Prova CRP Energica Ego

Primi chilometri in sella all’Energica EGO, la superbike italiana elettrica omologata. Potente e ben bilanciata, riesce a divertire a emissioni e rumore zero. Costerà 25.500 euro

23 maggio 2014 - 14:05

Si parla tanto di moto elettriche, ultimamente, ma sebbene l’argomento susciti molta curiosità quello della trazione elettrica sembra essere un “problema” che non ci riguarda, un mondo ancora molto lontano.

Poi di punto in bianco arriva un momento in cui ti ritrovi seduto su una di queste moto, pronto per provarla su strada, comprendi che la realtà è un’altra e questo mondo è meno lontano di quel che si pensi. La moto in questione è la Energica Ego, la prima superbike elettrica italiana omologata per l’utilizzo stradale, giunta ormai quasi al termine dello sviluppo – l’impianto ABS Bosch è in fase di collaudo – e pronta per arrivare nei garage di chi, alla ricerca di qualcosa di diverso, saprà comprendere che per divertirsi in sella a una moto non è necessario per forza fare rumore o bruciare benzina.

LIVE
Sì, divertirsi, perché a differenza di molte altre realizzazioni elettriche la Energica punta su divertimento e prestazioni. Del resto con un motore da 100 kW (per chi ha ancora il cavallo vapore come riferimento sono 136 cv) e 240 km/h di velocità massima come potrebbe essere altrimenti?  Possiamo dire con orgoglio che l’Energica Ego è un progetto interamente italiano, studiato, sviluppato e costruito interamente in Italia. Nasce a Modena, proprio nel centro nevralgico della cosiddetta Motor Valley, l’area che più di ogni altra ci ha dato soddisfazioni con i motori a pistoni, ma viaggia a corrente elettrica.

E non pensiate che questa moto sia figlia di un riccone annoiato che non sapeva come spendere i propri soldi. Dietro a Energica c’è una azienda capace di una tecnologia talmente elevata che è fornitore esclusivo di pezzi in leghe speciali per tutti i team di Formula 1. Tecnologia che è stata riversata a piene mani sulla Eenrgica, che beneficia anche dello sviluppo fatto in gara con le versioni da competizione. Basti pensare all’acceleratore full ride by wire o al motore raffreddato ad olio – l’olio è spinto fino all’interno del rotore per raffreddare le parti più sensibili- o ancora alle differenti mappature, che consentono di modificare non solo erogazione e potenza del motore ma anche il freno motore, ossia la rigenerazione che ricarica le batterie in frenata e rilascio.

A proposito di batterie, sono ovviamente il tema caldo di qualsiasi veicolo elettrico. Quanta strada faremo con Energica prima di rimanere a secco di elettroni? Tanta, perché l’autonomia promessa è di circa 200 chilometri (se si usa la mappatura più risparmiosa) e 150 nella peggiore delle ipotesi, con una capacità di ricarica molto elevata, soprattutto se si sfrutteranno le prese “fast charge” in arrivo a breve e per cui l’Energica è già predisposta. In quel caso in mezz’ora si potranno ricaricare le batterie fino all’80 %, ottenendo così altri 150 km di autonomia. Se ci pensate, tra code e tempi reali di rifornimento fare un pieno di metano su un’auto richiede un investimento di tempo molto simile…  Altrimenti con il sistema di ricarica normale (la normale presa di corrente di casa) serve ovviamente più tempo: dipende da quanta corrente vorrete dedicare alla ricarica. Il sistema studiato da Energica consente, infatti, di decidere quanta corrente far assorbire per evitare, ad esempio, di far saltare la luce a chi non ha contatori potenziati.

Contrariamente a quanto succede spesso con le moto elettriche, la CRP Energica Ego non è una “elettrificazione” di una moto esistente, ma un’elettrica nativa, il che significa che il telaio a traliccio di tubi in acciaio è stato progettato apposta e sfrutta la sua conformazione per piazzare il peso (preponderante è quello delle batterie, ovviamente) quanto più vicino al baricentro. E siccome in CRP volevano tenere fede alla parola “Superbike” non hanno certo lesinato sulla componentistica, con sospensioni pregiate (Marzocchi e Ohlins), freni Brembo, cerchi Marchesini. Insomma non le manca niente, a parte il serbatoio. La Energica Ego arriverà l’anno prossimo, ma se la volete provare potete iscrivervi alle prove organizzate durante il Tour che la moto sta facendo per le strade d’Italia. Il prezzo sarà di 25.500 euro, ma chi vuole di più potrà rivolgere le proprie attenzioni verso la serie limitata con carenatura in carbonio, pinze monoblocco e set completo di sospensioni Ohlins venduta a 50.000 euro.

RIDE
Un giro breve, ma molto significativo. Per la prima presa di contatto con la Energica, CRP ha scelto un itinerario lungo le splendide colline modenesi. Salite, discese, tornanti, curve. Tutto il repertorio di cui un motociclista “normale” va in cerca quando esce con la propria moto. E qui sta la differenza non sottile tra l’Energica e le altre realizzazioni elettriche con cui ci siamo confrontati fino a oggi. Tutti, infatti, si affannano a cercar di dimostrare che con l’elettrico si può fare qualsiasi cosa, ma all’atto pratico lo lasciano confinato tra le mura urbane. In CRP sono convinti del contrario: la Energica non è una moto che vuole portare da A a B senza bruciare benzina, ma un giocattolo che deve divertire, e parecchio, sugli stessi percorsi in cui ci si diverte con una moto a scoppio. Il principio è lo stesso della KTM Freeride elettrica, che non nasce per la città ma per affrontare panettoni e curve in appoggio.

Devo dire che l’Energica non delude affatto, anzi per certi versi sorprende. Il test è stato effettuato con un modello ancora allo stadio di prototipo, con carenature stampate 3D ma con tutta la parte tecnica pressoché definitiva. Non è la prima volta che guido la CRP, ma le mie precedenti prese di contatto sono state prove in pista con i prototipi da gara. Ed è un fatto che in pista la percezione di potenza o le reazioni della moto sono giudicate in modo differente. Su strada, invece, si gustano molto anche altri aspetti, come la grande disponibilità di coppia a tutti i regimi che solo un motore elettrico (che ha la coppia massima già a zero giri) riesce ad offrire.

Accompagnate da un evidente sibilo dovuto agli ingranaggi della trasmissione, che saranno modificati per renderli più silenziosi, le accelerazioni della Energica sono perentorie, brucianti, degne di una buona sportiva 800, con la differenza che qui non devi scalare per mandare il motore in coppia. L’Energica è sempre in coppia e permette di gestire tutto con il gas, senza cambio o frizione. E in rilascio? Ci va fatta un po’ la mano perché il freno motore anche nella mappatura più rigenerativa resta comunque piuttosto blando, inferiore a quello di un motore endotermico. La moto di conseguenza “scorre” moltissimo: in pista ciò è ideale ma su strada richiede che si utilizzi parecchio il freno posteriore per gestire la percorrenza. Due chiacchiere con i tecnici mi hanno chiarito che questa è una scelta voluta e che non ci saranno problemi ad aumentare il freno motore, che anzi darà ulteriore mano alla rigenerazione e quindi potrebbe addirittura aumentare l’autonomia.

In CRP sono riusciti a fare un lavoro eccellente, limitando al meglio la percezione del peso consistente dovuto alle batterie (la moto pesa 240 kg) e trovando un assetto che pur abbastanza rigido – è necessario per evitare evidenti trasferimenti di carico visto il peso in gioco – è davvero molto bilanciato. Affrontare i tornanti con l’Energica è addirittura più intuitivo che farlo con una normale sportiva, anche grazie all’eccellente gestione dell’acceleratore che centellina la coppia erogata millimetro per millimetro. Un bel lavoro, che tuttavia non nasconde del tutto il peso della moto che grava in modo piuttosto consistente sull’avantreno (la distribuzione dei pesi è 53%-47%) e causa un po’ di inerzia nei cambi di direzione più veloci. La moto, insomma, “spinge” un po’ sul davanti anche se a questa situazione ci si fa presto l’abitudine.  È una sportiva vera, con prestazioni tali da non togliere il sorriso a chi la guida, una moto con cui effettivamente ci si può divertire su tutti i percorsi anche senza dover per forza appagare l’orecchio. Sarà capita? Il potenziale c’è, le prestazioni sono ottime, l’autonomia pure (dopo una cinquantina di chilometri il display indicava ancora l’80% di carica). In Energica ci credono, molto, e se in Italia le infrastrutture per la ricarica stanno viaggiando al rallentatore, ci sono Paesi (Olanda, Svezia, USA, Germania) in cui una moto così può dire la sua. Me lo auguro sinceramente, perché è un progetto tutto italiano con una tecnologia italianissima di cui andare fieri.

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