Joe Bastianich

Il popolare Masterchef accompagna il lancio della nuova Kia Soul. In occasione della presentazione della nuova campagna pubblicitaria lo abbiamo intervistato, scoprendo che è un grande appassionato di auto, di moto e di ciclismo. Ci ha svelato un segreto per fare bella figura in cucina...

25 marzo 2014 - 23:03

“Interpretare il criceto è stato un onore”: parola di Joe Bastianich, protagonista del lancio pubblicitario della nuova Kia Soul, che riprende il tema degli Hamster, i criceti che tanto successo hanno riscosso in America dal 2009 ad oggi. La scelta di un testimonial come Bastianich, secondo la Casa coreana, rispecchia l’originalità e lo stile deciso della nuova Kia Soul e allo stesso tempo sottolinea le affinità fra un’auto che vuole esprimere qualità e un personaggio che nella sua professione pratica l’eccellenza. Passione e tecnologia dedicate al piacere quotidiano sono dunque il filo conduttore di un abbinamento che vive attraverso una serie di iniziative di comunicazione nelle quali il tema della “trasformazione” viene articolato in immagini ed episodi che vivranno nella campagna stampa e on line che è già partita.

http://www.youtube.com/watch?v=lUAMXbh1w_4&feature=share&list=PLw4YL_CaZgSk85LT1sg1JvpyDW8PKxqqZ

Due hashtag dedicati, #cosastasuccidendo e #bastianich4soul, saranno lanciati sui canali social e alimenteranno l’effetto virale dell’iniziativa, che mira a posizionare adeguatamente un prodotto originale e decisamente fuori dagli schemi. La presentazione della campagna pubblicitaria è stata l’occasione per una chiacchierata con il Masterchef italo-americano, che con il suo inconfondibile accento e con la consueta proverbiale schiettezza ci ha parlato di cultura gastronomica e di auto, dispensando anche un paio di utili consigli.

Mr Bastianich, lei è proprietario di svariati ristoranti in America, oltre che di una cantina in Italia, ed è socio di Eataly New York. Quando trova il tempo di stare dietro i fornelli?
Mai, io non sono uno chef ma gestisco chef.

Le statistiche dicono che sempre più persone consumano “junk food”, il cosiddetto cibo spazzatura. Come spiega allora il successo di programmi di cucina come Masterchef?
Il cibo è diventato il nuovo lusso e molte persone sono più attente a quello che mangiano. 

Mangiar bene è diventata una cosa da ricchi?
No, la questione è molto più democratica: non serve spendere cifre stratosferiche per mangiar bene.

Qualche anno fa pesava 20 kg in più di adesso: è più credibile un ristoratore in forma rispetto a uno sovrappeso?
Se uno è sovrappeso significa che c’è una mancanza di responsabilità e di rispetto nei confronti di sé stesso prima di tutto.

Le piaciono le auto?
Sì, sono molto appassionato e ne possiedo molte.

Ci dica un’auto che fa parte della sua collezione:
una Ferrari 330 GT del ‘64.

E le moto?
Adoro le Ducati.

A Masterchef la dipingono come il più cattivo dei tre, quello che perde le staffe più di frequente; anche quando guida è così?
Non è vero che sono il più cattivo e in macchina sono sempre molto rilassato.

Come si immagina le auto del futuro?
I costruttori dovrebbero fare come Kia con la Soul. Mi ricollego al concetto del nuovo lusso: oggi non è figo chi ha la macchina 8 cilindri, costosa e che inquina; le auto devono essere economiche, comode, sicure e devono consumare poco. E ovviamente devono avere stile.

Ho letto che è un triathleta e ha corso anche alcuni Ironman. Cosa mangia prima di pedalare per molte ore?
Cereali con banana e burro di arachidi.

Il piatto più buono che ha assaggiato quest’anno?
Riccio con gambero crudo e caviale in un ristorante di Singapore, preparato da uno chef australiano.

E il più cattivo?
Ho assaggiato molti piatti cattivi durante Masterchef Italia e Masterchef USA, ma preferisco non parlarne. Posso dirvi una cosa però: scappate se vedete un acquario in un ristorante.

Il suo collega Cracco dice: se vuoi fare il figo usa lo scalogno. Ci dia un consiglio per fare bella figura in cucina.
Scolate gli spaghetti un minuto prima e non scendete a compromessi per quanto riguarda l’olio: scegliete sempre quello più costoso.  

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