Le migliori moto del 2017

10 aprile 2017 - 12:04

2017 in moto? Ecco le migliori

Il sole torna splendere sul mercato della moto. Lo fa metaforicamente, con le nubi grigie della crisi che si diradano e lo fa con l’arrivo della bella stagione, che rappresenta il momento giusto per saltare nuovamente in sella, che si tratti di svegliare dal letargo la fidata due ruote oppure di comprarne una nuova. Da questo punto di vista, il 2017 rappresenta un anno di grandi tentazioni, perché sono molte le novità che animano ogni segmento di mercato. Ce n’è abbastanza per invogliare al grande ritorno anche chi magari aveva pensato di appendere il casco al chiodo. Sul fronte opposto, molti ragazzi – e sempre più ragazze – sembrano aver finalmente riscoperto il gusto della libertà che solo le due ruote sanno dare, anche come risposta al traffico delle grandi città. Abbiamo dunque passato al setaccio il listino, scegliendo le moto più interessanti del panorama motociclistico attuale. Accanto a look di grande effetto, talvolta futuristici e altre volte ispirati al passato, si può notare come prendano sempre più piede le nuove tecnologie, che giocano a vantaggio della sicurezza e del piacere di guida. E’ una carrellata da gustare fino in fondo perché ci sono proposte per tutte le tasche e per tutte le manette.

BMW R 1200 GS Rallye

Da anni la BMW R 1200 GS è la best-seller e aprire con lei sarebbe stato comunque quasi un atto dovuto. Per questa stagione, poi, la tuttofare bavarese si rinnova, con un listino più che mai articolato e nuove versioni, pensate per un uso più stradale o anche on-off. Proprio quest’ultima, chiamata Rallye, merita attenzione per il look più sportivo e per i molti dettagli che studiati per un uso più intenso. Si va dalle protezioni maggiorate alle sospensioni con escursione più ampia e con l’opzione Dynamic ESA “Next Generation” con un sistema di compensazione automatica dell’assetto che si regola secondo il fondo, lo stile di guida e il carico. Il motore boxer raffreddato ad acqua si aggiorna alla normativa Euro 4 mantenendo i 125 cv di sempre. Il prezzo è di 17.490 euro, con la possibilità di avere gomme tassellate senza sovrapprezzo.

KTM 1090 Adventure R

Per chi ha in programma un viaggio in capo al mondo o semplicemente si accontenta di avere (ed esibire) il mezzo giusto per farlo c’è la KTM 1090 Adventure R. Il look è dakariano, fedele al motto Ready To Race della Casa austriaca, e la dotazione tecnica è di prim’ordine, a partire dal ride-by-wire multimappa che lavora a braccetto con il Traction Control. La funzione “off road” permette un certo slittamento della ruota posteriore e funziona anche per l’ABS, per una guida più attiva e funambolica su sterrato, complici la ruota anteriore da 21” e le sospensioni regolabili. E a proposito di regolazioni, ci si può cucire addosso il posto di guida come un abito di sartoria sistemando a  piacere manubrio, leve, pedane, sella e parabrezza. Viste la dotazione professionale e l’esuberanza del motore V2 da 125 cv, il prezzo è ancora ragionevole: 14.450 euro.

Ducati Multistrada 950

A Borgo Panigale strizzano l’occhio a un pubblico sempre più ampio con la Ducati Multistrada 950, che svolge il tema della moto versatile senza eccessi. L’estetica mixa tratti della Multistrada 1200 con altri della 1200 Enduro, come la ruota anteriore da 19”. La dotazione elettronica è al top della categoria, con il Ducati Safety Pack  che comprende l’ABS Bosch 9.1 regolabile su tre livelli e sul DTC (Ducati Traction Control) su 8 livelli. Il motore Testastretta 11° da 937 cc ha una potenza di 113 cv ed è dotato di ride-by-wire e quattro riding mode, di cui due (Sport e Touring) a piena potenza ma con diverse risposte all’acceleratore e due (Urban e Enduro) con potenza limitata a 75 cv. L’aggettivo giusto per la Multistrada 950 è accessibile: lo è per l’altezza della sella ridotta, 840 mm, e per il prezzo ancora abbordabile: 13.690 euro in rosso, 13.890 in bianco. Il listino prevede anche quattro kit di personalizzazione (Touring, Sport, Urban, Enduro) per soddisfare ogni esigenza.

Triumph Bonneville Bobber

Con il suo stile minimalista da hot rod, la Bobber sembra uscire da una foto in bianco e nero degli Anni 40 e cattura lo sguardo anche del passante più distratto. Rigorosamente monoposto, ha un telaio che fa il verso a quelli rigidi ma che è invece dotato di una valida sospensione e ha pure la sella regolabile ammortizzata. Il look vintage è abbinato a una tecnologia moderna, con ride-by-wire con due riding mode (Road e Rain), ABS e controllo di trazione disinseribile. Il motore è un 1.200HT (high torque), con 77 cv, un sound pieno ma civilissimo e un’erogazione ottimizzata ai bassi regimi, per andare a passeggio avendo sempre risposte pastosa. Il peso è di 228 kg, neanche poi tanti, e il baricentro rasoterra aiuta a muoversi sempre agilmente e a pennellare le curve con disinvoltura. I colori sono quattro: Jet Black, Morello Red, Ironstone e bicolore Competition Green/Frozen Silver. La Bobber Jet Black costa 12.700 euro e le altre tre colorazioni poco di più. Difficile però uscire dal concessionario senza farsi tentare dagli oltre 150 accessori con cui si può personalizzare la moto: manubri (ce n’è anche uno “ape hanger”…), selle, scarichi (Vance & Hines), borse, manopole riscaldate, cruise control e persino un supporto targa laterale.

Honda CMX 500 Rebel

In passato c’è stata un epoca in cui fa le custom di media cilindrata spopolavano sul mercato e alla Honda sono convinti che il genere possa avere ancora un buon seguito. Ecco perché lanciano sul mercato la Honda CMX 500 Rebel, bicilindrica da 45,6 cv, in linea con i limiti della patente A2 e della normativa Euro 4. La linea alterna tratti da bobber vecchia maniera, come le paffute gomme da 16 pollici, ad altri motto attuali. L’insieme ha una spiccata personalità, complice anche la forcella inclinata di 30°. La sella è alta soli 690 mm, misura ideale per i neofiti e le ragazze più esili. La Honda CMX500 Rebel è offerta in due colori, Graphite Black e Mat Armored Silver Metallic e può essere arricchita con portapacchi, borse morbide, parabrezza e presa 12V.

BMW R nineT Urban G/S

A Monaco scatta un’Operazione Flashback e potrebbe scappare una lacrimuccia ai nostalgici della vecchia R80 G/S. La BMW R nineT Urban G/S rielabora in chiave moderna look e filosofia della celebre antenata e la formula funziona, senza fare l’effetto della minestra riscaldata. Sviluppata sulla base ciclistica della nineT Scrambler, ha il classico Boxer raffreddato ad aria da 1170 cc da 110 cv e dettagli che sottolineano la vocazione fuoristradistica, a partire dalle ruote a raggi e le gomme tassellate. E non è solo una messinscena per far colpo sugli amici del bar: con gli accessori giusti e la sella non troppo alta e un peso accettabile, è pronta a un uso anche a 360 gradi. Le colorazioni sono classiche, con azzurro blu e rosso a movimentare la scena, ricordando le livree Motorsport. Il prezzo è di 14.400 euro, non pochi ma con una svalutazione sicuramente ridotta nel tempo.

Scramber Ducati Desert Sled

Dopo il boom delle Cafè Racer, l’ultima moda solo le Classic Offroad, un filone che trova nella Scrambler Ducati Desert Sled una vera portabandiera. Riesce alla grande in due compiti non facili: mescolare elementi stilistici del passato e linee attuali ed essere credibile nei panni della fuoristrada, pur nascendo da un progetto con un’altra estrazione. L’estetica non lascia indifferenti, con i parafanghi messi in evidenza dalle sospensioni a lunga escursione e il telaio è rinforzato nei punti strategici. Dal canto suo, il motore bicilindrico raffreddato ad aria da 75 cv permette di viaggiare sempre con buon ritmo e la giusta riserva di potenza. I colori previsti sono due bianco “White Mirage” e rosso “Red Dusk”, in listino rispettivamente a 11.100 e 10.950 euro. Neanche a dirlo, c’è da avere l’imbarazzo della scelta davanti al catalogo degli accessori e dell’abbigliamento coordinato.

Triumph Bonneville T100

Per molti la Bonneville rappresenta da oltre mezzo secolo la vera essenza della moto e la nuova T100 resta fedele al progetto originario. Un mezzo essenziale, facile e che stampa immancabilmente un sorriso sulla faccia, con un fascino senza tempo. Il suo look classico ha un sapore autentico, con i loghi in rilievo sul serbatoio e la sella old style. Sotto sotto però ci sono un telaio attuale, che nasconde il raffreddamento a liquido, sospensioni a punto, traction control disattivabile e ABS. Il motore è il nuovo bicilindrico 900 High Torque, con 55 cv e consumi ridotti. A bordo si sta da re, con la sella bassa, finiture di qualità e la sensazione di avere tutto sotto controllo, che non viene meno neppure in marcia. Due le versioni, T100 e T100 Black. La prima ha scarichi, specchietti, manubrio e cornice del faro cromati e carter del motore in alluminio; la seconda, ha un look dark, con marmitte, cerchi e copri motore scuri. I prezzi partono da 10.400 euro.

HondaX-ADV

Si può ancora inventare qualcosa di nuovo nel mondo delle due ruote. Lo dimostra Honda proponendo l’X-ADV, cui va stretta qualsiasi definizione coniata sinora. Tecnicamente è uno scooter contagiato da suggestioni off-road ma il dubbio che sia più una moto automatica rimane sempre, anche dopo averlo provato. Ed è un progetto che ha molto di italiano, perché tutto nasce da un’idea di Daniele Lucchesi interpretata da Paolo Carbonara. Ruote a raggi, sospensioni lunghe e strumentazione con pannello LCD da raid fanno da contorno alla base meccanica della serie NC, con motore bicilindrico 750 da 55 cv e il cambio robotizzato a doppia frizione DCT, che si può usare anche in modalità sequenziale. Realizzato con una cura maniacale sin nei minimi dettagli, ha un bel manubrio in alluminio, la Smart Key, un parabrezza regolabile su cinque posizioni, un vano sottosella che accoglie un casco e lo stesso impianto frenante della Africa Twin. Su strada è veloce e rassicurante, capace di esibirsi in pieghe notevoli, mentre quando l’asfalto finisce non fa rimpiangere tanto le enduro stradali. Davanti a tanta versatilità, il prezzo di 11.490 euro non è neppure tanto salato.

Kymco AK550

Dopo aver invaso le fasce più basse del mercato, Kymco punta in alto e prova a sfidare a viso aperto il T-Max della Yamaha, che da circa quindici anni praticamente monopolizza il segmento degli scooter sportivi. Lo fa con il Kymco AK550, dotato di un look grintoso e con un pacchetto tecnico più che adeguato, che prevede un telaio in alluminio e un bicilindrico da 550 cc e 53,1 cv abbinato a trasmissione a cinghia. La dotazione è al top, in particolare sul fronte freni, con dischi a margherita lavorati da pinze Brembo ad attacco radiale mai viste su uno scooter. Ci sono inoltre fari full LED, chiave elettronica, schienalino e parabrezza regolabili, oltre a un vano sottosella per due caschi e alla possibilità di connettere lo smartphone alla strumentazione. Si tratta insomma di un’offerta allettante per chi volesse qualcosa di diverso dal solito, considerato anche il prezzo attorno ai 10.000 euro.

Yamaha TMax

Con la concorrenza che incalza, Yamaha non sta certo a guardare e alza l’asticella declinando il nuovo TMax in tre versioni. La base si è messa a dieta, perde 9 kg e ha un look del frontale più snello, con fari a LED. Parte del merito va al nuovo telaio in alluminio, materiale usato anche per il forcellone. Il vano sottosella è ora più capiente può ospitare  due caschi jet. Accanto a quella standard, debuttano due nuovi allestimenti. Il TMax SX offre ancora di più in chiave sportiva, con nuove tinte (Matt Silver e Liquid Darkness) e il selettore del D-Mode sul blocchetto destro che permette di selezionare due modalità di guida, T-Mode per la città e S-Mode per la guida brillante. Il TMax DX mette l’accento invece sul comfort, con il cruise control, il parabrezza regolabile elettricamente, le manopole e la sella riscaldabili e la sospensione posteriore regolabile. Il TMax base costa 11.490 euro, l’SX 12.290 e il DX 13.390.

Honda CBR1000RR

Anche se le superspotive non vendono più come una volta, il loro segmento va presidiato come si deve e Honda, dopo anni di latitanza, torna in grande stile con la CBR1000RR. La moto lascia senza fiato, con un look aggressivo e filante come pochi. Ancor più mozzafiato è la scheda tecnica, con un nuovo motore da 192 cv e un ricerca maniacale della riduzione del peso di ogni singolo componente, tanto che la versione più raffinata SP pesa solo 195 kg in ordine di marcia. Quest’ultima dispone anche di sospensioni Öhlins semiattive, mentre la base si “accontenta” di ride-by-wire, piattaforma inerziale a 5 assi, controllo di trazione regolabile su 9 livelli, ABS di ultima generazione, cambio elettronico, tre riding mode e 5 mappe motore. Roba che poi, per fortuna, è più semplice da usare di quanto sembri. Il listino della Honda CBR 1000 RR parte da 18.790 euro.

Suzuki GSX-R1000

Dopo aver lasciato sfogare per qualche anno le rivali, Suzuki torna a reclamare un posto al sole tra le sportive con la sesta generazione della GSX-R1000, che punta su prestazioni al top, grazie a un motore con fasatura variabile da 202 cv, tanta elettronica e una sagoma filante e molto aerodinamica. I pezzi inediti sono oltre 600: oltre alla meccanica, cambiano anche il telaio a doppia trave in lega di alluminio e la distribuzione dei pesi, per portare  a nuovi livelli l’efficacia nella guida sportiva. Equipaggiata con una evoluta piattaforma inerziale, la nuova GSX-R1000 mette a disposizione del pilota controllo di trazione (regolabile su 10 livelli), ABS cornering e Drive Mode Selector (S-DMS) con tre modalità di risposta all’acceleratore. Accanto alla versione standard, proposta a 16.590 euro, c’è anche la GSX-R1000R, che monta anche cambio elettronico, launch control e più raffinate sospensioni Showa e costa invece 18.990 euro.

Yamaha R6

Yamaha crede ancora nelle sportive di media cilindrata e rimette mano alla sua R6, regalandole un nuovo look ispirato alla sorella R1 e ed equipaggiandola con un’elettronica sopraffina. Adesso la Supersport dei Tre Diapason è la prima 600 quattro cilindri al mondo a montare un traction control regolabile su sei livelli d’intervento e a offrire il cambio elettronico di serie. Il telaio e forcellone sono confermati mentre cambia la forcella, una KYB da 43 mm a sua volta derivata da quella della R1. Ai suoi piedi ci sono dischi da 320 mm, su cui vigila un nuovo ABS racing. Quanto al motore, per quanto le norme antinquinamento gli tarpino le ali, eroga pur sempre 118,4 cv, che non sono certo pochi. In buona sostanza, la R6 è leggera, raffinata e va forte senza essere troppo impegnativa. Per 13.990 euro serve altro?

Kawasaki Z650

La Kawasaki Z650 rispolvera il nome di un modello storico per sposare una formula sempre valida, quella della media leggera ma performante al tempo stesso. Il suo design è molto personale e che cattura l’attenzione seguendo il Sugomi style, che fa da denominatore comune ad Akashi. Le sovrastrutture ridotte all’osso lasciano in vista il telaio a traliccio e il brillante motore bicilindrico parallelo da 68 cv, che ha un’erogazione corposa ai medi regimi, perfetta per far divertire anche i guidatori già esperti. Chi è meno smaliziato apprezzerà invece la sella a soli 79 cm da terra e il peso di appena 187 kg. A mettere d’accordo tutti è infine il prezzo, 6.790 euro, con ABS di serie.

Ducati Monster 797

La Ducati Monster 797 segna il ritorno in listino di una versione raffreddata ad aria, proprio come la prima presentata nel 1992. Il legame di sangue si coglie osservando il faro tondo e il serbatoio ingobbito da 16,5 litri. Non manca neppure il telaio a traliccio, che lascia in evidenza il motore bicilindrico da 803 cc e 75 cv, che ha intervalli di manutenzione di ben 12.000 km. Tra i segni particolari spiccano il forcellone in alluminio con due bracci triangolari e la forcella Kayaba, con steli da 43 mm. La sella ha un’altezza ragionevole, di 805 mm, e nasconde una presa USB, utile a ricaricare il navigatore o lo smartphone durante i viaggi. Il prezzo è di 8.950 euro per la variante rossa, mentre ne servo 100 in più per quelle bianca e nera. Molti gli accessori per rendere unica la propria Monster.

Aprilia Tuono 1100 Factory 

Da anni l’Aprilia Tuono 1100 detta legge tra le naked sportive e per ribadire la sua egemonia il model year 2017 compie nuovi passi avanti. Adeguando il motore V4 da 175 cv alla normativa Euro 4, i tecnici hanno affinato il pacchetto elettronico APRC (Aprilia Performance Ride Control). Ora la piattaforma integra, tra le altre cose, mappature più efficaci, cambio elettronico e cruise control, con l’ABS Cornering di Bosch a fare da contorno di lusso. La chicca definitiva? Il software di acquisizione dati, che consente, tra le altre cose, di tarare in pista il traction control corner by corner. Le prestazioni non sono l’unica priorità, perché l’elettronica di bordo, connessa allo smartphone, ora può accettare i comandi vocali e permette eventualmente di gestire le telefonate in entrata e in uscita. Equipaggiata con forcella Öhlins NIX, mono e ammortizzatore di sterzo sempre Öhlins, la Tuono Factory emoziona nella guida stradale e sa andare molto, molto forte in pista. Il prezzo dell’unica variante cromatica Superpole è altino, 18.190 euro, ma giustificato da un’efficacia nella guida che lascia il segno.

Yamaha R3

Chi ha detto che per divertirsi occorrano per forza superpotenze e portafogli pieno? Con la Yamaha R3 anche chi ha solo la patente A2 può cimentarsi con soddisfazione nella guida sportiva. Anche l’occhio ha la sua parte con linee filanti e aggressive esaltate dal doppio faro anteriore e dalla presa d’aria centrale. Il motore bicilindrico da 42 cv è incastonato a mo’ di diamante in un telaio tubolare attorno al quale tutto ha misure compatte, con la sella a soli 780 mm da terra. un interasse di 1.380 mm e un peso di 169 kg. Con una spesa di appena 5.490 euro, quando c’è da danzare tra le curve ci si toglie non poche soddisfazioni.

KTM 390 Duke

Per KTM la 390 Duke è una best-seller assoluta ai quattro angoli del pianeta ed è normale che il model year 2017 si presenti tirato a lucido come l’argenteria di famiglia. Le migliorie toccano ogni ambito, a partire dal look, più affilato che mai, con il nuovo faro a LED e il codino che spara alto. Se la linea è moderna, la dotazione non è da meno. Il motore monocilindrico Euro4 da 372 cc e 44 cv adotta per esempio un sistema di comando ride-by-wire, mentre la strumentazione è digitale con schermo TFT. Con il kit opzionale KTM MyRide cruscotto e smartphone possono essere connessi, cosa che permette di vedere per esempio nel display le chiamate in arrivo. Tutto può essere controllato tramite il blocchetto elettrico sinistro. Con un peso di appena 149 kg, la KTM Duke 390 si guida che è una meraviglia, che si debba sgusciare nel traffico o affrontare il misto con il coltello tra i denti. Tra gli highlight della scheda tecnica c’è anche la frizione antisaltellamento, una presenza degna di nota su una moto che costa 5.610 euro.

Harley-Davidson Street Glide Special

Il profano e l’osservatore distratto non si facciano ingannare. Anche se sembrano quasi uguali alle edizioni precedenti i modelli della gamma Harley-Davidson Touring 2017 hanno voltato pagina. A spingerli c’è un nuovo motore raffreddato a liquido da 107 pollici cubi (ovvero 1.753 cc) e con teste a quattro valvole, capace di abbattere le vibrazioni del 75%. Il suono dello scarico è più pulito mentre tutto il resto è ovattato, con la trasmissione più fluida e la spinta appare ancora più pastosa, specie tra i 2.000 e i 4.000 giri. E il modo migliore per apprezzare tutto questo è scegliere la Street Glide Special, emblema del modo di viaggiare di Milwaukee, comoda ma anche sorprendentemente disinvolta tra le curve, grazie anche a sospensioni aggiornate. Certo, 27.400 euro non sono bruscolini ma questa è una scelta di vita, oltre che una moto.

BMW K 1600 GTL

La sei cilindri bavarese è sinonimo di viaggio in prima classe sin dal suo lancio e la BMW K 1600 GTL 2017 beneficia di migliorie che innalzano la qualità della vita a bordo. Ci si sposta dietro una carenatura che protegge meglio testa, mani e piedi e che, nella parte posteriore, dispone anche di nuovi vani portaoggetti. La posizione di guida, poi, si fa più eretta e confortevole, assicurando nel contempo un miglior controllo. Al passeggero non resta invece che appoggiarsi allo schienale del top case e godersi il panorama, cullato dalle sospensioni Dynamic ESA, con due settaggi, Road e Dynamic. Tra i nuovi optional spicca la retromarcia mentre un’altra new entry hi-tech è il sistema di chiamata di emergenza alla centrale operativa BMW. Dotata di 160 cv, la K 1600 GTL ha un prezzo di 26.400 euro.

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