Prova Suzuki V-Strom 1000 XT

31 marzo 2017 - 18:03

Sarà anche vero, come insegnavano una volta, che la squadra che vince non andrebbe cambiata. Oggi però i tempi sono diversi e tutto si evolve maledettamente in fretta. Così anche i progetti indovinati hanno bisogno di essere costantemente aggiornati per restare al passo con la concorrenza. A Hamamatsu lo hanno capito e hanno deciso di rimettere mano alla Suzuki V-Strom 1000, rinfrescando il suo look, rendendo più ricca e tecnologica la dotazione e allestendo una variante dal taglio più avventuroso, chiamata Suzuki V-Strom 1000 XT. E’ lei la protagonista di questa prova, con i suoi cerchi a raggi e il bel manubrio a sezione variabile, mentre i paramani e il puntale sotto il motore fanno da denominatore comune anche alla versione standard. I prezzi sono di 12.690 euro per la “base” e di 13.190 euro per la XT, sempre franco concessionario.

LIVE

La V-Strom 1000 2017 si aggiorna traendo ispirazione da due storiche icone Suzuki. Il frontale è ora più nasuto, con un becco che richiama quello della DR-Big del 1988 e ammicca alla DR-Z da rally raid del 1991, altra musa ispiratrice dei designer. Il faro si sviluppa in verticale, sovrastato da un nuovo parabrezza più alto di circa 5 cm, sempre regolabile su tre posizioni in altezza e su altrettante in inclinazione. La sua realizzazione è molto curata e lo stesso vale per tutte le sovrastrutture. Ogni componente, anche se magari in plastica grezza, ha un aspetto solido e tutto è assemblato con una cura certosina. Una menzione speciale va alla luce posteriore a Led e alla strumentazione, che conta su un contagiri analogico e un display digitale che fornisce un mare di informazioni, compresi i consumi medio e istantaneo, la temperatura dell’aria e l’autonomia rimanente. Nel cupolino c’è anche una presa 12V, utile a tenere eventualmente in carica il navigatore o lo smartphone.

Il massiccio telaio in alluminio è confermato in toto ed è supportato da una forcella a steli rovesciati KYB da 43 mm, completamente regolabile così come il monoammortizzatore. Anche il motore V2 da 1.037 cc non subisce stravolgimenti ma gli interventi chirurgici allo scarico e all’alimentazione gli permettono di rientrare ora nei limiti della norma Euro 4, perdendo solo 2 Nm di coppia. Il nuovo picco è ora di 101 Nm a 4.000 giri e 101 sono anche i cavalli di potenza massima a 8.000 giri. Per facilitare l’avviamento, il model year 2017 monta l’Easy Start System, che permette di non tenere premuto a lungo il tasto di start, mentre in partenza viene in aiuto il Low Rpm Assist, che impedisce al motore di calare di giri quando si rilascia la frizione. Quest’ultima è sempre assistita e con sistema antisaltellamento e lavora a braccetto con un cambio a sei marce.

La novità più importante della Suzuki V-Strom 1000 2017 è però il Motion Track Brake System, che rappresenta un’evoluzione di un normale ABS. Il sistema sfrutta una piattaforma inerziale che legge i movimenti della moto sui tre assi di rollio, beccheggio e imbardata e invia i dati a una centralina. Quest’ultima li incrocia poi con quelli relativi alla velocità delle due ruote per regolare al meglio la frenata anche in curva e in funzione dell’angolo di piega. In questo lavoro gioca un ruolo determinante anche Combination Brake System, che fa da ripartitore tra il doppio disco anteriore da 310 mm e il disco singolo posteriore. A completare una dotazione di sicurezza da prima della classe c’è anche il controllo elettronico della trazione, regolabile su due livelli (1, più  sportivo, e 2, che interviene prima) o disattivabile, per la guida fuoristrada.

Come già accennato, la Suzuki V-Strom 1000 2017 può essere ordinata con cerchi in lega, oppure in allestimento XT, con i raggi. In entrambi i casi la ruota posteriore è da 17”, con pneumatico 150/70, e quella anteriore è da 19”, gommata 110/80. I cerchi in lega sono sempre neri; quelli a raggi sono invece neri per gli esemplari bianchi e neri, mentre hanno una spettacolare finitura dorata in abbinamento al Champion Yellow, che ricorda i modelli RM da offroad.

Per la Suzuki V-Strom 1000 c’è un vasto assortimento di accessori originali. Tra loro spiccano le borse laterali da 26 e 29 litri, i cui attacchi sono già integrati nel portapacchi standard, e una coppia di bauletti, da 35 oppure da 55 litri, nel quale possono essere sistemati due caschi integrali. Altre chicche per i globetrotter sono le manopole riscaldabili, il cavalletto centrale, i tubi paramotore e i faretti supplementari.

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RIDE
La Suzuki V-Strom 1000 XT è una moto che mette subito a proprio agio chiunque, con una perfetta triangolazione tra manubrio, pedane e sella. Quest’ultima si trova a 85 cm da terra ma fantini e cestisti non devono guardare con sospetto a questa cifra. Nel catalogo degli accessori ci sono infatti selle alternative alte 82 o 88,5 cm, per cucirsi la moto addosso come se fosse su misura. Da questo punto di vista è apprezzabile la presenza di leve al manubrio regolabili, anche se, a onor del vero, entrambe restano un pelo distanti dalle manopole pure quando le si sistema sulla distanza minima. Anche la situazione del passeggero è positiva: è seduto su un cuscino morbido e ampio, ha due pratiche maniglie a disposizione e le pedane sono alla giusta distanza.

Se da ferma non mette in soggezione, la Suzuki V-Strom 1000 si fa presto dare del tu anche una volta in movimento, nonostante sulle prime non appaia agile come la proverbiale bicicletta. Con 1.555 mm di interasse, oppone un po’ di resistenza nei primi cambi di direzione. Basta però aiutarsi un po’ con i movimenti del busto e guadagnare un minimo di velocità per trovarsi tra le mani una moto rigorosa e bilanciata, che con poco sforzo pennella le curve in modo esemplare. Il suo pane quotidiano sono più gli slalom giganti che quelli speciali ma anche nelle svolte strette sa infondere fiducia ed esce a testa alta anche dai tornanti… a chiocciola.

Quale che sia il raggio della curva e la velocità a cui la si affronta, scende in piega in modo graduale, individuando come per incanto l’angolo di piega giusto. Il pilota ha comunque sempre ampio margine per aggiustare la linea in fase di percorrenza, di corpo, agendo sul freno posteriore o semplicemente modulando il gas. In ogni frangente, la moto ha sempre reazioni prevedibili e trasmette un feeling eccellente sulle condizioni di aderenza.

Parlando di feeling, i dispositivi elettronici meritano un plauso incondizionato. Il Motion Track Brake System permette di entrare in curva ancora con i freni in mano o di intervenire sui freni anche a moto piegata senza che ci siano scompensi particolari dell’assetto. L’impianto è molto potente e l’unica critica può andare all’intervento un pelo brusco quando si agisce sulla leva al manubrio, che comanda in modo combinato entrambi i freni (mentre il pedale comanda solo il disco posteriore). Anche il controllo elettronico della trazione è promosso a pieni voti, dato che consente di aprire il gas con buon anticipo intervenendo sempre in modo molto discreto sulle piccole perdite di aderenza innescante dalla coppia generosa. Da questo punto di vista, scegliere il settaggio 2 non è affatto penalizzante e permette di tenere un passo veloce con un’azione fluida.

Anche ora che è omologato Euro 4, il motore inizia a spingere con decisione già ai bassi regimi e dà sempre il meglio ai medi. Volendo, si può sempre tirare il collo a una marcia, la birra non manca di certo, ma è molto più redditizia una guida in scioltezza. Snocciolando un rapporto dopo l’altro si fa tanta strada e si limitano anche i consumi, cosa che non si disprezza mai in una moto pensata per un uso quotidiano e per i lunghi viaggi, nei quali si apprezzano il buon comfort offerto dalle sospensioni, le vibrazioni contenute e la valida protezione aerodinamica.

In definitiva, la Suzuki V-Strom 1000 XT brilla per dotazione nella sua categoria ed è una valida alternativa alle rivali più blasonate di maggior cilindrata, rispetto alle quali ha ben poco da invidiare in termini di qualità costruttiva e versatilità. Facile da gestire anche per chi viene dalle medie cilindrate, soddisfa anche i palati esigenti in fatto di piacere di guida.

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