KTM Trofeo Enduro 2012 2a prova Firenzuola

Tre giri per un totale di 105 km di gara. Il secondo appuntamento dell’enduro marchiato KTM fa tappa a Firenzuola, in provincia di Firenze, a pochi chilometri dal passo della Raticosa e della Futa

8 maggio 2012 - 8:05

Intro

Numero chiuso a 270 iscritti: questo è il dato più interessante della seconda tappa dell’Orange party, dove si mastica tassello condito di fettuccia e mulattiera. Arrivo a questa seconda trasferta motivato ma molto sicuro delle mie possibilità, oggettivamente poche, di fare una figura dignitosa, visto l’esito quasi catastrofico della prima gara in calendario ad Albenga; del resto se non ti alleni, non guidi e il massimo dello sforzo è pigiare sui tasti del computer, è già un buon risultato portare al parco chiuso la propria moto integra.

Andiamo con ordine: arrivo in piazza e sotto il municipio, davanti al castello, è stato allestito il village KTM. Non piove, anzi a sprazzi un caldo sole si fa spazio tra nuvole che non preannunciano nulla di buono. In molti continuano ad accarezzare i display degli smartphone alla ricerca di pagine web che promettano bel tempo, ma le premesse sono tutt’altro che buone, domenica è prevista pioggia. Infatti domenica mattina piove.

Questa volta, a differenza di Albenga, il Motoclub Pegaso è riuscito a organizzare un campo di gara con le classiche prove: una linea e un cross test o fettucciato; la prima sarà cronometrata due volte sui tre giri previsti mentre il cross test sarà cronometrato per ben quattro volte.  Il sabato pomeriggio controllo licenza, estenuante per l’attesa, verifiche tecniche e ispezione a piedi delle due prove. A causa di questo tutt’altro che lieve ritardo nella burocrazia e di una coda superiore all’ora per le verifiche di rito scelgo la strada più comoda e mi butto a testa bassa nel controllo delle zone cronometrate.

Il fettucciato, posizionato a poche centinaia di metri dal paese, è già stato teatro di diverse prove del campionato toscano e i “local” lo osservano con circospezione sapendo che, se dovesse piovere, alcune delle salite saranno come insaponate. Poco male, il percorso è bello, guidato al punto giusto, nessun punto difficile, ogni curva è ben visibile e si può scegliere la traiettoria che più si preferisce.

La linea invece è “balorda” al punto giusto: 2,7 km di mulattiera di fine qualità, con sassi parzialmente piantati e non troppo grossi. Si parte dal fiume e dopo una breve ed estenuante salita, con qualche variante per ridurre la velocità, si svolta secchi con gancio a sinistra che indica il cambio di terreno. Dal sasso al fango, dal duro appuntito alla malta, alla fatica e l’ingresso in canali con le pedane che si piegano e graffiano il fango.

Domenica. La gara

Naso all’insù per capire che cosa dice il tempo, ma le previsioni del giorno prima sono presto confermate. La giornata sarà scandita da scrosci prolungati nella zona alta del tracciato e qualche secchiata nelle zone cronometrate.  La premessa è sempre la stessa, corro per il piacere di condividere una passione, quella dell’enduro, che mi porta in profonde immersioni nella natura in moto; questa riflessione la faccio quando le mie ruote sono sulla griglia di metallo che annuncia il via della P.S.1.

Muscoli freddi e respiro corto. Non capisco come facciano gli altri piloti a dare subito il 100%. Innesto la seconda e parto per la mia prima prova cronometrata. Ho deciso di guidare pulito e rotondo, sondando il terreno che tiene bene, meglio di quanto pensassi; mi sforzo di contare le marce per non trovarmi in prima fuori dalle curve più lente. La mia Husaberg ha un motore pazzesco: penso ai due tempi di qualche anno fa e sorrido del fatto che questo dueemezzo riprende anche quasi a un regime da spegnimento. Ci sono contropendenze, salite ripide e ganci secchi che riportano a valle… fico! Me lo dico sorpassando un concorrente sostenuto dal tifo rumoroso di un gruppo di ragazzini che sbraita divertito.  Arrivo alla fine della P.S.1 e come al solito ho le braccia dure, questa volta sotto, mentre di solito si contrae tutto il resto.

Tra il Cross Test e la Linea la strada da percorrere è poca: riesco quasi a pensare che avrò ancora i muscoli caldi per la seconda prova. Ci credo al punto che decido di conservare tutte le energie per le sessioni cronometrate. La prima linea non è cronometrata, ed è utile per capire dove mettere le ruote, anzi dove non metterle.

La faccio breve. Ritorno al fettucciato dopo aver percorso il giro la cui lunghezza è di poco superiore ai 30 km. C’è margine per non consumare rapidamente le poche energie di cui dispongo: l’organizzazione ha fatto una tabella di marcia che lascia grande margine e soprattutto il tempo per recuperare forze e nel caso  sistemare la moto. Il tempo cambia, arrivano le nuvole, quelle vere, che portano acqua. Nessun problema rientrando nel fettucciato: il tempo scende, i muscoli rispondono e non cedono. Mi infilo rapido nel percorso di gara e corro verso la linea scontrandomi con la pioggia che ora cade decisa.

La linea è un disastro, ormai non c’è un millimetro quadrato di roccia asciutto, ma lo avevo messo in conto; stringo i denti e da vero neofita (o meglio cadetto, come si dice nell’enduro)  la percorro per il 90% del tempo seduto sulla sella e aggrappato al manubrio con le mani chiuse a tenaglia. La prima variante, voluta per rallentare quelli che danno il gas, mi spiazza. Sinistra, destra e sinistra, rientro nel tracciato e mi parte la ruota posteriore di traverso, l’anteriore si arrampica in verticale sopra un muretto a secco incastrandosi in una pianta. Perdo tempo, ma almeno non sono rovinato a terra… Non ce la farei a rialzare la moto, ma mi toccherà farlo il giro successivo, perché dopo la seconda curva della linea la Husaberg scarta e non riesco a dare la fatidica zampata. Pazienza.

Il meteo non ha mai preso una decisione sensata nell’arco della gara e, purtroppo, ha cambiato idea più e più volte. Alla fine tra freddo in altura e pioggia decisa, leggeri scrosci nella zona paddock, i piloti nelle diverse categorie hanno trovato condizioni differenti.

Questa domenica di maggio a Firenzuola si è conclusa nel modo migliore nonostante una pioggia fastidiosa nell’attesa di recuperare le moto dal parco chiuso. La Husaberg che mi sopporta con pazienza torna a casa con una bozza gigantesca sulla splendida espansione cromata: lo avevo messo in conto ma non si può dire lo stesso dell’invincibile Arnaldo Nicoli, che si occupa insieme al suo fido scudiero Luca Ghislandi della manutenzione della “mia” ragazza in blu e gialla.

Esito della classifica assoluta? 156esimo, la mia solita disastrosa posizione, a più di sette minuti e nove secondi di ritardo dal Malatesta vincitore dell’assoluta, ma fa parte del gioco!

Prossime date in calendario

27 maggio 2012 – Attiggio (MC), MC Artiglio.

10 giugno 2012 – Viano (RE), MC AMX

22 luglio 2012 – Priero (CN), MC Major Moto

23 settembre 2012 – San Marino , MC Titano

Per le classifiche clicca questo link:

http://www.ktmsportitalia.it/TrEnduro/classifiche.asp?ID=1444

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