Marco Melandri

La gara di Monza ha ridato alla Superbike Marco Melandri. Dopo un inizio di stagione difficile, nel quale il pilota BMW non ha mai trovato il giusto feeling con la sua S1000RR, sul tracciato brianzolo è tornato il Melandri dello scorso anno. Nelle nostre dieci domande ci racconta come ha fatto

29 maggio 2013 - 9:05

Sulla carta il Mondiale 2013 doveva essere una formalità per Marco Melandri. Dopo le sei vittorie dello scorso anno, il ritiro di Max Biaggi e le difficoltà di Carlos Checa e della Ducati, per il pilota BMW sembrava che l'unico pilota da battere sarebbe stato Tom Sykes. Invece davanti a tutti si sono piazzati subito i due piloti ufficiali Aprilia Sylvain Guintoli ed Eugene Laverty. Marco è stato sfortunato in gara 1 a Phillip Island, dove è stato travolto da Carlos Checa; poi ha rotto la catena nel giro di ricognizione di gara 1 ad Assen. Nelle altre gare ha sempre faticato tanto a tenere il passo dei primi. Lo si vedeva anche dalla guida: sembrava rigido sulla moto, non aveva la fluidità del 2012. Sicuramente la spalla operata dopo l'Australia non l'ha fatto guidare sciolto come avrebbe voluto. Ma c'era dell'altro. Poi a Monza la rinascita: primo e secondo posto dopo due gare pazzesche, sempre in lotta con Laverty, Sykes e Guintoli. A Donington ancora un podio e la certezza di poter tornare a combattere per le posizioni che contano. 

RINASCITA
"Sono contento" aveva detto Marco Melandri dopo la Superpole a Monza. Sin dalle prove il pilota BMW aveva un viso disteso, totalmente diverso da quello dei tre round precedenti. E in gara è stato superlativo. "Abbiamo avuto tre round difficili ma a Monza siamo finalmente partiti subito bene, perché siamo tornati ad un setup della moto che mi dà fiducia. Sono decisamente soddisfatto di come sono andate le gare, anche se non ho vinto gara 2. Avevo qualcosa in più di Guintoli e Laverty, e quando Eugene è passato al comando ho solo pensato a stargli il più possibile attaccato per attaccarlo sul finale, ma ho fatto un errore che mi è costato caro. Comunque dopo Monza ho finalmente ritrovato il mio equilibro. Sono contento e adesso anche ottimista per le gare future. Diciamo che sono tornato ad essere più rilassato".

INIZIO DIFFICILE
"È stato un inverno lungo e difficile. Nei test abbiamo trovato tanto maltempo, poi c'è stata l'operazione alla spalla. Per questo motivo sono contentissimo di com'è andato il weekend di Monza. Finalmente ho ritrovato il feeling con la moto, dimostrando che le mie sensazioni sono quelle che più contano nella messa a punto. Ancora non riesco a mettermi alle spalle le difficoltà di inizio stagione, ma adesso so che posso giocarmi nuovamente le gare. Non penso al campionato ma a vincere più gare possibile".

QUESTIONE DI TELAIO
Marco non lo dice, ma il segreto del ritrovato feeling con la moto è in parte merito del ritorno al telaio 2012, quello senza le modifiche al cannotto di sterzo, permesse dal regolamento tecnico Superbike 2013. "A Monza abbiamo fatto un passo indietro. Diciamo che a livello di ciclistica siamo tornati a sei mesi fa, mentre di motore ed elettronica abbiamo fatto passi in avanti. Adesso dobbiamo mettere a punto la ciclistica vecchia con le prestazioni più elevate della moto di quest'anno. Non sono riuscito ad adattarmi alla ciclistica 2013 per diversi motivi. Andare in moto è tutta una questione di feeling. Magari per via della mia corporatura non riuscivo a farla lavorare bene. Perché Chaz ci ha vinto in Spagna".

APRILIA DA PAURA
Perso Max Biaggi tutti si aspettavano un team Aprilia ufficiale in difficoltà. Invece dopo le prime quattro gare Guintoli e Laverty si sono piazzati primo e secondo in campionato. "Se avessimo altre 5-6 gare a Monza direi che le Aprilia mi fanno davvero paura. Ma per fortuna il Mondiale è lungo e ci sono piste molto diverse l'una dall'altra. Sicuramente le moto sono molto competitive, ma tra i due piloti temo di più Laverty. L'inizio del campionato è stato un po' anomalo. Sono stati fatti tanti errori e ci sono stati molti problemi tecnici. Credo che Guintoli abbia guidato davvero forte solo in gara 1 in Australia. Poi è stato molto bravo a portare a casa punti. Adesso, però, le cose stanno cambiando. Già a Monza abbiamo visto quali sono i veri valori in campo". 

FURIA VERDE
"Chi temo di più per le prossime gare è Tom Sykes. A Monza, con una moto tutt'altro che velocissima, è stato bravissimo. Non ha mai mollato ed è arrivato al traguardo vicinissimo, inoltre, la Kawasaki ha fatto un ulteriore step rispetto allo scorso anno. A Donington ha dimostrato di essere ancora più competitivo che a Monza. Credo che resti lui il pilota più pericoloso".

PRIMA VARIANTE
"Lo dico contro i miei interessi: a Monza era più giusto dare il terzo posto a Guintoli. Bisogna regolamentare diversamente la variante della Roggia. Non è possibile che andando dritti e seguendo la procedura di rientro si vada più forte che percorrendola normalmente. Dovrebbero fare come in prima variante, dove sei costretto quasi a fermarti. Altrimenti anche io all'ultimo giro di gara 2 avrei potuto tirare dritto e superare Laverty. Così non va bene. Non è corretto".

CRISI DUCATI
"Spero per Carlos e per il bene del campionato che la Ducati riesca a tornare competitiva. Però, secondo me, che non sono un ingegnere, quella moto ha qualcosa di sbagliato. È bellissima esteticamente ma non è una moto da corsa. Oppure ha qualcosa che non la fa andare forte. Ma è chiaro che ci sono dei problemi da risolvere. Altrimenti Carlos sarebbe lì davanti con noi".

SBK E FUTURO
"Ne parlo spesso con Dosoli (Andrea, Direttore Tecnico BMW Motorrad Goldbet SBK Team, ndr). Secondo me l'ideale sarebbe congelare il livello tecnico attuale per ridurre i costi di sviluppo e dare un tetto massimo al prezzo delle moto da fornire ai team. Però non credo che tornare indietro a livello tecnico sia una buona cosa. Non ne gioverebbe il campionato perché alcune moto stradali sono più performanti di altre. Adesso il livello è buono: Ducati a parte tutte le moto vanno forte e lo spettacolo in pista c'è".

MAX O VALE
"Non mi interessa. Onestamente vorrei rifare le ultime tre gare dello scorso anno. Comunque, per quanto riguarda Max, non credo che alla sua età sia così facile tornare in sella dopo sei mesi di stop. Per quanto riguarda Valentino… Il motociclismo c'era prima di lui e ci sarà anche dopo. La gente viene poco in autodromo perché non ha più i soldi (Marco si riferisce ai pochi presenti a Monza, ndr), non certo perché manca lo spettacolo. Comunque se Valentino dovesse venire in Superbike per me non sarebbe un problema. L'importante è che rimanga equilibrato il mondiale come è adesso".

MARQUEZ
"È forte. A novembre dopo il primo test in MotoGP di Valencia, quando tutti fecero pochi giri per il maltempo, ho detto che avrebbe vinto la prima gara. E mi sono sbagliato di poco, perché ce l'ha fatta nella seconda. Comunque sta dimostrando di essere un pilota incredibile. Quando vedo le mie foto e le sue mi chiedo come faccia a guidare così. E questo credo che sia il bello del motociclismo, ovvero che si può andare forte con stili di guida molto differenti l'uno dall'altro. Lui sicuramente farà storia. Ma io adesso devo pensare alle prossime gare ed al mio mondiale. Marquez lo guarderò in tv".

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