Moto Guzzi V7 III, la terza generazione

Proposta in quattro versioni, la più accessibile e amata delle classiche Moto Guzzi mantiene l'eleganza e la semplicità di sempre, ma ha qualche cavallo in più ed è ancora più personalizzabile grazie a centinaia di accessori originali

8 novembre 2016 - 14:11

E sono cinquanta! La prima V7 infatti nacque nel 1967, a dimostrazione che per Moto Guzzi “classico” significa molto di più che “di tendenza”. La terza generazione di un modello di grande successo si evolve più in profondità di quanto l’aspetto faccia intendere. Finora proposta nelle tre note versioni Stone, Special e Racer, che secondo Moto Guzzi sono ora più facilmente distinguibili una dall’altra, la V7 III si arricchisce della nuova Anniversario, serie numerata di 750 pezzi.

Tanti gli interventi, a partire da ciclistica e motore. La prima sfrutta una coppia di ammortizzatori Kayaba regolabili nel precarico, vincolati al telaio con una incidenza superiore e quindi in grado secondo il costruttore di offrire una dinamica di funzionamento più progressiva. Cambia la zona anteriore del telaio e di conseguenza la geometria di sterzo. Nuova la sella, completamente ridisegnata e più bassa di 20 mm (da 790 a 770), integrata da pedane del passeggero a loro volta più basse e avanzate L’impianto frenante beneficia di una pompa freno posteriore con serbatoio integrato.

Il motore bicilindrico a V trasversale “small block”, ideato dall’ingegner Carcano nell’ormai lontano 1967 e poi evoluto sistematicamente fino all’attuale versione omologata Euro 4, si avvale di un basamento in alluminio irrigidito, ma anche della nuova coppa dell’olio e dell’albero motore progettato per ottenere inerzie differenti. Il sistema di lubrificazione si avvale di componenti pensati per ridurre l’assorbimento di potenza; tra le novità in questo comparto figurano il condotto di aspirazione della pompa dell’olio ridisegnato al pari della valvola di by-pass, nonché il ricorso a getti di lubrificante per raffreddare il pistone, gestiti da una valvola di controllo del flusso. Non basta: teste, pistoni e cilindri in alluminio sono del tutto inediti, pur a parità di valori per corsa e alesaggio (80×74 mm). Identica la cilindrata come la distribuzione ad aste e bilancieri con due valvole per cilindro, con queste ultime più inclinate nella testa. La potenza cresce da 48 a 52 cv, al pari della coppia che raggiunge 60 Nm, ma c’è una versione depotenziata per patente A2. Nuova la frizione monodisco a secco (diametro 170 mm), che dovrebbe essere più robusta e affidabile, con carico alla leva ridotto. Il cambio è quello della V7 II, con rapporti della prima e della sesta differenti (non sappiamo per ora se allungati o accorciati). Il nuovo impianto di scarico ha collettori a doppio tubo per migliorare l’isolamento termico e appare di maggior sezione.

Tanti gli interventi in grado di modificare l’aspetto della V7, senza tuttavia alternarne l’immagine tanto apprezzata. Si va dalla maggior dimensione delle teste al tappo del serbatoio modificato e diventato a vite (con serratura); dai fianchetti ridisegnati che celano alla vista gli iniettori; dagli specchi retrovisori più larghi di 40 mm per aumentare il campo visivo posteriore alla sella disegnata ex novo, passando per gli inediti indicatori di direzione. Nuova anche la strumentazione, composta da due elementi circolari analogici, completati da un piccolo display digitale che mette a disposizione informazioni utili come ad esempio la marcia inserita, oltre a consumi e contachilometri parziali; così per tre versioni (Special, Racer e Anniversario), mentre la Stone monta un solo strumento di grande diametro (100 mm), a sottolineare l’essenzialità del modello. Anche sulla V7 è possibile acquistare come optional la piattaforma multimediale sviluppata dal Gruppo Piaggio e qui siglata MG-MP, nata per per collegare lo smartphone alla moto oltre che per raccogliere interessanti informazioni d’uso. Della dotazione di sicurezza fanno parte l’ABS Continental a due canali e il controllo di trazione MGCT, su due livelli, disinseribile e in grado di essere ricalibrato nel caso in cui, per usura o cambio del modello, dovesse variare la circonferenza dello pneumatico posteriore.

Numerose le peculiarità delle quattro versioni. La V7 III Stone, proposta nella sola verniciatura nero opaco e senza cromature, può montare selle colorate (Nero Ruvido, Azzurro Elettrico, Verde Camouflage e Giallo Energico). La strumentazione è incentrata su un solo elemento circolare; i cerchi sono a razze, a differenza delle altre versioni che montano cerchi a raggi.

La V7 III Special è la più classica del lotto: fascia colorata lungo i fianchetti, cerchi a raggi con canale lucidato e mozzi neri, maniglione di appiglio cromato per il passeggero e sella con impunture sono elementi che ne accrescono l’eleganza; è proposta in Nero Inchiostro e Blu Zaffiro.

La V7 III Racer si distingue dalle altre versioni non solo perché è prodotta in serie limitata ma grazie ai semi mabubri, alla sella e alla colorazione Rosso Corsa di telaio e forcellone. A dispetto delle apparenze la Racer è biposto, dato che il coprisella si rimuove in pochi secondi. I fianchetti sono in alluminio anodizzato nero come le protezioni dei corpi farfallati; alluminio spazzolato per la tabella portanumero. Tra i numerosi componenti specifici la Racer annovera le pedane arretrate regolabili e ricavate dal pieno, mentre tra le novità tecniche figura la coppia di ammortizzatori Öhlins regolabili nel precarico della molla e nell’idraulica (compressione ed estensione).

Saranno soltanto 750 le V7 III Anniversario che usciranno dallo storico stabilimento di Mandello, unico sito produttivo mondiale di Moto Guzzi: basata sulla Special, vanta grafiche specifiche, elementi riportati dal pieno come il tappo del serbatoio del carburante, e ancora i parafanghi in alluminio spazzolato e i cerchi con canale lucidato e mozzi grigi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Kymco Agility 300i ABS: versatile e potente

Yamaha MT-125 2020, arriva il motore a fasatura variabile

KSR Group, un mondo a due ruote