Prova KTM EXC 2019

Abbiamo provato le nuove enduro racing KTM per il 2019. Aggiornamenti su tutti i modelli a 2 e 4 tempi che interessano soprattutto i motori 2T e le sospensioni, e pongono le enduro Austriache ancora un gradino più in alto rispetto alla concorrenza. Anche per il prezzo..

4 luglio 2018 - 8:07

  LIVE  
Il 2018 per KTM ha rappresentato una svolta epocale, almeno per quanto riguarda i motori a miscela. Per la prima volta nella storia, la Casa austriaca ha introdotto l’iniezione elettronica su modelli di serie nella gamma enduro racing, con i nuovissimi 250 e 300 TPI a due tempi. Questa grande novità ha sortito immediatamente a importanti risvolti commerciali. Infatti, tra gennaio e maggio 2018, KTM si è confermata regina del mercato delle off road cosiddette “specialistiche” in Italia, con una quota di mercato pari a circa il 30%, segando un + 66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con la EXC 300 Tpi modello più venduto in assoluto.
Guardare sempre avanti
Il raggiungimento di questi importanti obiettivi non ha placato la determinazione degli austriaci nel voler mantenere la leadership commerciale e tecnologica nel settore off road e non solo. Infatti, a Mattighofen sono stati fatti enormi investimenti per lo sviluppo dei modelli futuri, sia per la quanto riguarda KTM, sia per il quanto riguarda Husqvarna, senza dimenticare WP. Circa 140 milioni di euro sono finiti nel reparto ricerca e sviluppo, che di fatto è letteralmente raddoppiato anche nelle dimensioni rispetto al passato.
Solo evoluzioni

Tornando alle EXC 2019, la gamma si presenta assolutamente completa e competitiva, articolata in 8 modelli nelle diverse cilindrate a 2 e 4 tempi. Come anticipato gli interventi sulle moto per la prossima stagione non sono stati radicali, ma mirati per rendere ancora più competitive e performanti le enduro di Mattighofen. Dal punto di vista estetico ci sono ovviamente le nuove grafiche, ed è bellissima la versione Six Days con i colori del Chile dove si svolgerà la 6 giorni di Enduro quest’anno.
Tanto orange

La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente la verniciatura arancione del telaio anche sui modelli standard, che fa molto “factory” e precedentemente era prerogativa solo delle edizioni speciali 6Days. Ci sono nuove grafiche, cerchi anodizzati neri e tanto arancione in più anche sulle plastiche. E’ nuovo anche il rivestimento della sella, con la parte posteriore zigrinata per dare più grip al pilota in fase di accelerazione. Tutte le moto della nostra prova erano dotate del comando per la selezione delle mappe al manubrio e del paramotore, accessori irrinunciabili e di facilissimo montaggio, già presenti di serie sulle versioni 6Days.
Nuove mappature

Andando sul tecnico, le novità più importanti riguardano le mappe motore sui modelli a 2 tempi. Tutte sono state aggiornate per migliorare la pulizia di erogazione ed i valori di potenza massima e coppia rimangono ai vertici delle rispettive categorie. Sulla 250 Tpi è stato aumentato di 500 giri il regime massimo di rotazione in modo da incrementare l’allungo quando si insiste con la stessa marcia. Da notare che le nuove mappature dedicate a 250 e 300 Tpi sono aggiornabili anche sui modelli 2018, così come la regolazione tramite diagnostico della valvola di scarico. Anche le piccole 125 e 150 2T, presenti in gamma in versione “W” dedicate alle gare cross country e quindi non omologate, hanno ricevuto interventi al cilindro e al reparto frizione ora completamente nuovo.
Forcella più rigida

Comuni a tutta la gamma a 2 e 4 tempi, le novità che riguardano le sospensioni. La forcella WP Xplor con steli di 48 mm di diametro è stata rivista sia a livello di molle, ora più rigide e adatte a piloti tra i 75 e gli 85 kg di peso, sia a livello d’idraulica. Ci sono, infatti, nuove lamelle che migliorano il passaggio dell’olio ed un nuovo piedino alla base che ospita una maggiore quantità di olio. Il tutto per migliorare sensibilità e scorrevolezza ed un maggiore sostegno sull’anteriore. Ovviamente è stato adeguato al nuovo assetto anche il mono posteriore WP Xplor sempre con sistema PDS senza leveraggio inferiore.

Testo di Alessio Barbanti
  RIDE  
Il nostro test delle nuove Enduro KTM si è svolto nella provincia Pavese, dove nel mese di Luglio si svolgerà la prossima prova del Trofeo KTM Enduro 2019. La prima parte della giornata si è articolata su un percorso dal fondo duro e sassoso, con alcuni tratti hard piuttosto impegnativi, per poi trasferirci in un campo dove è stato allestito un fettucciato con alternanza di tratti veloci e molto guidati.
Tutta la gamma

Abbiamo avuto la possibilità di provare uno dopo l’altro tutti i modelli nelle varie cilindrate e la prima differenza che si nota rispetto all’anno passato, è sicuramente l’ottimo lavoro fatto sulle sospensioni a livello di assetto. Le nuove tarature sono davvero un ottimo compromesso tra comfort, stabilità e precisione anche alle alte velocità. La nuova configurazione della forcella trasmette un ottimo feeling fin da subito. Filtra molto bene le piccole asperità trasmettendo pochissime vibrazioni al manubrio, e si rivela molto ben bilanciata e più sostenuta rispetto a prima, con una grande capacità di assorbire anche gli ostacoli più importanti. Ciò permette di avere un ottimo feeling anche nei tratti in discesa e in ingresso curva nelle staccate più decise tra le fettucce di un cross test.
Le piccole delle meraviglie
Le EXC 125/150 W confermano di essere il riferimento nella categoria delle piccole 2T. Per chi non è abituato all’erogazione molto appuntita di questi piccoli mostri non è facile ottenere tempi dignitosi in prova speciale. Sono le moto più leggere e agili in assoluto nel misto e sui percorsi più tortuosi e, considerando la cilindrata, il motore ha una potenza e un allungo impressionati in alto, oltre una discreta spinta già dai medi regimi, ma va fatto girare lassù per dare il massimo e richiede di essere strapazzato senza ritegno per non perdere velocità.
Duemmezzo per il Pro, 300 va oltre

La 250 Tpi è una moto divertentissima, un’arma tra le mani del pilota che vuole smanettare senza alcuna remora. Leggera, agilissima, ha un’erogazione piuttosto appuntita e con la nuova mappatura ha guadagnato in allungo senza perdere la prontezza ai bassi e medi regimi della precedente versione. Ma se il duemmezzo non vi basta e volete ancora più cavalleria e soprattutto ancora più coppia, la 300 Tpi vi farà davvero godere. Mantiene la stessa agilità e maneggevolezza della quarto di litro, e per questi motivi non a caso è la moto preferita dagli amanti dell’enduro estremo, a cui aggiunge ancora più potenza e un tiro impressionante a ogni regime, lanciandovi a fionda fuori dalle curve praticamente in qualsiasi marcia siate. Nel cross test diventa quasi imbattibile se guidata in modo fluido, sfruttando la grande coppia a disposizione in percorrenza e uscita di curva.
4T per tutti i gusti
Sul fronte 4 tempi si parte dalla piccola 250 che sorprende per la sua grandissima facilità di guida e la sensazione di leggerezza. E’ molto agile nello stretto e il suo piccolo motore, oltre ad un ottimo tiro già ai medi non si tira indietro anche quando ruotate la manopola a tutta manetta. Con 100cc in più la 350 4T è sicuramente il miglior compromesso tra la piccola e le grosse cilindrate. E’ un mix perfetto di agilità e maneggevolezza e prontezza nella risposta del gas senza la necessità di essere allenati come un pro. Unisce perfettamente il meglio di una 250 e di una 450.
Quattroemmezzo che goduria

Proprio quest’ultima è probabilmente la regina delle categorie a 4 tempi. Ha un motore fantastico, sempre pronto, che ti tira fuori da qualsiasi situazione con un colpo di gas, anche sbagliando marcia. Magari non è agile come un duemmezzo, ma curva in un fazzoletto e spinge veramente forte. Se poi non vi accontentate e volete farvi allungare le braccia a tutti i costi allora c’è il 500 4T. Ha una potenza impressionante, con i suoi 60 cv abbondanti, ma se guidata nel modo giusto, senza stracciare il gas per intenderci, ma sfruttando il tiro inarrestabile si trasforma in una moto facile e gestibilissima anche se non ti chiami Nambotin!

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