Loris Capirossi

Le 500? Con le gomme di oggi andrebbero più veloci delle MotoGP. Gli spagnoli? Hanno la scuola migliore ma ci stiamo muovendo anche noi. La sicurezza? Non si finisce mai di lavorare. Questo e molto altro nella nostra intervista a Loris Capirossi

14 ottobre 2014 - 10:10

Parlare con Loris Capirossi è fantastico, lui è un fiume in piena, usa termini gergali tipo “è una figata” o “da paura”, ha gli occhi che brillano di passione. Una passione che dopo tanti anni di gare, oltre 300 GP non si è ancora spenta. Lo incontriamo a Misano, il venerdì prima della gara in una giornata fredda e piovosissima. Siamo ospiti di Bridgestone che per un giorno ci ha fatto toccare con mano quel mondo quasi surreale che è il paddock della MotoGP, dove ti puoi inebriare respirando il profumo della benzina speciale, dove passeggiando puoi incontrare Valentino Rossi che si aggira in scooter o Marc Marquez che parla amabilmente con un po’ di tifosi. Loris arriva ed esordisce con un “beh oggi sono contento di non correre più, sto meglio io di chi è in pista”. Ha ragione, fuori c’è un tempo da lupi e i piloti cascano come mosche sull’asfalto viscido di Misano. Ma i suoi occhi, in verità, dicono tutt’altro. Loris sarà anche in pensione, ma è e resta un pilota, uno che quando sale in sella gode, e dà il massimo, come ha sempre fatto in carriera. Oggi è al servizio degli altri piloti, lavora per Dorna ed è consulente Bridgestone, una posizione perfetta per parlare di tecnica, di ricordi, di moto due tempi, di elettronica e di come evolverà la MotoGP in futuro. Un fiume in piena che non vorresti mai fermare. Mettetevi comodi.

In che termini le gomme si sono evolute in questi anni?
Devo dire che c’è stata una evoluzione continua e incredibile. Anche quando correvo, anno dopo anno c’erano soluzioni nuove ma il grande passo è stato fatto soprattutto quando è arrivata la gomma da 16,5 pollici per l’anteriore e il posteriore. Però negli anni in cui c’era competizione tra i gommisti lo sviluppo era molto molto più veloce; adesso abbiamo rallentato. Ciò non toglie che si sia arrivati a un livello di pneumatico incredibile perché il grip è enorme e puoi fare il giro veloce all’ultimo giro. Una volta non era così, avevi un ottimo potenziale diciamo il primo 30%- 40% di gara poi il grip iniziava a calare. Adesso il rendimento è altissimo e non ci sono mai cali evidenti.

Ma non era forse meglio allora? Nel senso che chi era più bravo a salvaguardare la gomma, a gestire la moto che scivolava, alla fine aveva un vantaggio. 
Si però c’è anche da dire che oltre alle gomme anche l’elettronica ha fatto passi avanti da paura. Una volta e sto parlando di 10 anni fa, non c’era elettronica quindi era il polso del pilota che gestiva tutto. Adesso subentrano tanti sistemi elettronici che ti aiutano a gestire la potenza che arriva al pneumatico posteriore e tutto il resto, però devo dire che adesso le gomme vanno veramente bene è difficile dire quale sarà il prossimo traguardo . Con Bridgestone io ho iniziato a lavorare nel 2005, siamo stati i primi in assoluto con Ducati a passare a Bridgestone e loro hanno fatto evoluzioni continue. Però a quell’epoca c’era competizione tra gommisti e noi provavamo anche 30/40 gomme diverse in una stagione. C’erano delle gare in cui provavo 5/6 gomme diverse, adesso non è più così. Anche adesso c’è uno sviluppo continuo ma si cerca di lavorare soprattutto per dare feeling e non per incrementare il livello di gri. Non essendoci competizione è tutto più tranquillo, quando trovi uno pneumatico che funziona molto bene, quello rimane poi fai dei piccoli aggiustamenti.
Provo a spiegarvi in due parole una gomma, una volta avevamo anche tantissimi tipi di mescola su una sola gomma. Alla massima piega, alla mezza piega, poi la parte centrale. Avevamo gomme asimmetriche con due compound diversi a destra, altri due a sinistra, avevamo anche 5 mescole diverse su una gomma unica era un’altra roba. Adesso abbiamo gomme asimmetriche destra/sinistra L’edge part (ovvero la mescola specifica per il massimo angolo di piega ndr) non c’è quasi più perché è costoso svilupparlo ed è per questo che qualcuno di Yamaha ogni tanto si lamenta. Del resto la Yamaha è una moto che ha bisogno di molta percorrenza e certe volte soffrono un po’ di più degli altri. Però secondo me il gran lavoro di Bridgestone è stato quello di fare un pneumatico che va bene un po’ per tutti. Non c’è una gomma che in Ducati è perfetta, in Honda è perfetta e in Yamaha non funziona, più o meno sono tutti contenti, magari qualcuno si lamenta però alla fine, quando vai a stringere, i risultati sono molto simili, inoltre stimoli le aziende a far funzionare le loro moto con queste gomme.

Ma ipotizzando ed estremizzando, se tu mettessi queste gomme qui su una 500, per fare esperimento, cosa succederebbe?
Guarda io ho guidato a Brno la MotoGP (peraltro girando fortino…) e adesso le gomme fanno veramente paura, il passo enorme che ha fatto Bridgestone in questi anni è sul warmup. Una volta era difficile portarle in temperatura, ora dopo tre curve sei già a manetta, un riscaldamento così veloce te lo dava la gomma da qualifica adesso la gomma da gara fa lo stesso effetto e questo è un passo avanti enorme. Una 500 dici? Guarda, io ho guidato le 2T fino al 2002 quando già gareggiavano le quattro tempi, ecco quella moto li con queste gomme qui, e un po’ di elettronica secondo me è più veloce di una MotoGP. Chiaramente a quell’epoca non c’era nessun tipo di elettronica ma le moto erano molto leggere, avevano già oltre 200 cavalli e le gomme erano molto diverse, non c’erano certo le gomme di oggi…
Poi vorrei anche dire una cosa, le pieghe esagerate che vedete oggi sono ovviamente in parte dovute alle gomme, ma in parte è cambiato anche lo stile di guida. Io non ho mai toccato con il gomito, perché con le moto che avevamo non serviva. Invece ora durante il test che ho fatto a Brno e dopo tre giri al curvone veloce di terza ero con il gomito sul terreno. Queste moto hanno un assetto molto diverso da quelle che avevamo noi, perché hanno tantissimo carico sul posteriore per avere tanto grip meccanico, quindi davanti sono molto “leggere”, scariche, e il pilota deve portare il peso molto in avanti per caricare l’avantreno. Lo stile di guida che vediamo oggi è stato portato soprattutto da Marquez ma ora lo stanno praticamente adottando tutti, anche Valentino si sta adattando a questo nuovo stile.

Ma quando sei salito a Brno non ti è tornata la voglia di correre? Non ti è venuta la cosiddetta “scimmia”?
Mah devo dire che io non vado più in moto e soprattutto non mi alleno più. Perché ho fatto fatica per 25 anni e adesso faccio solo quello che mi piace. La MotoGp ti impegna molto, è durissima. Però queste moto vanno talmente bene che guidarle è una vera figata. L’evoluzione che hanno avuto le moto in questi anni è stratosferica. Anche se io ho utilizzato le Open che hanno una elettronica di Dorna e non factory, ma già queste vanno benissimo. E poi i freni ho provato i dischi da 340 e fanno paura. Hanno una potenza tale che devi veramente gestire la forza delle dita perché o ti cappotti o ti chiude lo sterzo anche sul dritto. Una potenza spaventosa.

Oggi le moto sono state sviluppate attorno a queste gomme, pensiamo a Suzuki e Aprilia che entrano quest’anno con progetti sviluppati sulle Bridgestone e poi l’anno prossimo arriverano le Michelin cosa cambierà?
Mah secondo me nel 2016 ci sarà un cambio abbastanza importante . Ci sarà il cambio delle gomme, ma ci sarà anche l’elettronica unica e non si potrà più utilizzare l’elettronica factory. Chiunque apporterà modifiche dovrà renderle disponibili per tutti. Cercheremo di creareun campionato non dettato solo dall’elettronica, perché in questo caso chi ha più soldi da spendere può fare la differenza. Per quanto riguarda le gomme, il nuovo fornitore ha deciso di entrare con le gomme da 17 perché sono più vicine al prodotto di serie. Sarà interessante. Vedremo.

Parliamo di sicurezza nei GP, argomento sempre di attualità, quali margini di miglioramento ci sono secondo te?
Secondo me ci sono sempre grandi margini di miglioramento. Il problema è che le moto di oggi con le gomme di oggi sono sempre più veloci, e quindi circuiti che prima erano molto sicuri oggi sono un po’ meno sicuri. Sono cambiate anche le velocità di percorrenza, una volta a centro curva una 125 era molto più veloce di una 500, oggi se vai a vedere le velocità percorrenza in curva di Moto3 e MotoGP siamo li, è veramente molto simile logico che anche le velocità finali si siano alzate molto. Stiamo lavorando su progetti nuovi, circuiti nuovi che arriveranno in un futuro non troppo lontano, però si può sempre migliorare la sicurezza, anche a livello di abbigliamento piloti ad esempio.

Per esempio obbligare tutti i piloti a utilizzare tute con Airbag? 
Ma guarda questa cosa è molto politica. Sappiamo che al momento ci sono solo due aziende che possiedono questa tecnologia, per cui mettere una regola del genere significherebbe distruggere tutti gli altri, perché la tecnologia di questo sistema è molto importante. Stiamo lavorando con queste due aziende perché si possa avere a un prezzo veramente commerciale tutto il sistema, così che chiunque possa acquistarlo per metterlo su tute di tutte le marche. Il nostro obiettivo è comunque di rendere obbligatorio l’airbag.

Sempre a proposito di sicurezza si parlava qualche mese fa l’eventualità di limitare le velocità massime delle moto
Vero, ne abbiamo parlato tanto, però come fai a gestire un limite di velocità? Possiamo lavorare sul corpo farfallato, possiamo lavorare su un sacco di cose come il limite massimo dei giri. Ma la velocità è davvero molto difficile da gestire e poi c’è la scia… Però stiamo cercando di costruire dei regolamenti in cui la velocità sia ridotta. Tanto se vanno a 280 all’ora o a 350 al pubblico fondamentalmente non interessa niente. Vuole vedere delle belle gare.

Centraline tutte uguali, gomme tutte uguali, alesaggio congelato. Non c’è rischio che la MotoGP diventi un po’ troppo Formula 1?
Noooo assolutamente no! La moto, come voi sapete, è totalmente diversa da un’auto. Il pilota, anche se un po’ meno che in passato, può sempre fare la differenza. In auto se la macchina non va non va. In moto qualcosa di tuo ce lo puoi mettere. Chiaramente sei guidi un cesso non ci puoi fare niente, ma se una moto è leggermente inferiore a un’altra il pIlota ancora può fare qualcosa. Quindi sicuramente non sarà così.
Guarda, dirò di più; quando abbiamo fatto il regolamento per quanto riguarda a Moto2 siamo stati criticatissimi e la Moto2 invece è una delle categorie più belle che ci sono in questo momento, vediamo gare belle e i piloti forti emergono. Ovviamente non vogliamo rendere così la MotoGP perché non è giusto e ci sono delle Case che investono fior di quattrini, però cercare di limitare quello che riusciamo a limitare…

Però qualcosa tipo Moto3 anche in Moto2 di potrebbe fare, piuttosto che fare un monomotore. Onestamente io da spettatore guardo più volentieri la Moto3 rispetto alla Moto2 perché vedo anche un confronto tecnico tra aziende diverse.
Anche di questa cosa se ne è discusso parecchio, chiaramente in questo momento stiamo vivendo un momento non molto facile e non solo in Italia, quindi fare un cambiamento del genere è molto costoso. Perché vuole dire che tutto ciò che abbiamo va buttato via. Però c’è interesse anche di altre Case e noi ovviamente saremmo molto contenti che questo succedesse, ma non è ancora il momento.

Jack Miller in MotoGP, sempre a proposito di sicurezza, cosa ne pensi? Non è un azzardo? Un salto troppo lungo?
Io dico solo che dipende molto dal feeling del pilota Se lui è pronto psicologicamente lo può fare. Chiaramente la moto è più pesante, più difficile, va più forte però qui stiamo comunque parlando di gente che in moto sa andarci. Secondo me farà un po’ fatica i primi 4/5 giorni di test, poi dopo chiaramente non lo vedo vincente subito perché è dura, ma a livello di sicurezza non vedo problemi. Imparerà subito come si fa…

Chiaramente è più facile debuttare su una MotoGP che su una 500…
Ogni epoca ha le sue caratteristiche, su queste moto qui puoi salirci anche tu e puoi andarci, non farai il record della pista però ci vai e ti diverti. Su una 500 non era così, la 500 aveva un regime utile da 10.500 ai 12.000 poi il motore era finito. Con queste vai da 8.000 a 18.000 hai 10.000 giri buoni, se sbagli una marcia in una curva da terza e la fai in quarta, esci lo stesso chiaramente non fai il tempo perché hai sbagliato, ma ci giri. La 500 si spegne e se sbagli a dare una manata di gas te la tiri in testa, per questo vedevamo un sacco di high-side e di infortuni, con queste moto qui succede ma molto meno.

Elettronica, tu sei sempre stato contro
Già, io non la volevo. Ho sempre combattuto con Valentino per limitarla, le 500 non ne avevano nemmeno un po’. La prima volta che ho provato la Ducati a Valencia non avevo mai guidato una 4T in vita mia e la cosa che mi ha stupito enormemente era come si fermano. Chiudi il gas e queste moto qui si fermano da sole, invece con le moto 2T diventavi matto per fermarti. E poi il motore, anche se la Ducati a quell’epoca era un toro inferocito, rispetto al 2T era facilissima era un attimo adattarsi.
Però secondo me i top rider andrebbero forte uguale anche con una 500… si farebbero un po’ più di male ma andrebbero forte uguale, perché se uno ha del talento va forte con tutto. Secondo me chi era un campione allora è un campione oggi e viceversa. Io sono comunque amante del due tempi, il profumo il rumore, quelle moto riescono a dare delle sensazioni che il 4 Tempi non ti potrà mai dare. Però è chiaro che adesso le moto sono queste e fanno paura comunque.

È piu facile avvicinarsi al professionismo oggi rispetto a prima?
Se hai dei soldi… una volta era molto diverso. Oggi arrivano tanti con la valigetta.

DORNA sta cercando di creare con questo campionato ovviamente qualcosa di planetario, e fa comodo avere piloti di più nazioni possibili. Un Hernandez va bene perché è colombiano, poi ci vuole un canadese un americano, si guarda al talento o alla nazionalità?

Ti stoppo e ti dico che il campionato del mondo per essere interessante è giusto che abbia piloti di un po’ di tutte le nazionalità anche per dare interesse a quante più persone possibile. Questo è un business che parla al mondo intero però chiaramente non possiamo mettere in MotoGP piloti thailandesi che non vanno niente, cerchiamo di selezionare quelli più talentuosi e Hernandez secondo me sta facendo un supercampionato. La scuola migliore è senza dubbio quella spagnola, visto che negli ultimi anni loro hanno lavorato molto da zero; la scuola italiana si era persa e ora sta tornando ad essere incisiva e importante. Dalle altre parti è più difficile ed è per quello che esistono realtà come la Rookies Cup o la Asian Cup, perché andiamo a cercare anche in Asia o in altre parti d’europa piloti che hanno talento. Purtroppo il motociclismo non è uno sport come il calcio dove magari se hai un po’ di talento e un pallone puoi combinare qualcosa, questo è uno sport molto costoso per cui magari capita che c’è chi ha il talento ma non le possibilità (economiche ndr) e con questi campionati diamo la possibilità a tutti di dimostrare se questo talento esiste veramente.

Gli americani si sono persi?
Gli americani siamo in crisi. Adesso c’è Wayne Rainey che ha preso in mano il campionato americano e sta cercando di creare un po’ di movimento. Diciamo che noi (Dorna ndr) stiamo comunque partecipando a questo progetto e secondo me verrà fuori qualcosa di bello. Il problema è che in questo momento negli USA non c’è scuola, non c’ molto interesse, nei campionati americani ci sono piloti di 45 anni che corrono e vincono ancora, è questo il problema. Non c’è una scuola, c’è bisogno di rinnovare. Poi c’è anche da dire che rispetto a tutti quei campionati che io definisco “di contorno” qui è un’altra roba. Vinci i campionati in America con una mano e poi arrivi qui e sei ultimo. Quindi serve una scuola e di livello abbastanza alto, altrimenti non si va da nessuna parte.

Secondo te cosa ha il campionato Spagnolo che non ha quello Italiano?
Bhe c’è da dire che adesso il campionato spagnolo è un campionato internazionale. È vero, si corre in Spagna ma ci sono piloti da tutto il mondo e quindi si è alzato molto il livello, le piste su cui corrono sono comunque importanti e c’è tanta scuola fin dal livello da zero, lavorano con i bambini e questo secondo me fa la differenza, perché quando ne selezioni 100 tutti gli anni 3-4 buoni li trovi… Anche in Italia una volta c’erano tanti monomarca dove vedevi veramente chi poteva emergere, oggi c’è molto meno. Ma qualcosa si muove.

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