Andrea Iannone sentenza shock: quattro anni di stop

È quanto stabilito dal TAS di Losanna, che ha appena condannato Andrea Iannone per doping (positivo al drostanolone) respingendo il ricorso fatto dal pilota italiano in forza al team Aprilia MotoGP contro la sospensione inflittagli dalla CDI (Corte Disciplinare Internazionale) della FIM

Alla fine ha perso il pilota. O il ragazzo? Facciamo entrambi. Quale di più fra i due lo saprà solo lui, in cuor suo. Mentre l’opinione pubblica sportiva – ma anche quella popolare, vista la notorietà del personaggio acquisita a colpi di gossip – sarà, come capita sempre in questi casi, spaccata in due, schierata con il Maniac Joe pilota o con l’Andrea in versione tronista (inteso come look e mondanità): l’inguaribile sciupafemmine con cv da campione del mondo.

Sta di fatto che il motorsport, in generale, e il motociclismo, italiano nello specifico, si vede togliere di scena un talento riconosciuto all’unanimità. E ciò, per chiunque, anche i suoi detrattori, moralisti, rosiconi, tutti, è incontestabile. Un vero peccato, considerando che i tempi della condanna, quattro anni a partire dal 17 dicembre 2019, metteranno molto probabilmente Iannone pilota fuori dal giro che conta. 

La sentenza del TAS

La sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna è arrivata come una inarrestabile ghigliottina: il pilota ufficiale Aprilia si può dire, a malincuore, che abbia il percorso agonistico professionale quanto meno compromesso. Ovvio che nessuno gli potrà impedire di rimettersi in gioco e tornare a correre nel 2024… ma a quel punto il bell’Andrea avrà tipo 35 anni, una fascia d’età che ad alti livelli è generalmente considerata in parabola discendente, eccezion fatta per uno. Valentino Rossi, ovviamente: il tavulliese, infatti, ha ben dieci anni in più del pilota di Vasto e corre ancora per la top five (mal che vada ten), della massima categoria del motociclismo.

Ecco, potrebbero essere proprio le straordinarie prestazioni del 46 a illuminare di speranza il lunghissimo fermo forzato a cui Iannone sarà costretto. Sì, ma adesso il VR nazionale non è più vincente, direte voi. Vero, ok, ma si tenga presente che nel 2015, ovvero a 36 anni, Rossi si è giocato il titolo, il più contestato della storia del Motomondiale, fino all’ultimo centimetro dell’ultima gara. Quindi l’anagrafe potrebbe non rappresentare una barriera, considerando anche la straordinaria forma atletica di Iannone, ben più forgiato rispetto a Rossi. Semmai… ci sarebbe da capire, seppur impossibile da prevedere, se ad Andrea rimarranno la voglia, l’amore per la moto (principale motivazione di Rossi), la perseveranza di aspettare. Certamente, un colpo così azzererebbe il desiderio, la fantasia, anche al più infoiato motociclista del pianeta. 

Di buono c’è che Iannone ha un carattere irriducibile, figlio anche di una personalità rara. Noi siamo sicuri che, in qualche modo, rimarrà a galla come personaggio, che sia sportivo o pubblico. Se poi gli resterà la voglia di correre in moto o meno, lo dirà il tempo e dipenderà soprattutto dalla sua passione per le due ruote. Oltre che dalla forza d’animo. Il suo eventuale rientro nelle competizioni, in qualsiasi categoria o classe, sarebbe comunque un evento mediatico epocale. Per la cronaca, comunque, l’episodio risale al 17 dicembre 2019, quando venne trovato positivo (drostanolone) a un controllo antidoping effettuato il 3 novembre precedente, in occasione del GP di Malesia. Il 17 aprile di quest’anno, in primo grado, al pilota dell’Aprilia erano stati inflitti 18 mesi di stop (sino al 16 giugno 2021). 

Corsa al sostituto

A questo punto il fatto apre ufficialmente la corsa al sellino della seconda RS-GP da schierare nel 2021. Perché per le rimanenti due gare di questa incredibile stagione, fra le meno scontate e prevedibili alla nostra memoria, si sa che il posto lo ha preso il buon Lorenzo Savadori, sostituto di Bradley Smith dallo scorso weekend: sull’argomento specifico e le sue aspettative per la prossima stagione, il ventisettenne campione italiano SBK ha parlato nella recente intervista che ci ha concesso proprio alla vigilia del suo primo GP di Valencia, dove ha preso razionalmente le misure alla moto (e anche dell’asfalto, purtroppi). Se ve la siete persa, merita: perché si racconta come è Lorenzo, ragazzo della porta accanto gettato fra le star del firmamento MotoGP.  In ogni caso, e comunque andrà… in bocca al lupo ad entrambi, Lorenzo e Andrea, diametralmente opposti come carattere, ma legati da un insolito destino incrociato.