Yamaha Super Ténéré Worldcrosser – Day 3

Terzo e ultimo giorno dell’avventura marchiata Worldcrosser. Quasi seicento chilometri nel sud della Spagna tra panorami western e sterrati che ricordano il continente nero.

Day 3 – 15 marzo Velez Blanco – Almeria(196 km rilevati con GPS) altezza massima 2200 metri s.l.m.La notte porta consiglio. Questa mattina dopo aver riflettuto sul comportamento della “mia” Yamaha Worldcrosser, ho pensato di “pasticciare” ulteriormente le sospensioni. Ieri avevo liberato il precarico della molla del mono ammortizzatore, oggi ho deciso di aumentare quello della forcella! Può sembrare una cosa strana, ma in effetti tenere alto l’avantreno e basso il posteriore non trasforma la moto in un chopper, ma evita che la ruota anteriore “prenda sotto”. Prendere sotto è un termine gergale che significa che la moto diventa sottosterzante e soprattutto tende a chiudere facilmente il manubrio se la ruota anteriore affonda nella sabbia.Fatta questa premessa tecnica sono pronto per affrontare gli ultimi – purtroppo – 200 km del viaggio organizzato da Yamaha per farci provare la loro maxi enduro Worldcrosser. Il percorso di oggi chiude la tre giorni dove, di tappa in tappa, ho costruito un rapporto di fiducia e stima con una moto che francamente pensavo poco adatta al fuoristrada, e non capace di farmi divertire sui polverosi terreni del test.Già, proprio così, la Worldcrosser ha nella sua moderna tecnologia un sano retaggio di off-road vero, venuto in superficie in questi giorni.  Rinnovo l’apprezzamento per la scelta degli pneumatici: i Pirelli Scorpion Rally si sono dimostrati infaticabili compagni in questa breve avventura e in grado di mordere con precisione l’asfalto a velocità più che autostradali e soprattutto di non mostrare il fianco quando li ho affogati in venti centimetri di sabbia fine e sassi.I primi chilometri sono i meno amichevoli. L’aria fredda di questa mattina punge viso e mani: per sentirla intiepidire dovremo attendere almeno un paio d’ore. Lasciamo presto l’asfalto per immergerci nuovamente in campi coltivati e piante da frutto fiorite che ci ricordano che la primavera qui è già arrivata. Il terreno duro e compatto è l’ideale per capire se la piccola modifica alla forcella, i 2 giri di molla in più rispetto allo standard, funziona: dopo pochi metri ho la conferma che stiamo navigando nella giusta direzione. In effetti l’avantreno risponde meglio, i dossi che mi fanno saltare non spingono a fondo corsa la forcella in atterraggio, ed è la ruota anteriore che suggella la scelta della regolazione: il maggior rigore direzionale affatica meno le braccia.Torniamo sull’asfalto in direzione Sud, accarezziamo appena la citta di Tijola e svoltiamo a Ovest verso Seròn, dove rientriamo nuovamente nel fuoristrada e riprendiamo la direttrice che indica mezzogiorno e che ci porterà all’osservatorio astronomico nei pressi del monte El Barracòn, a quota 2200 metri. Cambia il clima, cambia la vegetazione: qui ci sentiamo a casa. Chi conosce il rally di Sardegna o ha partecipato alla Cavalcata del sole che parte da San Teodoro sa di cosa parlo: il panorama è costellato di pini marittimi, terra rossiccia striata di chiaro, e sassi fini sulla strada sterrata… insomma profumo di casa.Nonostante i continui saliscendi e tornanti stretti che copiano anche le più piccole rughe e insenature del Parco Nacional de la Sierra Nevada riesco a guidare la Worldcrosser sempre in piedi sulle pedane, usando contemporaneamente frizione, acceleratore e un pizzico di freno posteriore. Quando il budello sterrato si distende in una lunga pista di terra compatta la bicilindrica trova il giusto companatico: è stabile, sincera, quasi leggiadra soprattutto quando i cambi di direzione non pretendono la velocità di reazione di un’agile monocilindrica da competizione.Al pari di un veloce conto alla rovescia i chilometri che ci separano da Almeria si fanno sempre meno; dopo aver percorso verso valle l’ultima Ramblas del fiume Gérgal troviamo a malincuore l’asfalto che in meno di venti chilometri ci riporta al punto di partenza.586 chilometri in tre giorni mixando con sapienza fuoristrada e asfalto mi hanno dato la giusta dimensione del potenziale della SuperTénéré, conosciuto in Marocco e confermato quest’anno con la Worldcrosser. Ancora una volta queste grandi enduro, votate al turismo, sorprendono soprattutto quando si chiede loro molto più dell’ordinario.Yamaha ha voluto dimostrare che: “Si può fare”! Bastano gli pneumatici giusti, un po’ di coraggio e le protezioni nei punti più a rischio. Il pack Worldcrosser ha tutto quello che serve per ottenere un’alchimia degna del viaggio avventura.Difetti? Pochi, una strumentazione più avventurosa e dei blocchetti meno scooteristici non avrebbero guastato, oltre al cambio più preciso negli innesti.Pregi? Diversi. Su tutti brilla la guida sugli sterrati veloci che stuzzica la voglia dei raid africani.Buona la risposta alle regolazioni delle sospensioni e soprattutto il link tra acceleratore e ruota posteriore: il messaggio dal cervello arriva senza filtri direttamente al tassello schiacciato sulla terra o sull’asfalto.Ricordo nuovamente il prezzo della Yamaha Super Ténéré Worldcrosser che è di 15.690 euro f.c. Il kit accessori WC-R costa 1.262 euro IVA inclusa. http://youtu.be/FCxjHA3hHSE