Nata per soddisfare i (costosi) desideri di un non meglio specificato “giovane uomo d’affari giapponese”, la F4Z è stata sviluppata da Zagato sulla base della MV Agusta F4 attualmente in listino. Considerata la sostanziale diversità estetica, non sorprende che sia stato necessario modificare alcune parti della moto di partenza: condotti d’aspirazione, serbatoio del carburante, batteria e impianto di scarico. Molto estese le superfici della carrozzeria, composta da poche parti e ovviamente costruita con materiali di pregio.

La MV Agusta F4Z, oltre a costituire un riuscito esercizio di stile, ha il merito di riportare sulla bocca dei motociclisti il nome dell’azienda italiana, che sta attraversando un periodo di profonda incertezza. Dopo le difficoltà nel rapporto con l’azionista di minoranza AMG, che hanno portato alla sostanziale fine di quella che sembrava una partnership molto promettente, si guarda alle prossime settimane nella speranza che venga reso noto un piano di rilancio, l’ennesimo di un percorso industriale quanto mai accidentato.