In MV Agusta si stanno dando un gran daffare per allargare quanto più possibile la gamma. Dalle due moto di qualche anno fa, siamo passati nel 2012 a due famiglie intere, caratterizzate dall’essere equipaggiate con due motorizzazioni. C’è la famiglia delle 4 cilindri (F4, Brutale) e quella delle tre cilindri (F3, Brutale 675). Proprio quest’ultima in particolare, sembra essere quella che un domani avrà più ampie possibilità di sviluppo.

Intelligentemente, in MV Agusta hanno, infatti, già strutturato il motore 675 perché possa crescere fino alla soglia degli 800 cc, cilindrata che per MV aprirebbe nuovi scenari e consentirebbe di allargare ulteriormente la gamma. Ma a questo punto perché fermarsi alle sportive e alle naked quando le moto che si vendono sono altre?

Ecco perché agli uomini della Schiranna potrà interessare sicuramente questo concept realizzato dagli studenti dello IED di Torino partendo da una F3 spogliata (in pratica la piattaforma tecnica, motore, telaio sospensioni ruote). Lo studio mostra bene in che modo questa base possa essere reinterpretata:  il risultato lo avete sotto i vostri occhi e si chiama Tricruiser.

Gli studenti torinesi si sono messi d’impegno e hanno creato una crossover nel senso stretto del termine, ovvero una moto da “turismo” sullo stile della Kawasaki Versys o della Triumph Tiger 1050 o della Ducati Multistrada.

Manubrio rialzato, carenatura accennata, la MV Agusta Tricruiser sarebbe una perfetta “Multistrada” (prima o poi Ducati chiederà i diritti per l’uso di questo nome) targata MV. A questo punto la palla passa a voi che leggete: che cosa ne pensereste di una “adventure” bike MV con motore tre cilindri 800? Snaturerebbe lo spirito del marchio? O sarebbe una moto sensata? Parliamone sulla nostra pagina di Facebook.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali”) e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?