Prova Honda CBR500R e CB500F 2016

Honda aggiorna le sorelle della famiglia CB dedicate ai patentati A2. La sportiva CBR500R e la nuda CB500F oggi hanno fari a LED e forcella regolabile nel precarico. Alla guida sono facili ma efficaci; il motore ha un bel caratterino e vanta consumi da record. Da 5.990 euro

4 marzo 2016 - 15:03

Squadra che vince (30.000 unità vendute nella sola Europa) non si cambia. Sono tre, come al debutto nel 2013, le componenti della rinnovata famiglia CB500 di Honda: la CBR500R che con il cupolino, le linee affilate e il manubrio basso evoca l’essenza della sportività Honda marchiata CBR; la CB500F, nuda, con il manubrio più alto e il look da streetfighter, e la best seller CB500X, crossover che arriverà tra qualche mese.

LIVE
Il rinnovamento comincia dall’estetica. Il bel cupolino della CBR500R ora è più affusolato, con una feritoia centrale che serve per eliminare le turbolenze ed è dotato di sottili fari a LED. La carena è più piccola, presenta ampi sfoghi per l’aria calda e lascia vedere il telaio e parte del motore. Nuovi anche il gruppo ottico posteriore, sempre a LED, e il terminale di scarico, più compatto e attuale nel look.

Sulla CB500F il frontale basso e appuntito accoglie il nuovo gruppo ottico a LED con profilo angolare e luci di posizione con lente azzurra. I fianchetti anteriori sono meno estesi del modello precedente e ora il motore si vede per intero.

Tra le novità di CBR500R e CB500F 2016 ci sono il serbatoio benzina più capiente (ora 16,7 litri) rispetto al modello precedente e la leva del freno anteriore regolabile. Invariato nel layout il cruscotto, completamente digitale, con schermo LCD che comprende tachimetro numerico, contagiri a barre, contachilometri con due parziali, indicatore del livello carburante, orologio e trip computer per i consumi.

Sovrastrutture a parte, motore e ciclistica sono identici per le due CB e beneficiano, per la versione 2016, di qualche aggiornamento.
Il motore Euro 3 è un bicilindrico parallelo frontemarcia con raffreddamento a liquido e distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro. La potenza massima è pari a 48 cv (35 kW), limite consentito per la patente A2, mentre la coppia raggiunge quota 43 Nm a 7.000 giri/min.

Le soluzioni tecniche che caratterizzano questo propulsore, progettato ex novo nel 2013 per la famiglia CB500, sono i bilancieri a rullo, un carter studiato ad hoc per minimizzare le perdite per pompaggio e la catena compatta e leggera. C’è poi una profonda coppa dell’olio che riduce il movimento del lubrificante al suo interno. Per la versione 2016 è stata ottimizzata l’efficienza dei flussi dell’aria, rendendoli il più rettilinei possibile, dall’airbox fino ai collettori di scarico, anche grazie a una paratia interna all’airbox che divide l’aria in ingresso nei due cilindri. Tutte soluzioni che permettono di migliorare i già ottimi consumi dichiarati, che passano da 28,4 km/litro (ciclo WMTC) a 29,4. Il motore ha funzione portante ed è quindi parte stressata della ciclistica, il cui telaio è in tubi di acciaio da 35 mm di diametro. Il forcellone è in acciaio scatolato.


La forcella telescopica con steli da 41 mm ed escursione di 120 mm è ora regolabile nel precarico delle molle. Il monoammortizzatore con leveraggio progressivo Pro-Link è regolabile nel precarico come in passato. Sui cerchi in lega leggera di alluminio a 6 razze sdoppiate sono montate coperture nelle misure 120/70-17” e 160/60-17”. La frenata è affidata a due dischi dal profilo wave da 320 mm di diametro davanti, 240 dietro, con nuove pinze più potenti, rispettivamente a doppio e singolo pistoncino, e ABS.

La CBR500R 2016 è proposta in 2 colorazioni, con stickers sportivi (opzionali, applicati dalle concessionarie) sulle ruote: Ross White (Tricolour) e Millennium Red. La CB500F è disponibile in Italia in quattro opzioni cromatiche, sempre con stickers in tinta sulle ruote: Ross White and Millennium Red (Tricolour), Millennium Red/Macadam Grey Metallic, Pearl Metalloid White/Macadam Grey Metallic e Matt Gunpowder Black/Matt Krypton Silver Metallic. Molto ampio il catalogo degli accessori, che include valigie laterali da 29 litri, portapacchi posteriore, top box da 35 litri, manopole riscaldabili, terminale di scarico Akrapovic, componenti ‘carbon look’, antifurto meccanico a U, tank-pad e telo coprimoto.

I prezzi? Franco concessionario sono di 5.990 euro per la naked, 6.550 per la sportiva e 6.490 per la crossover.

RIDE
La CBR500R è la prima moto che proviamo nei pressi di Siviglia, in una mattinata insolitamente fredda e umida. In sella – piuttosto bassa, è a 785 mm da terra – si sta comodi. La posizione è sportiva ma non eccessivamente caricata in avanti. Le pedane non sono particolarmente alte e arretrate. Insomma, sportiva sì ma non troppo, quindi anche nella guida in città (dove è premiata dal raggio di sterzata particolarmente contenuto) non affatica e appare comoda.

Nel tratto di trasferimento autostradale il cupolino della CBR mostra una buona protezione dall’aria. Pur risultando complessivamente ospitale, la CBR500R è una moto compatta e potrebbe risultare un tantino sottodimensionata per chi è più alto di 180 cm. Infatti, quando provo a spalmarmi sul serbatoio, sono costretto ad allargare i gomiti per non entrare in contatto con le ginocchia.

Il motore è silenzioso e praticamente non vibra. La potenza è quella consentita dalla legge ma sulla coppia (parametro che non viene preso in considerazione per i limiti della patente A2) gli uomini Honda hanno davvero fatto un buon lavoro: la spinta non manca mai e l’erogazione è sempre corposa. Da questo punto di vista, quindi, la CBR risulta gradevole e dà soddisfazione sia quando la si guida in tranquillità, a marce alte, sia quando si cerca il massimo allungo.
La CBR500R è facile ed è molto equilibrata. Le sospensioni lavorano molto bene: assorbono senza scomporsi le asperità dell’asfalto e sostengono adeguatamente la moto anche quando si forza un po’ la mano. Un appunto si può muovere all’ammortizzatore posteriore, poco frenato nel ritorno e che quindi dà la sensazione di “scalciare” un po’.
Comunque la moto risulta sempre stabile e precisa, anche nella guida sportiva. Tuttavia, a causa della posizione “comoda” delle pedane, non è difficile strisciarle sull’asfalto quando si piega oltre un certo limite. Nulla da dire sui freni, potenti e ben modulabili.

Visti il motore e la ciclistica identici, carattere smooth e facilità di guida si ritrovano sulla scarenata CB500F. Se sulla sportiva CBR è la stabilità nella guida sul veloce a piacere particolarmente, la nuda fa dell’agilità il suo punto di forza.

Quando la strada si attorciglia e le curve diventano strette, la CB500F, grazie al manubrio più alto e largo rispetto alla CBR500R, appare velocissima nei cambi di direzione.

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