Prova KTM RC 125

La Casa di Mattighofen si lancia nel segmento delle 125 supersportive con la RC 125. Motore al top della potenza legale, telaio a traliccio e ottimi componenti. Sportiva ma comoda, e soprattutto molto bella da guidare: le altre dovranno guardarsi da lei…

Design azzeccato, ottima qualità costruttiva, prezzo d’attacco, i riflettori del dominio in Moto3 a fare da amplificatore. Non contenta di produrre quella che da tre anni è la 125 più venduta in Europa, cioè la 125 Duke, KTM rilancia con un modello sportivo, rendendo quindi il favore a Yamaha che con la MT-125 vuole calpestare i piedi della naked austriaca. La RC 125 si butta tra le sportive, andando a combattere con Yamaha YZF-R125 eAprilia RS4, le più ambite del segmento.Un allargamento della gamma previsto, quello delle 125, visto che KTM aveva annunciato che con questa piattaforma sarebbero nati altri modelli: la RC, quindi, non sarà l’unica sorella della Duke, perché la gamma delle “piccole” è destinata a crescere. Una gamma che sta dando enormi soddisfazioni a KTM, capace di vendere oltre 30.000 pezzi (tra 125, 200 e 390) in un anno nel mondo e di commercializzare la 390 Duke in ben 81 Paesi. Anche grazie a questi modelli KTM si è permessa di diventare il primo costruttore europeo di moto e quest’anno potrà puntare al traguardo storico delle 140.000 unità prodotte. E il mercato sembra essere pronto: il segmento delle moto 125 nell’ultimo anno è cresciuto del 10%, probabilmente stimolato anche dall’arrivo di nuovi modelli. Un segnale che fa ben sperare.LIVE  Il nome, RC 125 (sigla che sta a indicare Racing Competition), non lascia dubbi: la nuova KTM 125 ha i geni delle sportive della Casa e si veste con una carena spigolosa, ispirata a quella della RC8 ma con linee più moderne. La mano di Kiska è evidente: le KTM si riconoscerebbero anche se fossero disegnate in Braille e la nuova RC 125 (che condivide il design con la sorella maggiore da 390 cc in arrivo a fine mese), appartiene senza dubbio alla famiglia delle arancioni. Particolare il doppio faro anteriore incastonato al centro del cupolino. Non mancano molte delle soluzioni tecniche intelligenti già appartenute alla RC8, come gli indicatori di direzione integrati negli specchietti o la sella del passeggero incastonata nel codone, che così sembra monoposto.La base tecnica della RC 125 è ovviamente in comune con la 125 Duke, ma con qualche differenza. KTM tiene molto a questo progetto e non si è limitata a “vestire” la naked ma ha dotato la sportiva di una propria personalità anche dinamica, conseguenza di differenti quote ciclistiche. L’inclinazione del cannotto di sterzo, infatti, cala dai 25° della naked ai 23,5° della sportiva, che riduce anche l’interasse (1.340 mm) per ottenere maggior maneggevolezza. Invariato l’ottimo motore monocilidrico bialbero a iniezione che raggiunge senza alcuna difficoltà il limite massimo di potenza consentito per la cilindrata: 11 kW (15 cv), con un’erogazione della coppia (che ha un picco massimo a 12 Nm) molto favorevole.Non cambiano nemmeno le sospensioni, che però si avvalgono di tarature specifiche per il differente utilizzo della moto, con la forcella (che ha steli da ben 43 mm, come la RC8!) che vede calare l’escursione da 150 a 125 mm. Visto che l’ABS di serie ha debuttato proprio sulla Duke 125, è logico che anche la RC 125 ne sia equipaggiata e offra la possibilità di disinserirlo. KTM è l’unica Casa al momento a offrire l’ABS di serie sulle moto 125.Per il resto cose note in casa KTM, a partire dal telaio a traliccio di tubi che riprende l’andamento caratteristico anche nel telaietto reggisella, differente da quello utilizzato dalla Duke perché cambia l’assetto in sella. Confermato il forcellone in allumino con reticolo esterno, ormai diventato un marchio di fabbrica. Tutto questo fa capire quanto KTM tenga alla famiglia 125 (e in generale al progetto delle “piccole” moto). Un progetto che ha coinvolto gli stessi uomini che hanno lavorato alla Super Duke 1290 o alla Adventure. Le piccole per KTM non sono moto di ripiego o da trascurare, lo certifica il fatto che tra Duke e RC 125 le differenze non siano affatto poche. Tutto per un prezzo di 4.790 euro franco concessionario, superiore alle concorrenti dirette, ma con ABS di serie.RIDESportiva ma non estrema la posizione di guida della KTM RC 125 è la prima sorpresa del test. Siamo abituati a cavalcare le sportive 125 con posizioni estreme e sacrificate, di quelle che alla lunga fanno venir voglia di scendere. KTM, invece, ha scelto un’altra strada: la RC ha la sella ben conformata e due semimanubri ampi (come quelli di una 1.000) e soprattutto poco spioventi.Ne consegue un controllo totale della moto, che però non stanca nemmeno dopo qualche ora passata in sella. Posizione di guida ottima, dunque, corredata da pedane alla giusta altezza, almeno per chi scrive che passa di poco il metro e settanta. Pur con le dovute differenze (spiegate nel Live qui sopra) la RC 125 sfrutta la base tecnica della Duke da cui riprende l’eccellente motore. Eccellente perché l’erogazione di questo mono 125 è davvero convincente: a differenza di altri propulsori della categoria, il mono KTM non richiede sempre la zona rossa, ma si muove con brio anche quando si viaggia a metà del contagiri. Non potendo andare oltre i 15 cv KTM ha lavorato (bene) sulla coppia: ottima cosa, perché questo motore consente, volendo, di guidare in pieno relax senza essere sempre “a manetta”.L’intervallo di regime utile offerto dalla RC 125 è il più ampio della categoria, un plus non da poco. L’altro punto di forza è la ciclistica: si dice spesso che le moto 125 si comportano come le moto “grandi”, ma nel caso della RC l’affermazione è decisamente centrata. Guidandola sulle curve attorno a Linz si percepisce nettamente come telaio e sospensioni siano in grado di reggere ben più dei 15 cavalli offerti dal monocilindrico austriaco. Non a caso tutto l’insieme è stato progettato per la RC 390 che di cavalli ne ha ben 44.Il risultato è che guidando la RC 125 ci si ritrova con un avantreno fantastico per stabilità e feeling trasmesso al rider, con un appoggio a terra che nessuna concorrente riesce ad offrire. Merito non solo della sezione degli pneumatici (è l’unica 125 con il 150 posteriore) ma anche di sospensioni a punto, che riescono a coniugare scorrevolezza nella prima parte dell’escursione (a favore del comfort) e sostegno nella parte finale della corsa.Solo la forcella si è dimostrata un po’ veloce nell’affondamento, cosa nota ai tecnici KTM che sistemeranno la questione prima dell’arrivo della moto dai concessionari, variando il livello di olio all’interno degli steli. Le impressioni raccolte nella guida stradale trovano conferma anche in circuito, dove la sensazione di appoggio, la velocità di reazione unita alla stabilità riescono a produrre autentico divertimento. La tecnica è quindi di primo livello e al voto alto concorre anche l’impianto frenante con pinza radiale ByBre (marchio di proprietà Brembo) e un ABS che funziona alla grande (provato anche sul bagnato in circuito senza averlo mai disinserito) con un comando solo un po’ spugnoso nell’azione.Qualche finitura non mi è parsa all’altezza della qualità complessiva della moto, ma sulla RC ci sono anche soluzioni molto “smart”, come il coperchio davanti al serbatoio asportabile senza attrezzi (si apre tirando un comando sotto la sella), che permette di accedere comodamente a batteria e fusibili. La RC 125 è una moto molto più matura di quello che possa far pensare la sua cilindrata: moto vera per soluzioni tecniche, reazioni ciclistiche e soddisfazione nella guida, che non è affatto inversamente proporzionale alla cilindrata (la velocità massima di 134 km/h indicati è comunque interessanti), anzi. Manca un tassello? Sì, quello sul consumo: dopo quasi una giornata di guida sempre “full gas” la KTM si è accontentata di bere 2,3 litri per 100 km per una percorrenza di 42 km/litro.