Prova Yamaha Aerox R & Aerox R Naked 2013

È sul mercato dei cinquantini da 16 anni e il “piccolo” della Casa nipponica si rinnova ancora. Pronto a conquistare i nuovi teenager che, oggi come ieri, vanno alla ricerca di sportività ed estetica racing. Novità anche sui modelli Bw’s e Neo’s, che scendono di prezzo e diventano “Easy”

Quando fu presentato il primo Yamaha Aerox R correva l’anno 1997. Chi, allora quattordicenne, sognava il suo primo cinquantino, oggi di anni ne ha diversi di più e, se i suoi gusti non sono cambiati, molto probabilmente guida una moto sportiva. Sì, perché la sportività è stata la grande novità introdotta da Aerox nel segmento dei “piccoli”, un carattere che da allora – dopo oltre duecentomila esemplari venduti in tutta Europa – non ha più perso, e che segna indelebilmente anche la versione 2013, che ispira il suo design al mondo delle supersportive.

Non è facile rinnovare un classico senza ripetersi. Yamaha ci è riuscita puntando su tre fattori: il design, la fedeltà al DNA Aerox e le sensazioni da moto vera. Tra questi è soprattutto il design, profondamente rivisto, il più riuscito, per sportività e modernità. Ma anche le innovazioni tecniche non mancano, come vedremo. A chi si rivolge? Ai teenager affascinati dall’estetica racing, che sognano i piloti della MotoGP e ne emulano le pose accentuando la piega, azzardando l’impennata, facendo sentire a tutti il rumore del monocilindrico due tempi, meglio se amplificato da una marmitta fresca di tuning. Un segmento che, secondo gli esperti di marketing, vale il 25% del totale del mercato scooter.LIVELa parentela con le R-Series Yamaha è di primo grado. A enfatizzare la sportività concorrono molti aspetti: il leggero cupolino, l’aggressivo doppio faro dal potente fascio luminoso, la carenatura filante e aerodinamica, il frontale ribassato che disegna una linea fortemente inclinata verso l’anteriore, la sella con le cuciture bianche, così come le nuove luci posteriori, che ricordano a un primo sguardo il gruppo ottico della YZF-R1. Completano il carattere sportivo – a riprova che le novità non sono solo estetiche – i dischi da 190 mm (che garantiscono ottime frenate) e gli pneumatici dal profilo ribassato (130/60-13 all’anteriore, 140/60-13 al posteriore), montati su cerchi leggeri da 13 pollici. Dotazioni che aumentano maneggevolezza e tenuta di strada. Ma, per chi ancora non fosse soddisfatto, Yamaha non solo mette a disposizione l’allestimento “Sport”, con codino monoposto, pedane in alluminio, nuovo schermo sportivo; ma offre anche una versione alternativa, l’Aerox R Naked. Dal carattere ancor più aggressivo, questa versione, proposta in color nero opaco con grafiche particolarmente forti, si presenta con manubrio senza carena e strumentazione minimal. Dotato di ammortizzatore posteriore con serbatoio separato, si fa notare per un carattere decisamente “urban” che non lascia indifferenti.RIDEIn sella all’Aerox R la prima sensazione che si coglie è dettata dalla posizione di guida: sella alta (e dura, probabilmente troppo), manubrio basso. Ben presto emergono le sue caratteristiche dinamiche: rigido e leggero grazie al telaio tubolare in acciaio; stabile e preciso grazie a sospensioni efficienti; reattivo e pronto nei cambi di direzione, grazie al peso ridotto (92,5 kg a secco). Il risultato? Una guida divertente e sicura. Yamaha ha fatto le cose per bene anche sul motore, evoluzione tecnologica dell’affidabile monocilindrico da 49 cc, a 2 tempi e raffreddato a liquido, che ha decretato il successo di Aerox nel tempo. L’accelerazione, il sound, il carattere dei motori a 2 tempi sono le sue doti princpiali. Peccato che siano nei fatti pesantemente penalizzate dai limiti imposti dalle norme UE a questo segmento di mercato: con la velocità massima che non può superiore i 45 km/h non ci si stupisce se aumentano le vendite di bici elettriche a discapito dei ciclomotori.

Basterebbe che chi introduce tali norme provi a mettersi alla guida per capire che la sicurezza non sempre diminuisce con l’aumentare della velocità. Anzi, talvolta avviene proprio il contrario. Il traffico urbano di scorrimento, infatti, si attesta su velocità maggiori dei 45 o 50 km/h. Il risultato è che a bordo di un 50 cc ci si sente corpi estranei, incapaci di stare al passo degli altri veicoli o di uscire rapidamente da situazioni critiche e, dunque, si è potenzialmente in pericolo. Certo, la soluzione c’è sempre stata: sbloccare il motore. Cosa che in alcuni casi gli stessi concessionari propongono di fare. Eppure normative più sensate potrebbero conciliare sicurezza e legalità.

I prezzi? 2.690 euro per Aerox R, disponibile in tre colorazioni (Absolute White, Funky Blue, Lunar Grey); mentre la versione Naked (colore Power Black) richiede 100 euro in più.

Sulle orme dello storico MBK Booster ecco il BW’s, un gradito ritorno[/caption]Yamaha, in un periodo di forte diminuzione delle vendite, non si è dimenticata di chi al prezzo riserva un occhio di riguardo. Sulla base dei dati di mercato, che evidenziano la soglia di 1.600 euro come quella al di sotto della quale le vendite crescono e al di sopra della quale diminuiscono, la Casa nipponica ripresenta due “vecchie glorie”, il Bw’s e il Neo’s (che per anni sono stati commercializzati come MBK Booster e MBK Ovetto) e, con qualche modifica – per la verità piuttosto sostanziale, seppure il design resti invariato – ne mette in vendita la versione “Easy”, a 400 euro in meno rispetto a prima (rispettivamente a 1.590 euro e 1.490 euro).

Un risparmio che tuttavia si “paga” abbastanza salato: la strumentazione da digitale torna analogica, lo starter lascia il posto al vecchio avviamento a pedale, uno specchietto retrovisore deve bastare e i cerchi diventano in acciaio. Niente di grave, si dirà, e in fondo il carattere un po’ più semplice e “spartano” non dispiace in tempi di crisi, in cui si fa di necessità virtù. Se c’era una cosa, però, su cui sarebbe stato meglio non risparmiare erano i freni a disco: con quelli a tamburo fermarsi non è proprio “easy”.