Prova Yamaha MT-07

Costa 5.690 euro e porta tra le “entry level” il concetto MT, basato su qualità e divertimento. Colpiscono la razionalità della progettazione, l’aspetto curato di molti particolari e la vocazione fun, a dispetto del prezzo

9 febbraio 2014 - 15:02

Lanzarote (Spagna) – Dopo aver lasciato campo libero alla concorrenza per almeno un biennio, Yamaha ha sferrato una fortissima offensiva, che ha nella gamma MT le sue armi migliori. Dopo il buon esordio della MT-09 (leggi la prova), arriva un modello che ha il potenziale adeguato a rivoluzionare il segmento delle “entry level”, dedicate sia a chi inizia con il motociclismo sia ai già motociclisti nella fascia d’età 20-35 anni. Si tratta di clienti molto esigenti, almeno per quanto riguarda la versatilità d’uso, che include i quotidiani spostamenti in città ma non dimentica i week-end e il turismo di corto e medio raggio. Prima della MT-07 l’offerta comprendeva modelli che il più delle volte sacrificavano la qualità delle finiture all’esigenza di mantenere sotto controllo il prezzo, oppure proponevano dotazione e prestazioni davvero da neofiti. L’arrivo della MT-07 più che cambiare le carte in gioco, ne cambia le regole. E da oggi in avanti la concorrenza dovrà adeguarsi.

LIVE
Rispetto alla XJ6, di cui peraltro la MT-07 non vuole essere il rimpiazzo, la nuova bicilindrica Yamaha punta su carattere, leggerezza ed efficienza; rispetto alla MT-09, si distingue per facilità di guida e accessibilità. Il punto di partenza è la progettazione di componenti che abbiano nella semplicità, nella leggerezza e nella piacevolezza estetica le caratteristiche essenziali. Il forcellone è un ottimo esempio di questo approccio: dotato di bracci di robusta sezione a disegno asimmetrico, saldato con cura, sembra essere realizzato in alluminio e invece è in acciaio. Minimo costo, massimo risultato. Ancora: il telaio ha una bella sezione anteriore in tubi, ma vanta anche piastre laterali in alluminio che hanno funzione esclusivamente decorativa, perché il leveraggio progressivo del monoammortizzatore è fissato direttamente al basamento del motore. Il bicilindrico segue la medesima filosofia progettuale: rispetto ad esempio al quattro in linea della citata XJ6, è più compatto, include un numero inferiore di componenti (-18%), ha attriti interni inferiori ed è anche più facile da assemblare, oltre che più leggero di ben 7 kg. Accreditato di 75 cv a 9000 giri/min e 68 Nm a 6500 giri/min – interessante il confronto ancora con la XJ6 da 77,5 cv e 60 Nm – sfrutta l’imbiellaggio a 270° per ridurre l’inerzia e avvicinare il carattere del motore a quello di un V2. L’interasse è di soli 1.400 mm (XJ6 1.440 mm), la distribuzione dei pesi equilibrata (49% anteriore-51% posteriore); una novità per questa fascia di prezzo è la sezione dello pneumatico posteriore, uno sportiveggiante 180/55 su cerchi a 10 razze come quelli della MT-09: tocco funzionale ma anche attento al look, con il retrotreno che guadagna volume.

 

Cosa significa cura dei dettagli? Significa strumentazione totalmente digitale e leggibile anche in condizioni di luce diretta; verniciatura e assemblaggio senza sbavature; un minuscolo elemento in gomma che preserva dall’usura i cavi del comando gas. La sensazione di qualità è molto forte, e si accentua considerando il prezzo. Ovvio, ci sono particolari che potrebbero essere ancora più curati: il portatarga ha esordito sulla R6 parecchi anni fa, i comandi a pedale sono economici, il punto di ancoraggio del cavo frizione decisamente sgraziato, il serbatoio del liquido del freno posteriore fin troppo in vista.  

RIDE
Più stretta della XJ6 nella zona a contatto con il serbatoio, la MT-07 offre un’ampia superficie di appoggio sulla sella, posta a 805 mm d’altezza. Decisamente degno di nota il peso in ordine di marcia con il pieno di carburante: 179 kg (182 per la versione con ABS), pari a 164 kg a secco, molti meno dei 206 kg della XJ6 ma anche dei 204 della Kawasaki ER-6n e dei 226 della Honda NC750S DCT. Divertimento, emozioni e tanta praticità: la MT-07 promette molto, e molto mantiene. Il bicilindrico è regolare anche a freddo, per quanto fin troppo silenzioso; affiancato da un cambio non particolarmente sportivo ma funzionale e preciso, mette in mostra fin dai primi chilometri l’estrema linearità d’erogazione, che gli permette di girare in sesta marcia con un filo di gas e senza rifiuti, anche a velocità da parata. La posizione di guida strizza l’occhio ad altri modelli “Made in Japan”: sella bassa, pedane abbastanza alte e manubrio che si protende verso il busto: la sensazione è di essere leggermente “incassati” più che seduti, ma d’altra parte la prospettiva del neofita potrebbe essere diversa e più favorevole.

Le strade dell’isola di Lanzarote, la quarta per dimensioni nell’arcipelago delle Canarie, non sono spettacolari soltanto per i paesaggi che attraversano, tra rocce di origine vulcanica, montagne spazzate dal vento e coste battute dalle onde dell’Oceano Atlantico: hanno anche asfalto ad alto coefficiente di attrito e totale assenza di buche. In questo paradiso del motociclismo la MT-07 ha messo in luce innanzitutto una buona maneggevolezza: non è un fulmine, a dire il vero, ma è abbastanza rapida nei cambi di direzione, oltre a essere rassicurante in appoggio e stabile nei tratti veloci. A suo agio tra le curve di corto e medio raggio, tende a sedersi un po’ sulla sospensione posteriore: poco male, perché rispetto alla taratura standard del precarico molla (3° tacca), ci sono altre 6 posizioni da sfruttare, per alzare il retrotreno e caricare maggiormente la moto davanti. Dettagli da tester, abituati a raggiungere – e talvolta superare – il limite: in condizioni di utilizzo normali la MT-07 è assolutamente equilibrata, facile e immediata. Va anche forte, dato che supera abbondantemente i 200 km/h indicati, che si raggiungono senza difficoltà, a patto di accucciarsi bene sul serbatoio e contrastare la pressione dell’aria. Il comfort – fatta appunto eccezione per la protezione dall’aria, necessariamente minima su una naked – è buono, grazie anche alla taratura di forcella e ammortizzatore: la prima è efficace soprattutto nella prima parte di escursione; ridotte per entità e frequenza le vibrazioni. L’impianto frenante con tre dischi avrà l’ABS nella specifica versione, in arrivo nelle concessionarie da marzo; votato alla facilità di gestione per facilitare l’approccio ai motociclisti meno esperti, richiede pinzate decise per sfruttarne al massimo la pur adeguata potenza. Cinque le colorazioni: Matt Grey, Racing Red e Competition White a 5.690 euro f.c., Deep Armor e Race Blue Series a 100 euro in più. Sono oltre 50 gli accessori originali, che spaziano dal bauletto al terminale di scarico. 

Ben fatta, facile da gestire, ancora più sportiva del previsto: la MT-07 è probabilmente la miglior Yamaha degli ultimi anni, nonostante il prezzo costituisca una frazione di quanto richiesto per acquistare i più amati modelli di naked ad alte prestazioni o Superbike replica. Questa moto dimostra come sia possibile mantenere un buon livello qualitativo anche quando bisogna calcolare i costi al centesimo, e senza che sia necessario spostare la produzione in Paesi con basso costo della manodopera. Ora non resta che attendere il responso del mercato: di sicuro c’è che mai come oggi i nuovi motociclisti hanno avuto a disposizione così tanto (gusto e contenuto) a così poco (prezzo).

 

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