MV Agusta Brutale 800

Lavoro senza sosta sulle sponde del lago di Varese. A un anno di distanza dalla nascita del motore “trepistoni”, MV Agusta lancia la Brutale 800. Agilità e potenza per una “quasi 1000” con il corpo da 600

Mentre tutti sul web cercano la nuova MV Agusta Rivale – che però al momento è solo allo stadio di prototipo e di cui non si hanno notizie fondate – la Casa della Schiranna spiazza tutti lanciando una nuova edizione della “brutalina” che poi tanto “ina” non è più, dato che il suo tre cilindri è arrivato alla soglia degli 800 cc. Un arrivo importante, questo, perché “vero” e attuale. Se per la MV Agusta Rivale dovremo aspettare ancora almeno un anno, la Brutale 800 sarà disponibile prestissimo dai concessionari.

L’operazione “800” non deve sorprendere: MV aveva dichiarato fin dall’inizio che il progetto tre cilindri era nato per poter essere declinato nelle due cilindrate 675 e 800, anzi possiamo dire che probabilmente il progetto è nato 800 per poi essere “ridotto”.

MV Agusta continua, quindi, ad allargare la propria gamma – e questo fa bene ai numeri, visto che grazie all’introduzione di F3 e Brutale Trepistoni ha incrementato le vendite anziché perderle come hanno fatto tutti- e l’arrivo della Brutale 800 dà anche un senso alla riorganizzazione della famiglia Brutale a 4 cilindri (di cui abbiamo parlato da poco) che ha visto la scomparsa della cilindrata 920.

Se quindi il compito di porta di accesso al mondo MV spetta sempre alla 675 (in listino a 8.990 euro), la Brutale 800 fa idealmente da “ponte” tra le due famiglie. Costa 1.000 euro netti in più della 675 (9.990, che diventano 10.390 nella versione EAS con quick shifter e 10.990 per la versione speciale Italia),  ma offre ovviamente maggior coppia e potenza, oltre a una dotazione migliore. Restano intatte tutte le doti tecniche di questo motore, a partire dall’albero motore controrotante, unicum tecnico assoluto che assicura un maggior feeling di guida, fino al sistema MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System) che consente il controllo e la gestione della piattaforma elettronica che sovrintende alla guida della naked MV Agusta. Sistema Ride by Wire multimappatura (con una mappa personalizzabile a piacimento) e controllo di trazione regolabile su 8 livelli sono della partita.  Per il nuovo tre cilindri – la cilindrata è stata ottenuta allungando la corsa da 46 a 54,3 mm – sono dichiarati 125 cv a 11.600 giri (limitatore a ben 13.000) con una coppia di 81 Nm a soli 8.600 giri.

Guardando i numeri e aggiungendo il dato del peso a secco (167 kg, anche se ci piacerebbe che tutti iniziassero a dare i pesi in ordine di marcia come ormai fanno i costruttori giapponesi)  si capisce come la dichiarazione di MV “l’agilità di una 600 con le prestazioni di una 1.000” non sia affatto lontana dalla verità, soprattutto considerando il rapporto peso/potenza.

La ciclistica, ovviamente è in comune con la 675 con il telaio misto traliccio/alluminio, l’immancabile monobraccio posteriore e lo scenografico scarico triplo sul lato destro, che ormai sta diventando un marchio di fabbrica di MV ancor più delle canne d’organo della F4. Rispetto alla 675 la MV Agusta Brutale 800 offre qualcosa in più a livello di sospensioni con la forcella (steli da 43 mm) e monoammortizzatore  che offrono la classica terna di regolazioni (precarico molla, estensione, compressione).  Freni? Una garanzia firmata Brembo, con il doppio disco anteriore da 320 mm e impianto completamente radiale.  

In un momento in cui sarebbe più facile a starsene con le braccia conserte ad aspettare tempi migliori, MV va “a gas spalancato”. Ci vuol coraggio e forse anche quel pizzico di follia che a MV non è mai mancata, ma i numeri stanno dando ragione a Castiglioni e Bordi. Il che non può che farci molto piacere.