MotoGP primi test Marquez al top, Rossi ce la fa?

Prima giornata di test a Sepang in Malesia che apre ufficialmente la stagione 2019 della MotoGP. Moltissima attesa soprattutto per i grandi cambiamenti annunciati a fine 2018. Focus dunque su tutti i protagonisti che partono in questa prima giornata con temperature che hanno raggiunto i 55 gradi sull’asfalto

6 febbraio 2019 - 18:41

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Ci siamo. E parliamo subito di numeri, di tempi sul giro, di piloti ritrovati e moto nuove. Molto nuove.
Marc Marquez torna in pista dopo l’operazione alla spalla, assente illustre è Jorge Lorenzo che sarà presente nei test in Qatar, è l’occasione per vedere anche in azione la nuova Yamaha M1 di Valentino Rossi e di Maverick Vinales. Ma grande attenzione è dirottata verso il team tutto italiano di Ducati, in queste ultime stagioni la miglior forza in campo contro Honda.

Parto con la prima domanda… Dovi ce la fa? Si dai a vincere?

Tempi: Marquez porta a casa un tempo di 1,59,621. Prima super prestazione realizzata girando decisamente poco: 29 giri contro la sessantina degli altri. Ma come da sua indicazione la sua forma fisica in questo momento non è al 100%. E meno male!
Vediamo la classifica che secondo me mostra uno scenario chiaro. Secondo a due decimi e mezzo Alex Rins, Vinales a tre decimi; poi Tito Rabat finalmente in sella e anche lui reduce da infortunio nella passata stagione, Petrucci e Valentino Rossi a poco più di 4 decimi. Altri italiani dovizioso ottavo, dodicesimo Morbidelli, quindicesimo Bagnaia decisamente attardato Iannone in 21 posizione con caduta in apertura di giornata.
Le prime sensazioni raccontano che con i risultati di oggi, primissimo giorno ritroviamo quello che abbiamo lasciato a fine campionato. Honda che si affida alla singola punta; del resto Marquez, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, dimostra di essere un marziano già oggi: spalla al 70% sale in sella, fatica comunque nella fase di frenata e di ingresso nelle curve di sinistra, compie pochi giri, stacca un tempo pazzesco e ha anche il tempo per capire in quale direzione andare per lo sviluppo della moto per il campionato.

E qui arriva la seconda domanda come facciamo a fermarlo? Ce lo chiediamo noi appassionati, se lo chiedono i piloti. Secondo voi chi può farlo?

Una bella conferma arriva da Suzuki con Alex Rins che pur sempre giovanissimo ma con ormai due anni di esperienza sulle spalle porta avanti lo sviluppo della GSX-RR. La moto di Hamamatsu sembra proseguire sulla giusta strada e in ottica 2019 sono convinto che possa essere protagonista in diversi appuntamenti, soprattutto dove sarà la ciclistica a rivestire un ruolo fondamentale. Le casse Suzuki sono piene zeppe di componentistica e le novità riguardano l’aerodinamica, l’elettronica, poi un differente scarico, impianto di raffreddamento e forcellone.
Tanti particolari per tutti da provare, tanti da scartare pochi davvero visibili osservando le prime immagini che sono arrivate da Sepang, a dimostrazione che il grosso lavoro è, natrualmente, sotto carena.

Cosa leggiamo dagli altri ufficiali? Yamaha  e Ducati?

Yamaha a Sepang la ricordate? Nel 2018 garona di Valentino Rossi francamente pensavo vincesse.. vabbé e allora da qui si riparte. I cambiamenti nel team di progettazione sembrano tutti azzeccati. I piloti sembrano soddisfatti del materiale, ve lo ricordo, oggi la classifica vede terzo Vinales e sesto Valentino rossi. Come migliorare? La yamaha M1 deve consumare meno la gomma posteriore, diktat per il 2019, ingegneri e team sanno dove lavorare: per scoprire le novità occorre entrare nel motore perché è stato forse uno degli elementi più deboli per la M1 che, a memoria stressava moltissimo la gomma posteriore e quindi non arrivava a fine gara. Valentino dichiara che il motore della sua M1 gli piace e potrebbe essere lo stesso per il Qatar, se così fosse sarebbe un problema in meno da gestire in fase di sviluppo. Mi chiedo se dopo una sola giornata di test sia già chiaro che quel motore è quello giusto… solo Rossi ha la risposta.

Ducati porta per la Desmosedici una nuova elettronica e nuove specifiche motore e una variante aerodinamica sugli steli della forcella per migliorare il raffreddamento del motore. Poi attenzione ai piloti. Fin da adesso a Danilo Petrucci è arrivata la richiesta di essere il più possibile nei primi 5.  La pressione la sente, ovviamente, ma le premesse sono più che buone perché tra lui e il Dovi c’è una buona atmosfera. Dovizioso fa il vero lavoro: compara telai per risolvere il problema a centro curva. Ce la faranno?

Piccola parentesi sugli altri ufficiali. KTM e Aprilia. Sono indietro, la Casa veneta più del previsto al punto che guardano con attenzione al telaio del 2017. Mentre in KTM l’arrivo di Zarco porta anche moltissimo materiale da provare che potrebbe disorientare i due piloti e impedirgli di trovare la strada giusta. Speriamo vivamente di vederli più in alto nei prossimi giorni.

Parentesi rookie dedicata a Francesco Bagnaia 15esimo che mi piace almeno quanto Morbidelli che con la Yamaha farà sicuramente bene.

E’ ovvio che un solo giorno di test non basta per avere un quadro chiaro della situazione anche perché manca Jorge Lorenzo. Però Honda è messa bene, Ducati si comporta come sempre, lavorando sotto coperta e poi sono sempre lì, sul podio. Mi fa ben pensare Yamaha, che sia l’anno della rivoluzione, più vicini a primi e finalmente consistenti.

Ultima domanda domani chi troviamo in pole?

 

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