Prova BMW R 1200 GS Rallye 2017

28 aprile 2017 - 17:04

Non è la prima volta che BMW utilizza la dicitura Rallye per la sua GS: accadde già nel 2013, quando fu una vistosa versione Rallye con telaio rosso e colori Motorsport a celebrare l’uscita di scena del motore ad aria. Ora la dicitura torna in auge sulla BMW R 1200 GS Rallye, che per la prima volta nel 2017 si sdoppia.

Nel tempo, infatti, gli utilizzatori “tipo” della GS si sono distanziati in modo marcato. C’è “l’urbano” spinto, che indossa la GS con scarpa scamosciata e vestito elegante, e l’avventuriero che con la Boxer di Monaco parte per il giro del mondo. Due utenti che a volte coincidono ma potrebbero anche volersi differenziare. Perché differenti lo sono realmente, per look, attitudine mentale e atteggiamento. Perché non andargli incontro e offrireuna moto più vicina alle esigenze di ciascuno? La BMW R 1200 GS Rallye nasce per questo, affiancandosi alla versione “tradizionale” (ora battezzata Exclusive), e ostentando una maggiore attitudine all’off road. Una scelta, quella di moltiplicare i modelli, che segue un sentiero che qualche concorrente ha tracciato in passato. Meglio non lasciare troppo spazio ai competitor…

Le novità del motore della BMW R 1200 GS Rallye riguardano l’adozione degli accorgimenti per rientrare nella normativa Euro 4 (che non ha inciso sulla potenza massima dichiarata in 125 cv) e l’arrivo degli ultimi aggiornamenti di elettronica. Cambia la trasmissione, modificata con un nuovo parastrappi sull’albero del cambio, alberi del cambio e attuatori modificati.

Le sospensioni Dynamic ESA conquistano il titolo di “Next Generation” e ora hanno un sistema di compensazione automatica dell’assetto, con variazioni di settaggio in tempo reale secondo il fondo, stile di guida e carico. In sostanza sparisce dai comandi dell’ESA anche la preselezione del carico della moto (passeggero, coppia, con o senza bagagli), perché il sistema “legge” in autonomia peso e carico, adattando l’assetto in maniera automatica. Si aggiunge il sistema Hill Start Control di ausilio alla partenza in salita.

La vera novità è sicuramente la BMW R 1200 GS Rallye. BMW ha pensato a un vestitino molto aggressivo, sottolineato da grafiche sportive, dal cupolino basso e dalle ruote a raggi. Ma non è tutto: la nuova ergonomia del serbatoio migliora la guida in piedi, la sella è monopezzo e consente di muoversi longitudinalmente (oltre ad essere decisamente più bella), si aggiungono maggiori protezioni per radiatore, motore e telaio; le pedane sono quelle larghe della Adventure, da cui evidentemente la Rallye attinge un po’ di elementi tecnici.

La taratura delle sospensioni è specifica per la BMW R 1200 GS Rallye, cambiano le escursioni delle ruote (maggiori con le sospensioni Sport), con il risultato cha la Rallye è la GS più sportiva di sempre. Ovvio che una bella coppia di pneumatici tassellati (ordinabili di serie) sarebbero il perfetto contorno di un piatto principale che appare già gustoso. Sicuramente adatte alla bisogna sono le mappature aggiuntive (optional) Dynamic Pro ed Enduro Pro, che amplificano ulteriormente le potenzialità dell’elettronica di controllo sfruttando la piattaforma inerziale, presente sulla GS dal 2016. Nella modalità di guida “Pro” si attiva la funzione di luce dinamica del freno quando si compie una frenata di emergenza.

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RIDE
Sella dritta, ma i piedi toccano meglio a terra. Sospensioni “morbide”, apparentemente più di quelle della GS stradale. La BMW R 1200 GS Rallye vista dal vivo, lontano da fotografie ufficiali con triste sfondo grigio, fa una gran bella figura. La colorazione è vistosa ma azzeccata e secondo me rende giustizia alla linea spigolosa della maxi enduro di Monaco.

Novità eclatanti, ovvio, non ce ne sono: anche vestita da Rallye la GS non cambia carattere, manifestando equilibrio e reattività, con il risultato di cercare la strada più lunga per tornare a casa. Gli ultimi aggiornamenti smussano altri piccoli spigoli e portano a migliorare la vita a bordo. L’automatismo che “legge” il peso a bordo e adatta l’assetto in funzione del carico è una indubbia comodità, anche se mi e parso di rilevare per la Rallye un assetto generalmente più morbido di quello che ricordavo. Questa sensazione è avvertibile anche quando si seleziona l’assetto più rigido del Dynamic ESA.

Chiedete a qualsiasi possessore perché ami così tanto la GS e probabilmente vi risponderà che è una moto “facile” e “comoda”. Ed è proprio così, l’intuitività e il comfort della maxi enduro BMW sono tra i suoi punti di forza. La BMW R 1200 GS Rallye non smentisce questo assunto. Il cupolino è più basso, il che limita la protezione ma questo è vero solo parzialmente, perché alla fine il riparo dall’aria resta di buon livello se si sceglie di tenerlo nella posizione più alta tra le due disponibili. E questo non impedisce di tenere medie autostradali importanti. Ottimo.
Il nuovo motore Euro 4 ha cambiato leggermente carattere non tanto nella risposta ai bassi e medi quanto nella salita di regime, che è leggermente meno lineare quando la lancetta del contagiri lavora attorno ai 5.000 giri. Niente di così evidente, perché il temperamento del boxer “liquido” resta brillante e la mappatura Dynamic, perfezionata nel corso degli anni, ora è piacevolmente grintosa da utilizzare. Se in passato era la “Normal” la mia preferita, oggi cedo spesso alla Dynamic, apprezzabile anche per l’assetto quando si guida veloci su strada.

Tra le cose della BMW R 1200 GS Rallye che mi piacciono c’è il cambio elettronico bidirezionale (ottimo) e un’elettronica di controllo che si è fatta più raffinata. E in fuoristrada? La GS andava bene anche prima, ma con questo equipaggiamento, il nuovo serbatoio e la sella che concede maggiore libertà di movimento la Rally passa a un livello superiore, che può crescere ancora se si sceglie il pacchetto di sospensioni sport (luce a terra +20 mm) con cui la proveremo presto. Mi viene da dire che fatto il primo piccolo passo – la Rallye è considerata da BMW un allestimento, più che un modello a sé stante – a Monaco potevano fare un salto. Una vocazione off ancora più spinta? La forcella tradizionale? La ruota anteriore da 21″? La strada della differenziazione ormai è stata tracciata, si tratta solo di premere un po’ sull’acceleratore. E sono certo che una GS così…

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