Prova Benelli TNT 1130 R 160

Costa 14.900 euro f.c. la più potente e suggestive delle Tornado Naked. L’ammiraglia Benelli che punta sulla sportività essenziale e senza compromessi, di pura scuola italiana. Dedicata a chi non ama le raffinatezze delle supersportive moderne, richiede esperienza per essere gustata al limite

Sempre più tre cilindri: la tendenza tecnica del momento privilegia un frazionamento che in Benelli ben conoscono, e da tempo. L’azienda pesarese, ma di proprietà cinese, vive da anni sospesa tra il definitivo rilancio e una timidezza d’intenti che sorprende. L’impressione, infatti, è che alla proprietà interessi di più vendere scooter e biciclette elettriche invece che moto, ormai non più recentissime per progettazione ma ancora capaci di entusiasmare gli appassionati, in particolare tutti quelli, e non sono pochi, che amano le sportive all’italiana, rudi ed efficaci. La TNT R 160, che per esteso si chiama Tornado Naked Tre R 160, è cattiva, anzi rabbiosa, con i suoi (quasi) 160 cv di potenza massima e un rumore, dallo scarico e dalla distribuzione, così fragoroso da non lasciare dubbi sulle sue reali intenzioni. Fatta per andare forte, molto forte, esige mani esperte per essere condotta, o per meglio dire domata…RIDEDimenticate la dolcezza d’erogazione delle più recenti sportive. La risposta al gas filtrata dall’elettronica del Ride-By-Wire. O ancora, l’immediata familiarità offerta dalla ciclistica. No, la TNT è di un altro pianeta. Un pianeta per uomini duri, per gente che ha fatto la gavetta (motociclistica, s’intende…) e che ha guidato un po’ di tutto. La Tornado Naked Tre, infatti, richiede esperienza, soprattutto se si punta a sfruttarne tutto il potenziale, costituito essenzialmente dal motore generosissimo ai medi regimi e dalla ciclistica solida e prevedibile nelle risposte. Dotata di sospensioni professionali – forcella Marzocchi con steli di 50 mm di diametro e monoammortizzatore ZF Sachs – la TNT R 160 ha recentemente guadagnato sontuose e potenti pinze monoblocco Brembo, oltre a vantare tre misure omologate per lo pneumatico posteriore: 190/50 di primo equipaggiamento, 180/55 e 200/50.La frizione a secco, nascosta da una delle numerose parti in fibra di carbonio, è dotata di un anti-saltellamento efficace; il cambio è abbastanza preciso. La TNT può contare su un avantreno molto solido, che va indirizzato con decisione ma che ripaga garantendo coerenza direzionale e precisione. L’interasse molto ridotto (1.443 mm) favorisce i cambi di direzione, che però non stupiscono per rapidità: è sempre necessaria, infatti, la determinazione del pilota per sfruttare al massimo una moto che è indiscutibilmente dedicata ad appassionati esperti e probabilmente un po’ nostalgici. Sarebbe bello, in realtà, vedere presto un nuovo tre cilindri e un’inedita TNT R, capaci di restituire a Benelli un ruolo da protagonista, quanto meno nel segmento delle moto italiane più tradizionali e affascinanti. Quelle, insomma, che non passano mai di moda.Foto Simon Palfrader

 

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