piani. Su Vallelunga piove di brutto e dopo un turno di prove libere asciutto (ma freddo), le qualifiche si disputano tutte sul bagnato. Via le R10, montiamo le nuove rain Bridgestone, gomme dal disegno stranissimo ma evidentemente efficaci sull’asfalto di Vallelunga. Molto efficaci, devo dire, perché pur entrando in pista teso come un gattino sull’orlo della vasca da bagno ho subito trovato il feeling giusto. Temevo che sul bagnato la RC8 fosse brusca e poco efficace. La KTM è una moto pura,  “meccanica”: una vera racer, sensibilissima alle regolazioni, sente il click, non ha controlli elettronici (come le moto del BSB dove corre l’amico Alex Polita) e il motore risponde molto vivace ai bassi.La paura, quindi, è quella di “lanciarsi” alla prima apertura di gas. Scopro, invece, che la RC8R Track è sorprendentemente gestibile sul bagnato come sull’asciutto. La precisione di controllo del gas non ha quasi confronti nel panorama delle moto attuali, la connessione polso-ruota è diretta come su poche altre moto mi è capitato di trovare, e anche sul bagnato si riesce a gestire l’erogazione millimetricamente; inoltre la trazione offerta è esagerata. La Rain Bridgestone pare davvero incollata all’asfalto e ogni volta mi stupisco del livello assurdo di grip che hanno le gomme da bagnato.Ovviamente abbiamo ammorbidito parecchio la moto (praticamente i registri idraulici sono completamente aperti), che nei cambi di direzione ad alta velocità di Vallelunga (Curvone e Cimini) si muove molto, ma, giro dopo giro, il mio feeling con la “K” sul bagnato aumenta. Nell’arco dei 20 minuti della QP1″limo” il mio tempo di 10 secondi. Tutto bene, sono in prima fila su 35 partenti. Peccato che Rossano Albanese abbia fatto il fenomeno e con la sua RSV4R Factory abbia rifilato un paio di secondi al secondo classificato e quasi 4 a me. Del resto con il bagnato, si sa, spesso i distacchi si misurano con la clessidra. Non sono molto preoccupato, ho tempo di migliorare durante il secondo turno, ma le cose non sembrano proprio andare per il verso giusto. So che posso abbassare il tempo (ma anche gli altri possono..), ma la pioggia scrosciante che allaga Vallelunga non è della stessa idea. Quasi quasi non mi cambio neanche.Invece, come per magia, mentre in pista ci sono le 600 smette di piovere, si alza il vento e la pista migliora. Entro più convinto: adesso non devo più imparare le reazioni della moto sul bagnato e le condizioni della pista che vanno via via migliorando invitano a spingere un po’ di più. Un rischio, perché in queste condizioni buttarsi per terra è un secondo. Invece va tutto bene, 1’57″9 con il bagnato a Vallelunga non è male, sono secondo e la pole (Pietro Carrieri con BMW) è a un solo decimo. Domani il semaforo lo vedo da vicino e il meteo promette bene.GARASole. La mattina della gara non piove. La pista non è certo in condizioni ideali, “lavata” com’è da due giorni di pioggia, ha poco grip ed è lentissima, ma almeno possiamo montare le R10. Già, ma con quale assetto? Abbiamo girato pochissimo (per non dire niente) sull’asciutto e quindi entriamo con il classico assetto AM (Ad Minchiam…). Detto in parole povere, improvvisiamo un po’. E qui, l’esperienza dei “ragazzi” del team emerge prepotente: andiamo alla cieca ma non a caso. Max sa perfettamente come mi piace che funzioni una moto e anche se conosciamo poco o nulla la RC8R Track (che ha sospensioni differenti dalla versione stradale) non sbaglia.Entro in pista e faccio il giro di allineamento a cannone per capire come reagisce la moto: un giro sufficiente a chiedere un piccolo intervento sulla molla del monoammortizzatore (sprecaricata di due giri) e partire. La gara, per assurdo, è la cosa più facile del week end. Sono pronto a tutto, anche a prendere sberle in allungo dalle quattro cilindri presenti, a dover soffrire sui rettilinei per giocarmi qualche jolly in curva. Invece scopro che i rettilinei di Vallelunga non sono abbastanza lunghi perché io perda la scia della BMW di Carrieri.La RC8R Track potrà anche soffrire in allungo, non ha ovviamente i cavalli dei quattro cilindri (anche se 180 cv non mi sembrano proprio pochi), ma è leggerissima (170 kg), agilissima e ha la potenza dove serve. In uscita di curva il motore non lo aspetti, appena tocchi il gas scarica a terra 10 kg di coppia, fa subito strada.Le quattro cilindri non scappano anche perché con questa moto riesco a essere molto veloce in percorrenza. E un po’ è anche il mio nuovo stile di guida. L’anno scorso ho gareggiato nella Gladius Cup e guidare quella moto mi è servito molto, mi ha insegnato a scorrere. Con la Suzukina motore zero, si doveva entrare in curva alla disperata con velocità di percorrenza esagerate, un po’ come si fa con le 125. Questa cosa mi è rimasta e per fortuna è quello che ci vuole per essere efficaci alla guida di un bicilindrico.La pista non è perfetta e logicamente non sono del tutto a posto con l’assetto. Tuttavia le Bridgestone (che usiamo in mescola media Type3) hanno un grip esagerato, soprattutto la posteriore che tende a “spingere” molto e fa sì che la moto sia leggermente sottosterzante in accelerazione e tenda molto a impennare, anche in terza. È evidente che aver perso due turni di guida non ha permesso a nessuno di trovare il giusto bilanciamento; altrettanto evidente che io fortunatamente sono messo un po’ meglio di altri (grazie Max) perché dopo tre giri riesco a passare in staccata la BMW di Carrieri e ad allungare quanto basta per restare a distanza di sicurezza. Sono in testa e non ci credo! Max e gli altri si sbracciano dal muretto dicendomi di stare calmo. È quello che faccio per i restanti giri, godendo dell’impressionante agilità della KTM e del sound del motore che sembra girare perfino rilassato. Non mi prenderà più nessuno. La soddisfazione di tagliare il traguardo in solitaria non l’avevo ancora provata e, beh… è una bella soddisfazione.