Prova Triumph Street Scrambler 2019

Motore più potente, sospensioni aggiornate e elettronica ancora più raffinata. Così Triumph evolve la Street Scrambler, la più off road delle piccole classiche

10 dicembre 2018 - 13:12

  LIVE  
A due anni dal lancio, la Triumph Street Scrambler cambia per essere ancora più desiderabile e completa, soprattutto per quanto riguarda la dotazione tecnica. Il punto di partenza, infatti, è l’incremento di potenza del motore bicilindrico di 900 cc, che guadagna ben 10 cavalli per attestarsi a 65 (+18%), con la linea rossa che si sposta di 500 giri verso l’alto. La coppia massima dichiarata è di 80 Nm a 3.500 giri. Dotato di Ride By Wire, in questa rivisitazione il bicilindrico monta nuovi coprivalvole in lega di magnesio, albero a gomiti e contralberi alleggeriti al pari della frizione e del coperchio frizione.
FRENA ITALIANO

Ad arricchire la dotazione provvedono la pinza freno Brembo anteriore a quattro pistoncini e le nuove cartucce per la forcella, con escursione di 120 millimetri. Ancora più significativa è l’introduzione delle modalità di guida Road e Rain e -novità esclusiva di Scrambler- Off Road. Una dotazione inusuale per il segmento, così come è inusuale la possibilità di disattivare l’ABS e il controllo di trazione, per una guida offroad ancora più gratificante. Non mancano i LED per il gruppo ottico posteriore, la presa USB sotto la sella e l’immobilizer.


120 ACCESSORI PER FARLA TUA

La strumentazione della Triumph Street Scrambler è stata rivista, come anche la finitura della sella, per offrire più qualità e un impatto estetico ancora più gratificante che in passato. Sono addirittura 120 gli accessori pensati per questo modello, senza dimenticare il kit Urban Tracker. Quest’ultimo è composto dal bauletto da 25 litri, dal silenziatore slip-on Vance & Hines, dal tappo olio nero con finitura CNC, dal manubrio anch’esso nero, dal kit piastra portanumero, dalla sella con nervature nere, dal kit manubrio dresser bar nero, dalla griglia e cornice faro anteriore e dal parafango anteriore di alta qualità, oltre che dal paracoppa.
La nuova Triumph Street Scrambler è proposta in tre varianti cromatiche, chiamate Fusion White, Cranberry Red e Khaki Green/Matt Aluminium, con linea jet black. Tutto per un prezzo che parte da 10.900 euro.
  RIDE  
Partiamo da un presupposto: il fascino della Scrambler è sicuramente insuperabile. Questa moto si presenta con un look capace di rapire gli occhi, ed è molto interessante vedere come Triumph riesce a cambiare carattere ai suoi modelli giocando -bene- con i particolari. La Street Scrambler ha tutto al posto giusto per piacere: ruote a raggi, serbatoio rastremato, scaricone laterale (ben isolato ma d’estate occorre farci i conti) e un aspetto avventuroso che non può lasciare indifferenti.

PICCOLA, MA PIU’ GRANDE

Mettendola sul pratico, però, la Scrambler ha anche altre frecce nella sua faretra. Delle “piccole” Modern Classics è quella con la maggiore “statura”, più adatta quindi ad ospitare anche piloti di una taglia superiore alla S. Le sospensioni hanno uguale escursione rispetto a quelle della Street Twin, ma ammortizzatori e forcella si allungano, così rispetto alla Street Twin, la moto “lievita” in altezza, e la sella da 750 passa a 790 mm da terra. Migliora lo spazio per le gambe, perché cresce la distanza tra sella e pedane, il manubrio si alza e allarga e lo spazio abitabile migliora di conseguenza. Salendo a bordo della Street Scrambler si scopre quindi una moto più “matura”, decisamente piacevole da guidare e, forse, anche più incline alla guida spensierata di questo tipo di moto. Pur con la medesima base di partenza della Street Twin la Street Scrambler si produce in una guida più “smussata” e amichevole.
MAGICA 19

La ruota anteriore da 19 pollici (che a me piace moltissimo) gioca un ruolo importante in questo senso, arrotondando la guida e le Metzeler Karoo montate di primo equipaggiamento fanno anche una migliore figura sul bagnato rispetto alle Phantom della sorella stradale. Difficile non farsi spuntare il sorriso quando si impugna il manubrio della Street Scrambler, il motore potenziato non ha perso l’ottimo carattere tipico della versione precedente. Il discorso fatto per la Street Twin, vale anche per la Scrambler,
PIU’ POTENZA, STESSO CARATTERE
Con un carattere come quello del Twin Inglese, probabilmente non era strettamente necessario salire con la potenza, perché questo motore di guida molto “di coppia” sfruttando bassi e medi regimi e usando poco il cambio che non è il punto di forza di questo bicilindrico. Non è un motore, quindi, che fa venir voglia di tirare le marce, anche se ora è migliorata senza dubbio la voglia di allungare rispetto al passato. 500 giri in più, che probabilmente andrete a sfruttare poco, anche perché a Hinckley hanno lavorato bene: gonfiando la potenza agli alti senza perdere ai bassi quel carattere che è tanto piaciuto ai clienti e che è il principale artefice del gusto di guida della Scrambler.
TRE MAPPE

L’arrivo delle mappature (per la Scrambler c’è anche la mappatura Off Road) è in grado di modificare -anche se non in modo sensibile- il carattere del motore ed è interessante anche l’idea di poter disattivare ABS e TC per gestire meglio la moto in un eventuale tragitto off road, che non è ovviamente il suo “core business”, ma che la Scrambler riesce comunque ad affrontare in modo direi spigliato.
FRENATA MIGLIORE
Tra le altre cose segnate sul nostro taccuino c’è anche la frenata, con la nuova pinza Brembo garante di un migliore mordente in ogni condizione e con una leva che, curiosamente, sulla Scrambler provata si avvicinava di più alla manopola rispetto a quella della Street Twin ed aveva una risposta meno “secca”. Evidentemente l’allungamento del tubo freno dovuto all’allungamento delle sospensioni ha avuto questo piccolo effetto, a me peraltro gradito.

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