Piaggio Liberty 2016. Cambia tutto ma è sempre lui

Pietra angolare di Piaggio, il nuovo Liberty condivide con il vecchio il nome e poco più. Rivisti motore, ciclistica e linea ma è sempre lui ed è pronto al passaggio dello scettro.

8 febbraio 2016 - 12:02

Tutti vorrebbero avere fra le mani un prodotto vincente, pochi vorrebbero trovarsi nella situazione di doverlo rifare. Rifare vincente, ovvio… Quando poi si tratta di un prodotto che combatte in una fascia di prezzo dove 70 euro (non è una cifra a caso…) possono spostare la decisione di acquisto, il compito è ancora più arduo.

Il nuovo Liberty è stato sviluppato seguendo tre direttive: guidabilità, abitabilità, sicurezza. La prima ha portato a rinnovare i propulsori, ora più dolci e lineari nell’erogazione, così da ovviare a quel percepibile on/off che caratterizzava il modello precedente e che, soprattutto nel traffico, alla lunga infastidiva. Con un occhio ancora alla guidabilità, ma l’altro alla sicurezza, è stata ragionata la nuova ciclistica, forte di una ruota anteriore da 16″ e da quote più “svelte”, ma anche l’adozione dell’ABS sulla versione da 125 cc, per la quale non vi era comunque l’obbligo di legge.

Alla ricerca dell’abitabilità e del comfort mirano invece soluzioni come l’ampliamento del vano sottosella a 17 litri, in grado di ospitare un casco jet, il raddoppiamento dello spazio del controscudo, la sella più ampia, l’accogliente pedana del guidatore e quelle, estraibili, per il passeggero e lo scudo che regala più spazio alle gambe e maggiore protettività all’aria.

Le motorizzazioni del nuovo Liberty sono le classiche 50, 125 e 150 cc, tutte con la distribuzione a 3 valvole che caratterizza la famiglia iGet, come spiega Andrea Benedetto (direttore sviluppo prodotto del Gruppo Piaggio) “Abbiamo introdotto un concetto nuovo di modularità su un “hardware” di base… È una nuova architettura globale di motore che potrà essere declinata in diverse configurazioni di distribuzione e poi con raffreddamento sia a liquido sia ad aria, con potenze dai 6 ai 12 kW, così da coprire una gamma molto ampia di esigenze di mobilità pronti alle normative future sulle emissioni, che ovviamente saranno sempre più severe. Si riducono ulteriormente consumi ed emissioni grazie al lavoro sugli attriti e sulla ottimizzazione della combustione con nuovi sistemi di iniezione”. Sono motori che promettono consumi da riferimento: per il cinquantino si parla di 58 km/l alla velocità costante di 40 km/h, che diventano 57 per le cilindrate maggiori!

Il nuovo Liberty può contare anche su una lunga lista di accessori funzionali come parabrezza, cupolino, bauletto, antifurto meccanico, telo coprigambe e tappetino in gomma. Ma anche tecnologici, molto apprezzati dagli utenti più smart: antifurto elettronico, kit ricarica USB, Bike finder, Piaggio Sound System (per dialogare con diversi dispositivi via Bluetooth, per riprodurre suoni e musica, oppure dare voce a dispositivi multimediali informativi) e Piaggio Multimedia Platform (il sistema multimediale che consente a Liberty di dialogare con lo smartphone visualizzando sullo schermo tutte le informazioni relative al viaggio e al comportamento dello scooter, tramite un’App gratuita).

Saranno due le configurazioni disponibili: la classica standard, proposta nei colori Bianco Perla, Blu Midnight e Marrone Etna, e la più sportiva “S”, che si distingue per le colorazioni vivaci Rosso Ibis e Grigio Titanio Opaco, per i cerchi ruota, il portapacchi e gli specchietti neri e le cuciture rosse delle sella.

I costi? Dai 2.020 euro del 50, ai 2,390 euro del 125, fino ai 2.490 euro del 150 standard. Prezzi che  crescono di 100 euro nell’allestimento “S”.

Difficile pensare che questa nuova generazione di Liberty fatichi a replicare il successo di quella che l’ha preceduta. Tutto sembra preludere a un buon risultato di critica e pubblico e ne sono convintissimi anche in Piaggio:”Il nuovo Liberty è stato rifatto integralmente, migliorando le sue caratteristiche e prestazioni in tutti gli ambiti”, dice Andrea Benedetto, “più comfort con più spazio a bordo, vano casco più grande, un’ergonomia migliorata sia per il guidatore sia per il passeggero e più prestazioni motoristiche…”.

Motori più gustosi. Le due versioni che abbiamo provato sono il 125 e il 150 cc. Con il primo abbiamo fatto la passerella sul lungomare fra Forte dei Marmi e Viareggio, 13 chilometri dritti come un fuso, con  una manciata di semafori e un cavalcavia di 100 metri che salta la Fossa dell’Abate. Una volta a Viareggio, simulazione di traffico cittadino fra le bancarelle del mercato e all’imbarcadero e poi inversione di rotta. Non certo un test massacrante… però sufficiente per rendersi conto del passo in avanti compiuto dal nuovo Liberty. Piaggio dichiara un incremento di potenza di ben oltre il 10% rispetto alla motorizzazione della precedente versione, a fronte di una riduzione dei consumi del 16%. Se, in quanto a potenza, posso confermare che ce n’è davvero di più, voglio sottolineare che anche l’erogazione del nuovo motore iGet è più lineare e godibile, cosa non da poco per uno scooter nato per essere guidato a singhiozzo fra le auto…

Per la prova del 150 cc mi sono invece ammutinato: meritava di più. L’ho sottratto dal parcheggio dell’albergo e sono scappato verso le montagne a ridosso dell’autostrada. Dopo qualche chilometro di veloce statale mi sono fatto guidare da un cartello curioso che segnalava il comune di “Strettoia” e poi, una volta raggiunto il paesino, ho ceduto a un altro cartello che indicava “Agriturismo L’Altra Donna” ma, soprattutto, al triangolo bianco bordato di rosso con scritto “Pendenza 30%”. Ho puntato la stradina e ho cominciato ad arrampicarmi curioso di vedere come se la sarebbe cavata il Liberty… Fondo sconnesso e strappi che il Mortirolo sembra un cavalcavia. Due chilometri e mezzo di tornanti e scorci mozzafiato sulla pianura e il mare che si abbassavano sempre di più. Beh, prova superata alla grande: sul 150 la potenza è salita a 9,6 kW a 7.750 giri, con una coppia pari 13 Nm a 6.500 giri, e le promesse di brillantezza e piacere di guida sono state mantenute. Il motore scatta, spinge, ha una bella “schiena” ed è performante sia quando si tratta di girare a tutta e costante in superstrada, sia quando gli chiedi di farti divertire e tirarti fuori rapido dai tornanti.

Ciclistica riuscita. Abbiamo detto che anche telaio e sospensioni sono nuovi, così come la ruota anteriore, cresciuta di un pollice e ora da 16″ di diametro. La differenza si sente: su entrambe le versioni si apprezza il buon equilibrio fra stabilità, soprattutto in velocità, e maneggevolezza. La maggiore rigidità del telaio e la nuova geometria della forcella hanno dato buoni frutti e anche l’agilità fra le auto continua a essere ottimale. Personalmente ho trovato troppo secca la risposta del retrotreno, con l’ammortizzatore che potrebbe lavorare un po’ di più, soprattutto nella prima parte della sua corsa. Soddisfacente anche la frenata, supportata dell’ABS by Bosch, pronta, modulabile e costante (non ha dato segni di affaticamento nemmeno dopo la discesa dallo Zoncolan versiliese…).

Tanto spazio. Pollice alzato per l’abitabilità, molto migliore rispetto al passato, anche per uno spilungone come me che si trovava con le ginocchia quasi addosso allo scudo e il manubrio che nelle curve strette ci incocciava sovente. Comoda la sella, che finalmente nasconde un vano sufficientemente ampio per riporre un “vero” jet, e pratico anche il nuovo controscudo, nel quale si può avere l’indispensabile presa Usb. Ridisegnato all’insegna dell’ergonomia anche il manubrio, che contribuisce alla buona posizione di guida, centrata e naturalmente bilanciata.

Vincente. A questo punto, trarre le conclusioni è piuttosto semplice. Motore ok, ciclistica pure, piacere di guida idem, efficacia e prestazioni all’altezza delle aspettative, look riuscito, prezzo in linea con i concorrenti: complimenti allo staff che ha rifatto il Liberty. La prossima volta, però, fatecelo guidare a casa sua…

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