Prova BMW R 1200 GS Rallye

I colori sul serbatoio sono quelli del mondo Motorsport –la costola sportiva di BMW- e ricordano la prima GS nata nel 1980. Il resto è una storia nota che racconta di viaggi, guida inimitabile e successo nelle vendite

20 giugno 2012 - 10:06

Tutti ormai sanno dell’imminente arrivo della ormai famosa GS “liquida”; tutti sanno già praticamente tutto avendo visto alcuni spy shot che la ritraggono nei test di collaudo. Il futuro è dunque alle porte, eppure la R 1200 GS continua a piacere e soprattutto a vendere e i numeri sono incredibili. BMW lo scorso novembre ha presentato quella che con ottime probabilità sarà l’ultima edizione con il motore raffreddato ad aria e olio scegliendo particolari estetici che ci riportano a un passato di emozioni e di successi.

LIVE
Il telaio di un rosso – battezzato magma red – che colpisce contrasta con il bianco candido – white alpine – del serbatoio e poi dettagli che spaziano dal nero del serbatoio al grigio in due tonalità a vestire forcellone e dettagli del motore. Questa è la nuova R 1200 GS edizione Rallye, una buona occasione per rinfrescare una gamma di colori della grossa enduro tedesca da sempre votata a cromatismi poco appariscenti. Una pennellata di colori vivaci che la annovera di diritto nella lista esclusiva delle edizioni speciali. La GS fa moda anche quando non c’è nulla di nuovo da aggiungere dal punto di vista tecnologico e lo fa così bene che anche questa versione ha riscosso un successo di vendite quasi inaspettato.

Indubbiamente la colorazione Rallye contribuisce ad alimentare il sogno di viaggio e avventura; il pensiero rivolto al Continente Nero rimane saldamente ancorato nella mente di chi sceglie la bicilindrica tedesca come compagna di vita. Proprio il bicilindrico, ormai una vecchia conoscenza, continua a essere il cardine del progetto: boxer con distribuzione bialbero a valvole radiali da 110 cavalli e 120 Nm di coppia e limitatore posizionato a 8.500 giri.

RIDE
R 1200 GS Rallye rimane fedele al concetto GS, del resto non potevamo pensare a una versione “transitoria” nel momento in cui tutte le risorse umane e tecnologiche di BMW sono dedicate alla GS che verrà e su cui inevitabilmente c’è una altissima aspettativa. Quindi non è il caso di aspettarsi nulla di più di quello che viene già ottimamente offerto sul piatto di portata. A chi fosse digiuno dell’argomento possiamo raccontare che, nonostante la mole di 229 kg in ordine di marcia con serbatoio pieno, la grossa enduro di BMW si guida con sorprendente facilità e buona parte del merito risiede proprio nel motore boxer che abbassa il baricentro e offre un’erogazione buona praticamente già dal minimo. In sella si sta comodi, molto comodi nella guida stradale, ma sorprendentemente si sta ancora meglio in quella offroad soprattutto se si ruota leggermente il manubrio in avanti e ci si ricorda di togliere le protezioni in gomma delle pedane.

La ciclistica della Rallye è quella che già conosciamo e che nuovamente, con piacere, ci apprestiamo a sollecitare soprattutto nella guida fuoristradistica. L’avantreno conserva l’ormai classica struttura del Telelever e posteriormente il forcellone sfrutta il sistema Paralever il tutto supportato dall’ESA (optional) di seconda generazione che regola elettricamente la taratura delle sospensioni su quindici diverse opzioni adattandola sia alla guida sia al carico che dovrà sopportare.  

Dal punto di vista dell’accessorio questa Rallye che abbiamo in prova è full! ESA II per le sospensioni, ABS disinseribile per affrontare il fuoristrada, ASC che controlla la trazione della ruota posteriore e ovviamente borse rigide per stivare di tutto anzi di più. Naturalmente questi dettagli fanno inevitabilmente lievitare il prezzo d’acquisto ma riteniamo questi particolari, soprattutto i primi, indispensabili per la sopravvivenza nel traffico metropolitano.

Cosa mi piace della GS Rallye? Indubbiamente la sua guida, coinvolgente sull’asfalto benché la ruota anteriore non comunichi in modo diretto con chi stringe il manubrio, ma del resto questa è da sempre una caratteristica della sospensione Telever: bisogna fidarsi! Già perché quella ruota da 19 pollici di diametro alla fine può fare cose sorprendenti e sull’asfalto fa sì che poche moto possano rivaleggiare con l’agilità e la guida della GS.

Per sentirmi un po’ più globetrotter ho fatto esplicita richiesta di una coppia di pneumatici tassellati Karoo (T) della Metzeler. Il fango e la polvere non spaventano la GS che proprio in questo contesto mostra apertamente la sua vocazione. Con lei si guida d’istinto e di pancia! La salita più impervia deve essere aggredita con brio e marcia lunga, in piedi sulle pedane e con la mentoniera del casco che morde il parabrezza; si deve sfruttare l’inerzia di una rincorsa anche se breve per puntare e arrivare diritti alla vetta. Per ottenere il meglio da lei però dobbiamo rinunciare all’elettronica, niente ABS e niente Traction Control perchè altrimenti  i singhiozzi del taglio di potenza impediscono alla ruota posteriore di girare veloce e mordere anche la più piccola cuspide e in discesa nel “brutto” per fermarsi le ruote devono potersi bloccare e incidere la ruvida terra.

Cosa non mi piace? Poche cose. Indubbiamente i cerchi color alluminio e non bruniti come nei precedenti modelli, ma sappiamo bene che la scelta estetica è voluta per assecondare l’utente che la porterà fuoristrada: sassi e terra non possono fare altro che rovinare la verniciatura. E poi lo scarico, tanto coinvolgente i primi chilometri per quel sound pieno e dalle tonalità basse e profonde, quanto fastidiosamente presente (troppo) quando la convivenza diventa di fatto un matrimonio.

Prezzo base della BMW R 1200 GS Rallye 16.540 euro, la versione del nostro test vale quasi 19.600 euro… ma a questo punto non le si deve chiedere più nulla!

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