Prova Harley-Davidson FXDR 114, cruiser all’americana

Lunga, bassa e pesante, l’Harley-Davidson FXDR 114 costa come una bella auto: si parte da 25.300 euro. Il suo bicilindrico da 1.868 cc è una forza della natura.

15 gennaio 2019 - 17:01

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È stata presentata al grande pubblico in occasione di EICMA 2018 e ha lasciato tutti di stucco. Il suo fisico scultoreo e bene in vista la rende certamente una delle power cruiser più aggressive e prepotenti del mercato. Si chiama Harley-Davidson FXDR 114 e nel nome c’è la sua cilindrata.

Telaio Softail
Il telaio: è questa la base dalla quale partire per identificare il genere di Harley-Davidson con cui abbiamo a che fare. Secondo questo singolare metodo di catalogazione, la FXDR 114 è un (maschile, come vuole il gergo) Softail, il telaio che i puristi più attempati (e non solo) riconoscono come il più classico. I motivi sono molteplici, uno su tutti: esteticamente appare come un telaio rigido (ma così non è: la sospensione posteriore è semplicemente nascosta), soluzione utilizzata per lo più sui primi esemplari di moto. Ma questo è il passato: la FXDR si proietta nel futuro scardinando il concetto di classico e si presenta come una cruiser tutta muscoli e accelerazioni da brivido, al pari di Ducati XDiavel e Yamaha VMAX (ora non più in vendita).
Numeri grossi


Diamo qualche numero. L’Harley-Davidson FXDR 114 è il decimo modello basato su questo telaio. Le linee della striminzita carrozzeria sono ispirate alle drag race, le gare di accelerazione tipicamente americane: lo dimostra il cerchio posteriore lenticolare da ben 8 pollici di larghezza che calza un pneumatico da 240 mm. I cerchi sono da 19 e 18 pollici. I dettagli estetici sono realizzati con estrema cura (anche se le leve non sono regolabili nella distanza: peccato), come testimonia l’imponente filtro aria esposto alla destra del serbatoio. La strumentazione LCD è piccola ma completa: tra le varie informazioni riporta anche la marcia inserita e il livello del carburante. E si consulta con facilità, anche sotto la luce del sole.
Una bestia


Leggere sulla scheda tecnica “Peso a secco 289 kg, 303 kg in ordine di marcia” fa una certa impressione, non c’è dubbio. Forse anche più dell’interasse di 1.735 mm o del cannotto inclinato di 34°. Meno male che la sella è a soli 720 mm, per facilitare le manovre a bassa velocità, ma non stonerebbe la retromarcia. A spingere questa nave a due ruote ci pensa il bicilindrico Milwaukee Eight da 114 pollici cubi (1.868 cc), con trasmissione a catena, capace di ben 160 Nm a 3.500 giri (la potenza massima non è dichiarata, in tipico stile Harley).

Il telaio Softail lavora con sospensioni moderne: davanti c’è una forcella a steli rovesciati non regolabile, dietro un mono regolabile nel precarico attraverso una comoda ghiera. Il forcellone è in alluminio ed è più leggero del 43% rispetto a quelli in acciaio utilizzati dal resto della gamma Softail. Da spavento è anche il prezzo: si parte da 25.300 euro, una cifra esorbitante per una moto ben poco versatile e che di serie non prevede nemmeno il passeggero.
RIDE
Bastano pochi metri per capire quale sia il cuore dell’esperienza alla guida dell’Harley-Davidson FXDR 114: il suo poderoso bicilindrico. Dalla voce gutturale e profonda, fin dai bassi regimi assicura una spinta fluida ma estremamente intensa, che richiede cautela con la manopola del gas. L’elasticità è il suo punto forte: è capace di trottare sottocoppia a 1.400 giri ma all’occorrenza riprende con una forza selvaggia, in qualunque rapporto.

Le sospensioni hanno una taratura particolare, un po’ sfrenata la forcella, un po’ rigido il mono: peccato non poter intervenire sull’idraulica. Prese le misure con la sua massa e la poca leggiadria però, si scopre una guida naturale e intuitiva per via del baricentro basso.

La posizione di guida è abbastanza confortevole per via di una sella ben imbottita e dei semimanubri non certo estremi, ma le pedane così avanzate sono controverse: contrastare le imperiose accelerazioni non è affar semplice e ogni piccola asperità dell’asfalto verrà trasmessa alla spina dorsale, che alla lunga chiederà pietà.

I tornanti dello Stelvio o le strade di città non sono il suo: le quote chilometriche generano raggi di curvatura simili a quelli di una piccola imbarcazione. Meglio gustarsela su strade aperte, sfruttando la coppia del suo bicilindrico e l’assetto tutto d’un pezzo. Magari passeggiando con il motore sottocoppia, lasciandosi solleticare cosce e fondoschiena dalle sue morbide pulsazioni. Quelle che in Harley chiamano Good vibrations: vanno provate per capire, almeno una volta nella vita.
Che senso ha?
Ha senso spendere più di 25 mila euro per una FXDR? Dipende dai gusti, personalissimi, di ognuno. Ma è proprio questa, forse, la sua essenza: una moto poco versatile, pesante, non semplice da guidare, ma che ad alcuni (pochi) motociclisti tocca le corde giuste. O quantomeno, quelle che servono a far staccare il famigerato assegno. Non giudicatela con la ragione, perché motivi razionali non ne troverete.

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